MOSER: «HO IMPARATO A NON VERGOGNARMI»

PROFESSIONISTI | 31/01/2019 | 11:48
di Alessandra Giardini

Ha tutto, addirittura troppo. Talento, fascino, intelligenza. Moreno Moser ha vinto 5 corse al primo anno da professionista, nel 2012, e 3 negli altri 6. Dopo la Liquigas, la Cannondale e l’Astana, ha scelto di scendere in una squadra italiana, la Nippo-Vini Fantini. Fuori dal World Tour, ma dentro il Giro d’Italia, dove lui sarà il capitano. Debutterà mercoledì alla Vuelta Valenciana, anche se ha passato gli ultimi cinque giorni con l’influenza e ha perso allenamenti e condizione.


Ha detto: voglio tornare a essere felice. Quando è stato infelice?
«In corsa tante volte. Quando mi stacco. Quando non posso correre per vincere. In fondo io corro perché mi piace la competizione, per fare risultato. Altrimenti non è il mio mondo, non è per questo che ho fatto il corridore. Io vedo il ciclismo come un bambino: corro per fare gare, per vincere. Sono individualista io, non l’ho mai visto come uno sport di squadra, penserai che sono un egoista, ma è il mio carattere, sono un po’ solitario. Poi è ovvio che uno si adatta ai ruoli in base ai risultati, ma nella mia indole non ci sarebbe questa cosa, tanto che ho preferito andare in una squadra più piccola piutttosto che fare il gregario. Ma non per presunzione: è che io non lo so fare il gregario, non l’ho mai saputo fare».


Coerente: anni fa ha detto che non avrebbe fatto il gregario.
«Allora era facile dirlo. Magari se me l’avessi chiesto qualche anno fa ti avrei risposto che non sarei mai andato in una squadra piccola, fuori dal World Tour. Se ne dicono tante di cose... Poi però ci si ridimensiona, l’essere umano si adatta».

Moreno Moser si è adattato?
«Alla fine sì. Entri nel ciclismo dando quasi per scontato che sarai un campione, sembri destinato a salire sempre e fai fatica a guardare indietro. Ma quando le cose te le immagini sembrano sempre più grandi. Adesso sto da dio, sono felice, non ho risentimento nè invidia, penso a me».

Andare alla Nippo sembra un passo indietro ma fino a un certo punto: Moser è al centro del progetto.
«Alle pressioni non penso più, anche perché nessuno mi chiede di vincere il Tour».

Tornerà al Giro, tre anni dopo l’ultima volta.
«Sono strafelice, anche di farlo con squadra come questa: avrò tanta più libertà».

Si è deluso finora?
«Ovviamente le aspettative erano diverse, ora seguo il flusso della vita dove mi porta. Non è fatalismo: vedo un disegno che sta per comporsi, come dei tasselli che si uniscono. Adesso sto per dire una cosa pesante».

Sentiamo.
«Purtroppo io sono cresciuto in una famiglia abituata male, in un ambiente che vedeva il ciclismo solo nell’essere campioni. E ho cominciando vincendo, così è stato anche peggio: questo mi ha fatto passare anni in cui mi sono quasi vergognato della carriera che stavo facendo, e questo è brutto. Poi un giorno mi sono svegliato e ho capito che non c’era proprio niente di cui vergognarmi, devono vergognarsi quelli che hanno infangato il ciclismo, non certo io che l’ho sempre vissuto con sincerità e onestà. Così ho deciso di rialzare la testa e andare avanti».

Perché si vergognava?
«La gente mi incontrava e mi diceva: ehi, dove sei finito? Ma non ci sono delle regole di come va vissuta la vita, ognuno fa la sua strada. Ecco perché sono contento di essere finito qui, si sono incastrate delle cose che magari più avanti vi mostrerò. Ora le lascio in sospeso».

Una sorta di fede?
«No, io non credo in niente, ma percepisco una ruota che gira, una specie di karma, seguo il flow, consapevole che ci sono cose che non sono totalmente sotto il mio controllo, e soprattutto non c’è solo il ciclismo».

Un direttore sportivo un giorno mi ha detto che lei sa tutto dei bit coin. Mi sembra un valore aggiunto non parlare solo di biciclette.
«Con me sfondi una porta aperta, non sarò mai quello che pensa solo al ciclismo. Sono distratto da una marea di cose, ultimamente sono un po’ invasato con la finanza. Però non metterlo nel titolo, se no mi imbarazzo».

Come vede l’Italia?
«Che domanda complicata... Vedo le banche abbastanza stabili, sono contento. L’indice Mib sembra in leggera ripresa, sono stato un po’ preoccupato, ma quando sento parlare di default dell’Italia mi sembra surreale. Hai mai visto l’Italia dal satellite? Da Torino a Verona è un’unica fascia di luce, a volte dimentichiamo che siamo una potenza anche industriale. Certo, abbiamo problemi di civiltà, di educazione. Da noi, e io sono il peggiore di tutti, le leggi sembrano elastiche: qui c’è la legge, e tu percepisci sempre un margine a destra di dieci centimetri e un altro a sinistra. Però sono ottimista, abbiamo tanto, tutto quello che ci permette di sognare».

da Il Corriere dello Sport

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Remco Evenepoel ha vinto la cronometro della Vuelta Comunitat Valenciana, ma non è diventato il leader della classifica generale. Il vento troppo forte ha obbligato gli organizzatori a neutralizzare la tappa e così Biniam Girmay è rimasto in maglia gialla....


Il nuovo e moderno Velodromo di Konya (Turchia) è stato il palcoscenico dei Campionati Europei Elite su pista UEC, uno degli appuntamenti di riferimento del calendario dell’Union Européenne de Cyclisme. Una struttura all’avanguardia, caratterizzata da una pista estremamente veloce, che...


L'Unione Ciclistica Internazionale annuncia che il Tribunale Antidoping dell'UCI ha emesso una sentenza contro la ciclista colombiana Martha Bayona Pineda, 30 anni, plurimedagliata su pista a livello mondiale nelle specialità veloci. Il Tribunale ha dichiarato la ciclista colpevole di violazione...


Questa mattina vi avevamo anticipato che il vento avrebbe potuto condizionare la seconda tappa della Volta a la Comunitat Valenciana ma, per salvaguardare la sicurezza degli atleti in gara, gli organizzatori e le autorità spagnole hanno dovuto prendere importanti decisioni...


Finale da fiato sospeso nella seconda tappa dell’Etoile de Bessèges, disputata sulla distanza di 162, 8 km da Saint Gilles a Domessargues. Lo svizzero Tendon è stato infatti ripreso a 50 metri dalla conclusione di una frazione tiratissima. E per...


Alla fine degli incontri di curling, che aprono le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, alle 21.45 torna su Raisport la rubrica Radiocorsa.  Protagonisti Edoardo Affini per parlare delle condizioni di forma del suo compagno di squadra in Visma, Jonas Vingegaard, Stefano...


Anche l’ultima giornata di gare all’Europeo Pista di Konya regala gioia all’Italia. Elisa Balsamo e Federica Venturelli hanno conquistato infatti la medaglia di bronzo nella madison.  Corsa dominata dalle belghe Kopecky e Bossuyt, unica coppia capace di guadagnare un giro...


Lorena Wiebes si impone nella tappa inaugurale della UAE Women Tour, porta a sette le vittorie in carriera nella corsa emiratina e conquista la maglia di leader. Alla conclusione dei 111 chilometri in programma oggi da Al Mirfa a Madinat Zayed,...


Sono stati numerosi i personaggi del mondo ciclistico a vestire i panni dei tedofori in queste lunghe settimane di viaggio della fiaccola olimpica. Il primo è stato Filippo Ganna addirittura ad Atene e ieri sera a chiudere idealmente la serie...


A sedici anni dalla prematura scomparsa di Franco Ballerini al Rally Ronde di Larciano, l’A.S.D. Franco Ballerini, guidata dai figli Gianmarco e Matteo, continua a  onorare la figura dell’indimenticato campione e commissario tecnico della Nazionale italiana di ciclismo. L’incidente lasciò una...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024