GIRO U23. FRILIVER E L'IMPEGNO NELLO SPORT

DILETTANTI | 16/06/2017 | 07:18
All'arrivo dell'ultima tappa del Giro d'Italia Under 23 abbiamo incontrato Eugenio Aringhieri, CEO di Dompé, che ha consegnato al vincitore della classifica dei GPM Joseph Dlamini della Dimension Data for Qhubeka la maglia verde firmata Friliver® Sport, la linea di integratori per lo sportivo di Dompé.

Dopo una settimana di fatica come quella del Giro d'Italia, come si recupera? Le esigenze sono diverse, per questo la linea Friliver Sport presenta differenti prodotti. Gli amminoacidi ramificati sono presenti come attivo principe in Performance: vanno assunti prima o dopo l'attività sportiva e servono a ricostruire la massa muscolare che viene persa durante uno sforzo prolungato. Per quanto riguarda l'aspetto energetico, c'è Long Energy a base di maltodestrine, che permette di dare un sostegno di carboidrati nel corso di 3-4 ore; il Recharge con glutammina serve per il post, permette infatti di smaltire prima l'acido lattico e combatte la sindrome da sovrallenamento. Il salino, da assumere durante l'attività, non essendo troppo concentrato segue l'esigenza del corpo di continuare a bere senza sovraccaricare i reni. Friliver Sport Explosion è a base di creatina e va assunto quando si ha bisogno di energia immediata. Infine Unico è un integratore utile alla performance sportiva, a base di caffeina sia classica che slow release, che si presenta appunto come unico sul mercato perché non dà l'effetto negativo di tachicardia ma solo benefici. Tutti questi elementi li assimiliamo già con la dieta, l'integrazione è un aiuto in più, sia che si lotti per la maglia rosa che per quella nera. Ma scopriamone di più...

Come mai avete scelto di affiancare il Giro U23?

«Ho una grande passione per le due ruote e conosco bene Davide Cassani. Quando mi ha proposto questo progetto ho pensato fosse ideale all'obiettivo strategico della nostra azienda, vale a dire impegnarsi nella ricerca di soluzioni per problemi terapeutici aperti. Il nostro mestiere è produrre farmaci, curare una volta che la malattia è arrivata, sia in termini di infiammazioni, dolore, malattie rare, trattamento di trapianti di organi con pazienti diabetici, sia prevenire il malessere per far sì che le persone stiano bene».

L'aspettativa di vita è cresciuta, è una sfida importante.

«Globale, tutti vogliamo vivere più a lungo e in salute. Negli ultimi 40 anni ne abbiamo guadagnati 10 in aspettativa di vita, ogni anno guadagniamo 3 mesi di vita, l'obiettivo è migliorare la qualità di questo tempo. Sport, alimentazione, integrazione e prevenzione sono elementi che caratterizzano questa attività. Come azienda diamo il nostro contributo, chiaramente è una partita di squadra, che deve essere accompagnata dal percorso educativo del paese. Finchè vivremo l'ora di ginnastica a scuola come quella utile a non far nulla, sarà dura. Noi ci prendiamo la nostra fetta di responsabilità».

Ecco perché Dompé ha abbracciato il mondo dello sport.

«Ormai sono 75 anni che svolgiamo questo mestiere, con Friliver vogliamo mettere a frutto la nostra esperienza nel campo dell'integrazione, che va sempre più nella direzione della personalizzazione. Il bisogno dello sportivo agonista che pedala 4-5 ore è diverso da quello dell'amatore che, come me, sta in sella 2 ore o del cicloturista che svolge un viaggio con la sua bici. Lo sport è un campo che esalta i bisogni, in cui c'è sempre l'ambizione di migliorare la performance, è una piattaforma utilissima per capire quali sono le necessità del nostro corpo».

Cosa vi affascina del ciclismo?

«La bike economy è un tema importante, le bici elettriche hanno aperto un nuovo mondo, è un trend da cogliere. Per questo sosteniamo una ventina di eventi legati al mondo endurance, dalla Felice Gimondi alla Milano Ride, passando per gare di running e triathlon. A noi non interessa la semplice sponsorizzazione, ma lavorare con lo sportivo per creare nuove conoscenze. Veder primeggiare nella classifica dedicata agli scalatori un ragazzo sudafricano per noi è il massimo. Stiamo giusto chiudendo un accordo con l'Africa, in cui a breve commercializzeremo i nostri prodotti: Dlamini potrà continuare ad usarli».

Giulia  De Maio
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