GIRO D'ITALIA. HINAULT NELLA HALL OF FAME. GALLERY

STORIA | 28/03/2017 | 18:19
Una casa della cultura - il Teatro Gerolamo - che riapre apposta per lui, una bomboniera nata nel 1868 e riaperta dopo 33 anni per accogliere l'ultimo dei grandi, al secolo Bernard Hinault.

È qui che "il tasso" entra ufficialmente nella Hall of Fame del Giro d'Italia: in sala, venuti ad applaudirlo, tra gli altri ci sono Adorni, Saronni, Moser, Motta, Gimondi, Simoni, Contini, Zandegù, Stanga, la signora Maria Rosa Panizza, vedova di Miro. A presentare l'evento sono chiamati Andrea Berton e Pier Bergonzi.

Ecco alcune pillole dell'Hinault pensiero di questo pomeriggio:
«Fu Pierre Chany a ribattezzarmi "tasso", perché nel nostro gergo nascondersi in mezzo al gruppo significa fare il tasso. Io mi nascondevo molto bene e da lì nacque quel soprannome. Ma in realtà impararono tutti molto presto a vedermi... ».

«Il Giro d'Italia - racconta Hinault - era più difficile del Tour ai miei tempi, soprattutto perché al Giro, allora come anche oggi, non c'è mai un solo giorno banale».

«Il corridore più grande che ho conosciuto è stato Merckx, quello che più mi ha fatto soffrire è stato Zoetemelk. Al Giro, i rivali più tosti sono stati Moser, Contini e Miro Panizza».

«Il futuro del ciclismo? Passa attraversio un cambiamento delle regole. Sono necessarie promozioni e retrocessioni perché tutto non può essere legato solo e soltanto ai soldi».

«Per me è un onore entrare nella Hall of Fame del Giro d’Italia, una delle corse che ho amato di più nella mia carriera. Questa riconoscenza è la stessa che io ho sempre avuto e avrò per il Giro, la sua passione e i suoi tifosi. Tutti i corridori stranieri che sono venuti in Italia a giocarsi questa grande corsa l’hanno sempre rispettata e dato tutto per vincerla. Il Giro è stato e sempre sarà una manifestazione internazionale di altissimo livello che tutti vogliono conquistare».

«La Maglia Rosa è un simbolo, una storia. Rappresenta un valore ed è bello andare a cercarla ogni giorno di gara. Per me la Maglia Rosa ha lo stesso valore intrinseco di altre maglie importanti che ho indossato come quella arcobaleno o quella gialla del Tour. Il mio successore nella Hall of Fame del Giro d’Italia? Faccio due nomi: Miguel Indurain e Giuseppe Saronni. Ho visto il percorso di questo Giro100 e mi sembra molto bello. Ha tutto per essere avvincente fino alla fine: salite, cronometro e tante tappe insidiose. È veramente duro e completo. Credo che i favoriti possano essere Quintana e Nibali».

Silvano Contini ricorda: «In un Lombardia avrebbe potuto staccarmi e invece mi ha portato con lui all'arrivo. Non gli avevo mai detto grazie, lo faccio oggi».

E Beppe Saronni aggiunge: «Ho stimato Bernard per le sue vittorie ma soprattutto per la sua serietà. Per questo oggi sono davvero felice di essere qui a rendergli onore».

Un ricordo anche per la signora Panizza: «Miro in quel famoso Giro d'Italia pensava davvero di poter vincere. Lui ci ha creduto, fino alla fine, fin quando gli italiani non gli hanno fatto la guerra, per il podio. A Miro quella cosa non è mai andata giù: “mi fanno perdere nella speranza di arrivare secondi”, mi diceva...».

Franceasco Moser non ha dubbi: «Hinault è stato immenso. La sconfitta che più mi brucia? La Roubaix, quando ha battuto me e De Vlaeminck in volata. Molti allora pensarono che l'avessimo fatto vincere, ma vi assicuro che non fu assolutamente così».

a cura della redazione di tuttobiciweb.it
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COMMENTI
l'ultimo….
28 marzo 2017 23:04 noel
Chapeau, Monsieur Hinault !

peccato
28 marzo 2017 23:06 canepari
che a questa cerimonia non siano sati invitati i veri appassionati del Giro d'Italia al posto dei soliti "noti" che non sanno neanche chi e Hinault. Mi fa invece piacere che ci sia stata la signora Maria Rosa cha potuto conoscere Bernard attraverso le parole di Miro. Un duello impari, ma avvincente. Ettore e Achille redivivi. Ma Omero non canta più in Gazzetta.... e tanto meno in RCS.

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