DI LUCA E L'AUTOLESIONISMO DEL CICLISMO

LETTERA APERTA | 20/02/2018 | 09:59
Il dibattito sul “caso Signori” (CLICCA QUI) - calciatore radiato e premiato ufficialmente domenica a Bologna - e sul diverso atteggiamento tra calcio e ciclismo si è acceso suscitando commenti e pareri diversi. Tra questi, quello di Danilo Di Luca, ciclista radiato per le note vicende di doping, che ci ha scritto una lettera aperta. Ve la proponiamo.

Egregio Direttore
ho letto la sua opinione, che vorrebbe il CALCIO essere una FARSA.
Purtroppo non credo sia così,  e siccome sono stato... tirato in mezzo (in compagnia di un texano che ha pur vinto sette  Tour de France) ritengo che possa essermi concessa una riflessione.

Qui non è tanto una "farsa",  quanto l’ostentazione di come per il CALCIO sembra proprio che non valgano le regole vigenti per tutti gli altri sport, CICLISMO compreso.

Anzi, a mio modesto parere abbiamo la riprova di come il Ciclismo, la professione alla quale, bene o male, ho dedicato gli anni migliori della mia vita, non sia stato nelle condizioni di tutelarsi, o di farsi tutelare.

Non lo nego: sono stato relegato (peraltro in ottima e numerosa compagnia, i nomi eccellenti sono ben noti a tutti) nel girone dei dopati e radiato da quello che per anni è stato il mio mondo. Ne ho preso atto, e non sono stato certo a piangermi addosso.

Non penso di offendere nessuno, se permango dell'opinione che ho esercitato la mia professione nel modo migliore consentitomi dai miei mezzi, dalla mia feroce volontà agonistica, accettandone i sacrifici ed i rischi, adeguandomi a quel mondo.

Non ho creduto mai, allo stesso modo, che qualcuno dei miei ex colleghi soprattutto di quelli vincenti ed annoverati tra i numeri uno, abbia agito "professionalmente" in modo diverso.

Il problema, tragico e per il quale si stanno ancora pagando le conseguenze, è stata la mancanza di un vero e sincero "spirito di corpo" proprio tra di noi Ciclisti Professionisti che ci abbia fatti sentire ed intendere, con una sola voce.

Ognuno ha fatto... la propria corsa, divenendo così un più facile bersaglio. Si è sempre ragionato in maniera autolesionista. Mors tua, vita mea in un ambiente ipocrita che ha paura di dire le cose e che scarica in un attimo chi stava idolatrando pur sapendo dell’inganno.

Noi Ciclisti siamo stati cavie, e poi vittime predestinate, del cosiddetto sistema antidoping. Dove (vedi, da ultimo, il cosiddetto caso Froome) la legge non sembra essere uguale per tutti. Eppure nessuna voce autorevole, men che mai delle istituzioni del ciclismo, si è levata per stigmatizzare, e chiarire risolutamente e tempestivamente, una vicenda che non mi pare faccia del bene al Ciclismo.

Ma, si dirà, non sono certo io la persona giusta in grado di esprimere giudizi sul tema. Sono un dannato dopato, radiato dal ciclismo.

Ma sono ancora un UOMO, che non ha paura di dire ciò che pensa. Senza paura di dire quella verità che tutti conoscono, ma di cui ben si guardano dal parlarne a viso aperto.

Come quando ero il Di Luca campione, non ho paura di metterci la faccia. Soprattutto se potesse mai contribuire a sollecitare un dibattito che abbia veramente a cuore le sorti del CICLISMO.

Che, rispetto al Signor CALCIO, non è certo sport figlio di un Dio minore.

Un cordiale saluto.

Danilo Di Luca


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COMMENTI
Di Luca
20 febbraio 2018 11:31 blardone
In questo caso i miei più sinceri complimenti belle parole. Quando parla di lei l ammiro . Complimenti .Blardone Andrea .... PS rimarrà sempre un grande Campione anche se ha sbagliato .....

Mah
20 febbraio 2018 13:58 Ruggero
Non sono mai stato un suo tifoso ma concordo pienamente con lui quando dice : "Non ho creduto mai, allo stesso modo, che qualcuno dei miei ex colleghi soprattutto di quelli vincenti ed annoverati tra i numeri uno, abbia agito "professionalmente" in modo diverso"
Purtroppo lui Armstrong e via dicendo soni i demoni, tutti gli altri ce li ritroviamo fra le scatole belli sorridenti e osannati da tutti.

incoerenza
20 febbraio 2018 14:00 bernacca
prima scrivete che un calciatore non poteva essere celebrato in quanto squalificato e poi fate un articolo su di uno che... lasciamo perdere ! questo ex ciclista cosa vuole ? che il ciclismo diventi solo omertà? ma mi faccia il piacere

di luca
20 febbraio 2018 14:01 cocco88
killer sui pedali e a parole... ho letto il suo libro con tantissime verita che un mondo fa finta nn esista... il caso froome è un ulteriore conferma che l'antidoping è forte con i deboli e zerbino con i potenti... vedasi il casio Talinai per rimanere nell'attualita

20 febbraio 2018 14:06 PEDALA
Meglio LUI di tanti altri ipocriti....................

Rimane pur sempre un campione
20 febbraio 2018 15:00 Monti1970
Ha vinto un giro d\'Italia un giro di Lombardia una Liegi bastogne Liegi una freccia Vallone una amstel gold tace ecc.ecc. queste non gliele porta via nessuno

20 febbraio 2018 15:14 limatore
è stato vittima del sistema doping perchè cosi ha deciso. Conosco ragazzi che hanno smesso per non prestarsi a questo. Faccia i nomi di chi gli ha messo la prima "dose" in mano. Faccia i nomi di tutti quelli della sua età che adesso sono allenatori, DS e dirigenti in modo che questo mondo venga ripulito da persone che non guariranno mai.

I nomi, i nomi...
20 febbraio 2018 15:46 marchetto
Concordo con limatore! Di Luca può anche essere stato "spinto" dal sistema a comportarsi in un certo modo, ma non credo che gli abbiano puntato una pistola alla testa e almeno adesso i nomi li dovrebbe fare, altrimenti le sue sono solo parole al vento. E cosa vuol dire esattamente che non c'è stato spirito di corpo? che dovevano tacere tutti e coprirsi a vicenda...??? tipo tour del '98 quando protestavano per i controlli, ma in fondo in fondo era solo una scusa per non farsi beccare? Ho letto il suo libro, e anche lì ammette le sue colpe (sempre giustificandosi con il "mi sono adeguato al sistema" come ha fatto nella lettera sopra riportata) ma nomi di altri atleti, dirigenti, medici ecc... poco o nulla. Caro Danilo Di Luca, vuoi veramente dare una mano al ciclismo? allora fuori tutto quello che sai!

W UMBERTO ECO
20 febbraio 2018 19:05 jaguar
Lo sport vero è senza doping!!!!ma lo sport è dopato checchè se ne dica...e ripeto lo sport !!!!!...in alcune nazioni il doping era di stato, in altre ricchissime ovvero con team pieni di soldi che dettano legge ed hanno a disposizione quello che vogliono e le protezioni che vogliono.....che gusto c'è saltare in alto 2,45(potrebbe essere anche di più)ma se non sei tu a saltarli con le tue qualità? sei come un pupazzo animato ....ma pieno di soldi....e qui sta il problema......amen

Concordo
20 febbraio 2018 21:23 FrancoPersico
Non ero suo tifoso ma concordo. Si faccia un dibattito aperto e si facciano i nomi. Non risolverà i problemi di questo ciclismo ma butterà fuori il marcio che ancora regna.

Niente nomi
20 febbraio 2018 21:35 Moss
Non credo che Di luca sia così ingenuo, facendo i nomi degli illustri colleghi \"ex dopati\" rischierebbe una camionata di querele per poi risarcirli non potendo dimostrare quanto sostiene purtroppo


Nomi
20 febbraio 2018 21:40 cocco88
Nomi nel libro ne fa... e anche di qualcuno in attività e qualche ds... nessuno L ha querelato ... se 1 1 fa 2...

Purtroppo Di Luca ha ragione
21 febbraio 2018 08:30 The rider
Nonostante Di Luca abbia sbagliato e per questo sta pagando una giusta pena, secondo il mio parere ha pienamente ragione.
Il problema è che come spiegava tempo fa il grande Fiorenzo Magni; Mentre i calciatori sono di proprietà delle squadre che ne detengono il cartellino, di conseguenza sono straprotetti per ragioni economiche, i ciclisti invece "lavorano" a contratto quindi rimangono più deboli di fronte ad "attacchi" dei giornalisti e dell'antidoping.
Riguardo ai nomi, secondo mè non è necessario che Di Luca faccia i nomi, basta guardare le classifiche delle gare di quegli anni....
Secondo il mio parere la situazione rispetto agli anni in cui correvano Di Luca e i suoi più diretti rivali non è poi cambiata molto!!!!
Pontimau.

Libri?
21 febbraio 2018 12:29 Moss
Per i nomi da fare io mi riferivo all\'articolo-lettera aperta scritto da Di luca,dei libri denuncia diffido sempre hanno un gusto di operazione commerciale che mal digerisco

Libro
21 febbraio 2018 12:45 cocco88
Libro o no ... se mi nominano in un libro di doping e sono pulito querelo... se nn lo faccio e perché nn voglio che si approfondisca il discorso ...

doping
21 febbraio 2018 12:54 claudino
allora 1 tt fanno e hanno fatto uso specialmente in quel periodo di sostanze illecite,2 inutile fare nomi e cognomi se vogliono e volevano none e non era problema trovarli.. dal primo all ultimo facevano uso di sostanze vietate , ma un somaro non vincera mai l amerique. percio di luca era un ottimo corridore non perche si dopava .

valverde contador...
21 febbraio 2018 12:56 claudino
trovati positivi? si ma.. abbiamo dubbi sulla loro serieta e sulle qualita di campioni?

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