Il presidente della Lega Ciclismo Professionistico Enzo Ghigo
Alcide con Ernesto Colnago e il presidente del Comitato Lombardo FCI Cordiano Dagnoni
PREMI | 23/04/2018 | 15:46 Una pagina carica di storia, quella che è stata scritta questo pomeriggio a Milano. L'annuale assemblea della Lega Ciclismo Professionistico si è aperta infatti con la consegna del Premio Fiorenzo Magni, giunto alla sua terza edizione, ad Alcide Cerato.
Ex corridore professionista, imprenditore illuminato, sponsor di formazioni ciclistiche con la sua Impresa San Siro e poi dirigente di lungo corso del nostro ciclismo, fino ad essere presidente del Consiglio del Ciclismo Professionistico, Alcide Cerato è stato ed è protagonista del mondo delle due ruote da oltre sessant'anni.
«Ho conosciuto Fiorenzo Magni nel 1956 al velodromo di Rovigo. Io ero un ragazzino (Cerato è nato a Legnaro, in provincia di Padova, l'11 febbraio del 1939, ndr) ed ero lì per allenarmi, lui è arrivato senza i pedali e me li ha chiesti in prestito. Ricordo che sono tornato a casa alle dieci di sera, quando il grande Fiorenzo ha finito la riunione. Poi sono diventato corridore e quindi dirigente. Tra me a Fiorenzo c'è sempre stato amore e guerra, perché siamo stati due corridori, meglio dire due uomini di assoluto temperamento. Nell’ultimo periodo della sua vita mi ha gratificato molto e di questo ne vado fiero. Fiorenzo era il cervello del ciclismo, l’anima. E non dobbiamo mai dimenticare che il ciclismo moderno l’ha creato lui».
E ancora: «Io sono orgoglioso di questo premio, sono orgoglioso di legare il mio nome a quel gran signore che è stato Fiorenzo Magni. Come vivo il cilismo oggi? Beh, oggi sono un pensionato del ciclismo, me lo guardo in tv e ogni tanto mi vado a mangiare un salame da Ernesto Colnago. Con lui chiacchieriamo, ci raccontiamo storie ma soprattutto parlarliamo del ciclismo di domani, di quello che verrà...».
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