I VOTI DI STAGI. PAZZESCO FRAILE, GIGANTE PETILLI: SimOne

GIRO D'ITALIA | 17/05/2017 | 19:34
di Pier Augusto Stagi    -

Omar FRAILE. 10 e lode. Cosa doveva fare di più? Semplicemente incontenibile. Inarrestabile, imprevedibile e instancabile. Tutto il giorno. Quando lo dai per battuto, lui si batte come un leone. Altro che l’«hombre vertical», in caduta verticale ci finiscono tutti gli altri.

Alberto RUI COSTA. 8. Fa tutto giusto, nel momento giusto, supportato alla grandissima dal “pupo” di Orlando Maini, Simone Petilli. Arriva alla volata finale con le gambe un po’ in croce, ma non me la sento di caricargliela anche sulla schiena.

Pierre ROLLAND. 7,5. Lotta come un Fraile qualsiasi, ma oggi il francese è più fragile.

Tanel KANGERT. 7. Fa un numerino nel finale degno di nota e meritevole di maggior fortuna. Ma l’estone dell’Astana c’è e si farà ancora vedere.

Dario CATALDO. 7. Sempre là a menare le danze. Sempre là ad inseguire un sogno. Il Picasso del ciclismo disegna sogni, inseguendo il capolavoro.

Vincenzo NIBALI. 7. È nella posizione migliore. A livello psicologico, dopo la crono di Montefalco, ha messo Quintana all’angolo. Se Tom Doumulin dovesse vincere il Giro d’Italia, nessuno potrà dire: ma come, Vincenzo non è riuscito nemmeno a staccare l’olandese sulle vette più alte del Giro. Se non ci riusciranno, la figuraccia più grossa la farà lui: Nairo Quintana, lo scalatore più forte del mondo. Vincenzo può correre leggero leggero, per poi volare.

Geraint THOMAS. 5. Paga una giornata difficile, in una tappa estremamente insidiosa, che i corridori affrontano con grandissimo agonismo. Dopo l’iniezione di fiducia di ieri, nella crono di Montefalco, il gallese vive una giornata di grande sofferenza. Le botte si fanno sentire. Voleva dare una botta, ma oggi s’inceppa. Guai, però, a darlo per morto.
 
Tom DUMOULIN. 7,5. Non lo portano certamente a spasso, ma cominciano il lavoro di demolizione fin da subito, mettendolo a dura prova, in una tappa da duri. Lui reagisce da campione, con calma e sangue freddo. La squadra non si fa sorprendere e si muove di conseguenza. In avanscoperta ci va  Ten Dam e nel finale torna utile anche lui.

Steven KRUIJSWIJK. 5. Non è giornata, probabilmente non è il suo Giro.

Simone PETILLI. 8. La carta d’identità dice che ha appena compiuto 24 anni (il 4 maggio), a vederlo sembra un ragazzino appena maggiorenne. Sveglio, intelligente e capace di interpretare al meglio la corsa. È uno dei giovani più convincenti di questo Giro d’Italia. Il ragazzo di Dervio, lago di Como, ramo di Lecco, è uno degli elementi più interessanti del Team UAE Emirates di Beppe Saronni. Orlando Maini ne dice un gran bene. Marco Marzano anche. Il “bimbo”, che domenica è stato rallentato dalla caduta di Thomas, Landa e Kenderman, sta bene. La crescita è continua e costante. Chiamatelo SimOne.

Mikel LANDA. 6. Sul Passo della Calla il basco scatena la bagarre. Con lui l’altro spagnolo Fraile. Spera di poter almeno andare a caccia di una vittoria di tappa, invece viene impallinato.

Luca SCINTO. 7. Pensa all’oggi, ma guarda a domani. Ferma i suoi, per salvare “Kuba” Mareczko e portarlo all’arrivo. Per il team della Wilier Selle Italia giornata di lavoro per il proprio velocista, che in una tappa tutta su e giù, pensa a portare a casa la pelle. Domani è probabile che ci sia lo sprint di Reggio Emilia, e Mareczko potrebbe regalare un sorriso al ciclismo italiano.

Giro di CALIFORNIA. 2. Il video della caduta e della successiva “danza” da pugile suonato del lettone Toms Skujins è rimasto negli occhi di tanti appassionati di ciclismo, che in questo ultimo periodo – io per primo – non ne possono più di assistere o registrare spettacoli raccapriccianti. La caduta del ragazzo della Cannondale Drapac ripropone il tema della sicurezza. Skujins - che ha riportato una commozione cerebrale, la frattura della clavicola sinistra e numerose ferite e contusioni – si ritrova solo, in stato confusionale, senza che nessuno si preoccupi di aiutarlo e proteggerlo. Si vede un signore che si preoccupa solo di prendere la bicicletta, senza curarsi del corridore che tenta di rialzarsi, barcolla, vaga in mezzo alla strada rischiando di tirare giù altri corridori, e ricade totalmente frastornato dalla botta subita alla testa. Non c’è una macchina dell’assistenza. Non c’è nessuno che faccia in modo di prendere questo atleta e metterlo al sicuro: seduto a bordo strada, sdraiato, senza che possa fare più male a se stesso e agli altri. Ha dell’incredibile la scena, a rivederla ci si accappona la pelle, ma se si riflette per un attimo su quanto è successo, c’è da dire che è pazzesco che sia potuto accadere una cosa del genere in una corsa di World Tour. Se fossi nell’Uci, non la lascerei passare. A livello organizzativo è stata una “débacle” grandissima, di una gravità assoluta, che l’associazione mondiale dei corridori non può lasciar passare a cuor leggero.
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COMMENTI
Terribile verità
17 maggio 2017 22:42 ugom
Vedere quelle immagini ti fanno capire il senso di un ciclista a voler a tutti i costi terminare il \"suo\" lavoro.
Dispiace vedere , invece, come queste scene siano ormai \" normalità \" senza badare alla salute di questo sport bellissimo che tanto insegna come scuola di vita ma ormai a che prezzo.
Indipendentemente che sia una corsa word tour o quella del mio paese la salute ed il rispetto della persona, prima che dell\'atleta, deve essere sopra ad ogni cosa.
Mi fa male pensare che questo ragazzo ha voluto completare il suo \"lavoro\" anche barcollando senza che nessuno (anche tra i spettatori e coloro che lo filmavano) lo aiutasse.
Eppure è uno sport bellissimo. ..cadi 9 volte x rialzati 10....come nella vita di tutti i giorni.
Poi però, chi deve alzare, come su questi episodi, la voce non lo fa mai.

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