ADRIATICA IONICA, ENRICO LOGICA: «UNA MAGLIA CHE VALE TANTISSIMO». AUDIO

PROFESSIONISTI | 25/06/2018 | 08:00
di Diego Barbera

Il 23enne Enrico Logica della Biesse Carrera Gavardo è la maglia verde dell’Adriatica Ionica Race 2018 come vincitore finale della classifica della montagna. Il fresco 23enne originario di Negrar (VR) ha difeso con onore il primato conquistato nella seconda frazione a Maser ed è salito sul podio di Piazza Unità d’Italia a Trieste insieme al vincitore della corsa, Ivan Sosa e alla maglia rossa dei punti Elia Viviani.

Le impressioni a caldo di questo giovane ciclista che studia Design e discipline della moda. A fondo pagina l'audio da ascoltare.

Enrico, una grande soddisfazione per te questa maglia
«Sì. Il primo giorno è capitata quasi per caso, ma mi sono trovato bene con questa maglia e volevo portarmela fino a casa e lottando duro ce l’ho fatta».

La maglia è arrivata durante la seconda frazione
«L’idea della squadra era quella di piazzare un uomo in fuga e ci siamo riusciti al primo tentativo. Ho deciso di puntare ai punti del gran premio della montagna e ho combattuto contro Draperi della Sangemini e mi sono avvantaggiato sull’arrivo recuperando i secondi che avevo preso in generale durante la cronometro».

Come hai trovato questo percorso?
«Molto interessante, mi sono preparato al meglio. È un percorso adatto a corridori di diverso tipo dagli scalatori ai velocisti, quasi un mini Giro d’Italia».

L’ultima tappa è stata molto veloce
«Oggi siamo andati molto forte perché il gruppo non voleva concedere troppo spazio ai fuggitivi per non rischiare, ma a ruota si stava bene e ho portato la maglia a casa senza problemi».

Quali saranno i prossimi obiettivi
«Il Campionato Italiano il 30 e li cercherò di mettermi in luce».

Quanto vale per te questa maglia?
«Per me vuol dire molto. Io sono un mezzo dilettante che corre tra i professionisti e anche se non è una vittoria di tappa vale tantissimo».

Con quali propositi riparti dopo questo riconoscimento?
«Magari un buon piazzamento all’Italiano per mettermi in luce nella categoria che conta e futuro passare al professionismo vero e proprio».

Da Trieste, Diego Barbera



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