GIRO. SUBITO INSIDIE SULL'APPENNINO. LIVE

GIRO D'ITALIA | 12/05/2019 | 07:53
di Giuseppe Figini

La cronometro individuale inaugurale del Giro d’Italia 102 a Bologna, con il finale sulla severa ascesa verso il Santuario della Madonna della Guardia di San Luca, ha subito proposto alla ribalta i “pezzi da novanta” dei favoriti al successo conclusivo della corsa rosa.

Il freddo responso del cronometro ha posto nella graduatoria, al primo posto, lo sloveno Primoz Roglic, con un significativo vantaggio di 19” sul britannico Simon Yates e, a seguire, nell’ordine, 3° un ottimo Vincenzo Nibali a 23”, il colombiano Miguel Angel Lopez a 28”, 4° Tom Dumoulin con lo stesso tempo ma con qualche decimo in più, poi il veterano Rafal Majka a 33” e, al 7^ posto il promettente britannico Tao Geoghegan Hart.

Risultato indicativo, anche se non determinante, siamo solo all’inizio; la curiosità è per vedere quanto resisterà il rosa di Primoz Roglic.

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E’ sempre da Bologna che parte la seconda frazione. La città petroniana, oltre a essere definita “la rossa”, è pure titolare degli attributi “la dotta” e “la grassa”.

Per “la dotta” è intuitivo collegare l’attributo alla sua antica università, incubatoio d’iniziative culturali in vari settori dello scibile e delle molteplici iniziative, attraverso i secoli, portate avanti anche da personaggi illustri nati a Bologna. Fra questi, in sintesi estrema, per i tempi più recenti, si possono ricordare Guglielmo Marconi (1874-1937), pioniere delle radiocomunicazioni, premio Nobel per la fisica nel 1909, il pittore delle nature morte e dei paesaggi Giorgio Morandi (1890-1964), l’intellettuale poliedrico Pier Paolo Pasolini (1922-1975), Lucio Dalla (1943-2012), icona della musica italiana ed esponente di punta della musica che ha in Bologna un polo di primaria importanza. Per lo sport si propongono i nomi di Alberto Tomba, Christian Vieri, Alex Zanardi e molti, tantissimi, altri in molteplici discipline con un posto speciale per il basket.

Per “la grassa” il riferimento è dovuto quale riconoscimento di ricette originarie tipiche – soprattutto con base di carne di maiale e pasta all’uovo - diffuse in tutto il mondo, un’eccellenza della cucina italiana. Basta l’elencazione delle specialità per evocarne il sapido gusto: le tagliatelle con il ragù bolognese, i tortellini in brodo, le lasagne, la mortadella, formaggi e dolci in abbondanza, accompagnati da vini dei colli bolognesi e tanto altro ancora.

Il tracciato della tappa, la prima in linea dell’edizione 2019 del Giro, prevede subito il passaggio dell’Appennino, con ascesa contenuta, per Pontecchio Marconi e Sasso Marconi, sede comunale, denominazione assunta nel 1938 in onore di Guglielmo Marconi che a Pontecchio, nella villa di famiglia, oggi museo e sede della Fondazione Marconi, giovanissimo, compì nel 1985 i primi esperimenti di radiotrasmissione. Sasso Marconi è un popoloso e industre centro dove, è nato Adriano Vignoli (1907-1996), corridore professionista dal 1934 al 1947 che l’anno dell’esordio conquistò  una tappa al Giro (Napoli-Bari) e una al Tour (Ax-les-Thermes – Luchon).

Si entra nel territorio comunale di Monzuno per le località di Vado e Rioveggio, centri abituali per una comoda e ravvicinata villeggiatura dei bolognesi con la strada che continua a salire con pendenza maggiore ma sempre contenuta, in paesaggio più montuoso, verso Castiglione dei Pepoli, centro con varie frazioni e motivi d’interesse e, dopo lo scollinamento al GPM di La Serra, GPM 3^ cat. a m. 774, si raggiunge quindi la Toscana, la provincia di Prato. Si passa Montepiano, nel territorio attraversato dallo spartiacque appenninico, frazione del comune sparso di Vernio, località con molteplici insediamenti diffusi nel territorio, ricchi di edifici religiosi e civili di varie epoche. Conclusa la discesa, la corsa prosegue per Usella, località del popoloso comune di Vaiano, ricco di tradizionali manifestazioni e di ville. Il suo nome si collega a quello di un’autentica stella del ciclismo come Fiorenzo Magni, qui nato il 7-12-1920, scomparso a Monza il 19 ottobre 2012. E’ stato ed è ricordato quale corridore e uomo di straordinario carattere e capacità uniche nella storia delle due ruote, a livello mondiale. A proposito di grandi, anzi grandissimi, è questa la tappa che celebra, nella sua Toscana, il ricordo di Gino Bartali, altro “monumento” del ciclismo.

La corsa percorre, da qui in avanti, un territorio a elevatissima passione ciclistica sia per la pratica agonistica, nelle differenti categorie, sia per l’attività organizzativa, un continuo e florido vivaio di corridori di varie epoche, incontrando Prato. E’ la seconda città della Toscana per numero d’abitanti, quasi 200.000, che da 1992 ha acquisito un’agognata funzione di capoluogo di provincia, staccandosi da quella di Firenze. E’ nota per la sua grande e variata attività industriale e commerciale, soprattutto nel settore del tessile, a livello internazionale.

La città è depositaria di un’articolata storia, con il periodo medievale e – soprattutto – rinascimentale – che l’ha arricchita di molteplici opere monumentali e artistiche di valore rilevante con l’apporto di celebrati artisti quali Donatello, Filippo Lippi, Botticelli, Giuliano di Sangallo e vari altri. Si propongono in primo piano il Duomo con l’elegante facciata in marmo bianco e verde e l’attiguo Museo dell’Opera del Duomo, la basilica di Santa Maria delle Carceri, il Castello dell’Imperatore e vari altri ancora. I dolci, denominati “brutti ma buoni”, così come i cantucci, tipici della Toscana, con altre proposte gastronomiche caratterizzano la città. Nativi di Prato sono Francesco Datini (1335-1410), mercante a livello internazionale considerato l’inventore di titoli di credito quale cambiale e assegno, lo scrittore e saggista Curzio Malaparte, all’anagrafe Kurt Erich Suckert (1898-1957) e il “signore degli anelli”, il ginnasta Jury Chechi, plurimedagliato.

Il Giro d’Italia ha posto qui l’arrivo di tappe nel 1946 e vittoria di Antonio Bevilacqua, 1947 Fausto Coppi, 1967 Michele Dancelli, 1989 Gianni Bugno, 1991 Davide Cassani, 1996 Rodolfo Massi e nel 2000 Axel Merckx. Dal 1945, annualmente, è organizzato il G.P. Industria e Commercio con un libro d’oro di rilievo. Nel 1971 e nel 1993 il G.P. Industria e Commercio ha assegnato le maglie di campione d’Italia rispettivamente a Franco Bitossi e Massimo Podenzana. Giovanni Corrieri, nato a Messina nel 1920, uno dei fedelissimi di Bartali, vincitore fra l’altro di sette tappe al Giro do vestì – seppure per un solo giorno – la maglia rosa e di tre al Tour, durante e dopo la carriera si stabilì qui fino alla scomparsa nel 2017. Avevano sede a Prato due storiche squadre professionistiche quali la Filotex e la Magniflex.

Dopo Prato si prospetta il passaggio nella provincia di Firenze toccando Campi Bisenzio, importante centro che confina anche con Firenze, attivo centro industriale e commerciale con vari edifici d’interesse, già sede di partenza di due tappe della corsa rosa con il traguardo a Bologna-Santuario di S. Luca nel 2009 e nel 2016 a Sestola. Sono qui nati Carlo Bacarelli (1924-2010), pioniere dei telecronisti Rai e Narciso Parigi, popolare cantante di musica leggera e interprete di motivi d’intonazione della tradizione. Il tracciato prevede quindi Signa, località già nota per i cappelli di paglia e la produzione di terrecotte, con diversi motivi d’interesse, poi la sua frazione di Ponte a Signa, Montelupo Fiorentino, altro noto centro per la lavorazione della ceramica e del vetro artistico, con belle ville fra le quali spicca la rilevante struttura della villa Medicea dell’Ambrogiana, sulla riva sinistra dell’Arno. Qui si ricorda Dario David Cioni, prima specialista mtb, poi ottimo stradista e ora direttore sportivo, nato in Inghilterra nel 1974 ma legatissimo alla Toscana oltre a Sigfrido Fontanelli, (1947-2004) professionista dal 1969 al 1978, vincitore di una tappa al Giro e alla Tirreno-Adriatico. Si prosegue per Ginestra Fiorentina, frazione di Lastra a Signa, e poi Montespertoli, località con belle prospettive panoramiche, ricche di residenze e edifici di vario genere.


Si entra quindi nel territorio di Empoli, importante centro nella pianura del Valdarno Inferiore con diverse attività commerciali e industriali di rilievo fra cui le vetrerie con i noti vetri verdi empolesi. Ha qui sede la Sammontana, industria di rilievo nei settori gelati e dolci, marchio che ha distinto un’importante formazione professionistica negli anni 1970-80, con molti corridori di primo piano, guidata dapprima da Alfredo Martini e poi da Valdemaro Bartolozzi e la Zonca-Santini, quest’ultima azienda empolese d’abbigliamento, squadra quasi d’impronta familiare, diretta da Ettore Milano.

In tema ciclistico si propongono, fra molti altri nati qui, i nomi di Marcello Bartalini (1962), oro alle Olimpiadi di Los Angeles 1984 nella 100km. con Marco Giovannetti, Eros Poli e Claudio Vandelli, poi Leonardo Mazzantini, Riccardo Forconi, Manuele Mori, Kristian Sbaragli. La squadra calcistica è una fra quelle – poche - che vantano partecipazioni al campionato di serie A non essendo capoluogo di provincia.

La Collegiata di S. Andrea con l’originaria facciata romanica della fine del 1100 con marmo bianco e verde e l’annesso omonimo museo, nella centrale piazza Farinata degli Uberti, detta anche piazza dei leoni per le sculture che contornano la fontana al centro della piazza, il palazzo Pretorio, la chiesa di S. Stefano e altri edifici monumentali sono il patrimonio della città e che ne segnano la storia.

Attraverso Sovigliana, frazione di Limite sull’Arno, unita nella denominazione a Capraia, in tipico paesaggio, il tracciato va, quasi con un ricciolo, a ricercare le strade del Montalbano, una catena collinare che si dirama dall’Appennino, un paesaggio di pregio fra oliveti e viti che originano ottimi prodotti, spartiacque fra le pianure fiorentina-pistoiese e la Valdinievole. Si presenta un tratto in salita con il GPM di 3^ cat. di Montalbano (il Castra), a quota m. 424, dove anticamente sorgeva un castello. Si scende verso Vinci, passando prima per la frazione di Vitolini, località di partenza della tappa successiva. Si prospetta poi una breve digressione nella provincia di Pistoia per il GPM di 4^ cat. ai m. 340 del San Baronto, salita frequentatissima e notissima del panorama ciclistico toscano di ogni tipo. E’ una piccola ma piacevole località che offre una vista magnifica, poi scendere quindi verso Lamporecchio, il capoluogo comunale, polo ciclistico di primo interesse, con la sua frazione di Mastromarco che, dal 1962, è sede di un prolifico vivaio ciclistico e di una squadra che è pure una scuola di vita. Lamporecchio è la patria dei “brigidini”, cialde color giallo-arancio, preparate con zucchero, farina, uova e anice. Il nome deriva dalle monache Brigidine del convento di Santa Brigida e la ricetta risale al 1300 e la leggenda narra che i brigidini sono stati originati da un errore di una suora nell’impasto delle ostie che producevano. 

Nel territorio sono diversi i motivi d’interesse architettonico come Villa Rospigliosi e vari altri. Si è nel cuore di quello che è definito, per il ciclismo, “triangolo delle Bermude”, per le sempre forti passioni che suscitano le due ruote.

Si rientra nella provincia di Firenze incontrando Cerreto Guidi, altro caratteristico abitato con la splendida villa medicea nel centro, la pieve di San Leonardo e il santuario di Santa Liberata e una buona offerta di tipo eno-gastronomico e giungere quindi all’inedito traguardo di Fucecchio, nella zona del Valdarno inferiore, alla destra dell’Arno, all’intersezione delle province di Pisa, Lucca e Pistoia, lungo l’antica via Francigena. La piacevole cittadina e le sue varie frazioni, alcune adagiate su dolci colli circostanti, è prossima al “Padule di Fucecchio”, la più estesa palude interna italiana, ricca di flora, fauna e peculiarità paesaggistiche d’impatto caratteristico.
Fucecchio presenta fra le architetture religiose la Collegiata di San Giovanni Battista, l’Abbazia di San Salvatore e varie altre con, all’interno opere di valore di pittori di rilievo mentre, per quelle civili, si segnala il Palazzo della Volta, sede della Fondazione Montanelli Bassi, il palazzo Corsini e la villa Il Castelluccio il Museo con reperti del territorio. Appartiene alla tradizione il Palio.
E’ centro commerciale per la produzione agricola e sede di varie industrie con riferimento alla pelletteria poiché è inserita nel distretto del cuoio, assai sviluppato nella zona circostante.

Il suo nome si lega a Indro Montanelli qui nato nel 1909 e scomparso a Milano nel 2001, il nome completo è Indro Alessandro Raffaello Schizògene Montanelli, giornalista, saggista, storico e commediografo, unanimemente considerato un maestro.
Sono qui nati i notissimi corridori Andrea Tafi (1966) e Luca Scinto (1968) e, molto prima, i fratelli Secondo (1912-1997) e Vittorio (1918-2010) Magni.

da Tv Roadbook

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