PONTE DI LEGNO, DIALOGO TRA BICI E MONTAGNA

INIZIATIVE | 29/07/2017 | 08:01
Nell’ambito delle varie iniziative all’insegna di “Una montagna di cultura… la cultura in montagna” Ponte di Legno, la notissima località turistica estiva e invernale dell’Alta Valle Camonica, ha ospitato mercoledì 26 luglio, alla Sala Paradiso del Centro Congressi Mirella, presso il noto, omonimo hotel della famiglia Bulferetti, un incontro sul tema “Il ciclismo e la montagna – dialogo tra mito e leggenda”.

L’idea è stata di Gabriele Tacchini, già redattore-capo Ansa responsabile della sede di Milano-Lombardia, profondo conoscitore dello sport e dal 2009 presidente del Gruppo Lombardo Giornalisti Sportivi - USSI. E’ un “antico”, fedele e appassionato frequentatore di Ponte di Legno, che ha trovato nel libro “100 storie un Giro”, edito da Mondadori, scritto a quattro mani da Ennio Doris, gran patron di Mediolanum, competente e attento appassionato di ciclismo, con Pier Augusto Stagi, un nome che è un marchio di garanzia che non richiede molte presentazioni nel settore, il “fil rouge” della serata.

Ponte di Legno, crocevia di storici passi legati al ciclismo da molti motivi quali il Tonale e il Gavia, è quasi un punto di passaggio obbligato in molte edizioni del Giro d’Italia ed è la base di soggiorno e di partenza per molti appassionati sia sulle montagne lombarde, sia su quelle del vicino Trentino-Alto Adige. Un nome per tutti, quello di Tarcisio Persegona e della sua schiera d’amici del ciclismo fra i quali grandi nomi delle due ruote, che ha all’attivo oltre cinquecento scalate al passo Gavia e innumerevoli altre al Tonale e al Mortirolo. Anche il grande Alfredo Binda è stato un assiduo frequentatore di Ponte di Legno.

“100 storie un Giro” ha offerto lo spunto per spaziare in diversi ambiti e in varie epoche del ciclismo
con evocazione di episodi che riguardavano il territorio, ma l’interazione con il pubblico ha portato a spaziare, a tutto campo, nel ciclismo e nei suoi protagonisti. Sono stati proposti motivi di ieri, di oggi e prospettive future di uno sport, di un’attività, comunque benefica e salutare, delle due ruote, sport ecologico che nella natura trova il suo teatro naturale, in diverse declinazioni, sia al maschile, sia al femminile, nelle differenti e molteplici specialità. Aspetto che è stato posto in particolare evidenza dal giornalista Pietro Illarietti, amante del ciclismo e della montagna, che ha posto l’accento anche su nuove prospettive aperte dalla bici a pedalata assistita per allargare la platea dei fruitori appassionati, praticamente di ogni età, delle due ruote in termini di ritorno turistico sul territorio, anche quello che richiede un impegno fisico maggiore come quello di montagna, sempre fascinoso e affascinante per gli amanti del pedale.

Sono state due ore che sono volate via velocemente con soddisfazione degli organizzatori e degli intervenuti.

Giuseppe Figini
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