PAGINE GIALLE, LA RASSEGNA STAMPA DEL TOUR DE FRANCE

TOUR DE FRANCE | 27/07/2026 | 09:00
di Aldo Peinetti

Il Club dei Cinque Tour, che ricorre nella titolazione di Equipe e Gazzetta, spalanca le porte e stende il suo tapis jaune a Tadej Pogacar. Qualcosa di esclusivo quell’appartenenza, con lo sloveno già pronto, ricorda Ciro Scognamiglio su la rosea, ad un nuovo assalto al record: adesso la Vuelta per la tripla corona. Dopo aver inscenato lo spettacolo insieme a Vdp, l’iridato ha confessato: «Sono senza parole, atmo­sfera paz­ze­sca Pec­cato per il ritiro di Vin­ge­gaard».


Il condensato di emozioni parigino è stato sublime: «Il momento più emo­zio­nante del Tour de France 2026 sono stati gli ultimi 14 minuti della tappa di ieri, i 10.700 metri dalla col­lina di Mont­mar­tre ai Campi Elisi, colmi di pub­blico come dieci stadi di cal­cio» - aggiunge su Corriere Marco Bonarrigo. Un riposo meritato sul campo da inviato per Cosimo Cito di Repubblica, che consegna un incipit di luce intensa: «Nella sera più bella del mondo Mathieu Van der Poel ha trovato qualcosa in fondo al rettifilo degli Champs-Élysées, proprio dove l’Arc de triomphe si staglia contro il sole che scende». Poi, la sottolineatura delle folle oceaniche viste in tutta la Grande Boucle, fattore confortante ripreso anche da La Stampa, i cui lettori avevano bisogno di uno spazio così importante dedicato al ciclismo, come quello dell’edizione odierna. Entusiasta Daniela Cotto: «Altro che passerella finale. L'ultima giornata del Tour de France è una tappa vera, spettacolare e bellissima. Un corpo a corpo tra Mathieu Van der Poel e Tadej Pogacar che fa battere il cuore, regala brividi ed emozioni. Il primo, 31 anni olandese con uno stipendio da 4 milioni di euro, spinge come se stesse correndo una Monumento e si prende la tappa nella suggestiva atmosfera di Montmartre».


Torniamo al club dei cinque, che diventa Le Club des cinq sull’Equipe. La sostanza non cambia. E Yohann Hautbois ha esordito: «Prima di tornare alla quiete – libera da traffico e folla – che vivono solo una volta all'anno, ieri gli Champs-Élysées sono stati teatro della consueta frenesia post-Tour, riempiendosi delle grida gutturali e corali dell'intera squadra UAE Emirates-XRG». Che la festa abbia inizio.
 
GAZZETTA DELLO SPORT
POGACAR SEI NEL MITO
È stato leg­genda fino all’ultimo di un Tour de France domi­nato, il quinto vinto come i miti Anque­til, Merckx, Hinault e Indu­rain: chi non aveva cre­duto al fatto che Tadej Poga­car avrebbe cer­cato di vin­cere anche l’ultima tappa, beh, aveva fatto male. Pogi si è rial­zato solo ai 300 metri dalla linea bianca, al ter­mine di una gior­nata di cla­mo­rosa bel­lezza ago­ni­stica e ambien­tale. E men­tre uno stra­to­sfe­rico Mathieu Van der Poel si pren­deva il tra­guardo dei Campi Elisi di Parigi, lo slo­veno ini­ziava a godersi l’enne­sima impresa tita­nica, per­ché di que­sto si tratta se si rie­sce a domi­nare la corsa più grande del pia­neta. «Sono senza parole e forse senza voce– le prime parole del cam­pione del mondo, visi­bil­mente emo­zio­nato. (Ciro Scognamiglio)

CORRIERE DELLA SERA 
LA MANITA DI POGACAR, MA VDP GLI TOGLIE L'ULTIMO URRAH
Non i Pire­nei, non le Alpi, non le cin­que vit­to­rie di tappa, non il quinto trionfo finale di Tadej Poga­car. Il momento più emo­zio­nante del Tour de France 2026 sono stati gli ultimi 14 minuti della tappa di ieri, i 10.700 metri dalla col­lina di Mont­mar­tre ai Campi Elisi, colmi di pub­blico come dieci stadi di cal­cio. 
Sei­cento metri prima, Poga­car e il divino Mathieu Van Der Poel ave­vano sbra­nato il lastri­cato pari­gino per cer­care l’ultima vit­to­ria, quella negata nel 2025 a Pogi da Wout Van Aert, quella che Mvdp aveva «sognato e pro­get­tato veden­dola in tele­vi­sione». Soli sul valico, soli alla base della discesa con 15” di van­tag­gio sul gruppo che voleva a tutti i costi togliere alla cop­pia la glo­ria, slo­veno e olan­dese si sono dati cambi rego­lari, tirando alla morte. (Marco Bonarrigo)

REPUBBLICA
IL TRIONFO DI RE POGACAR TRA LE FOLLE OCEANICHE CHE HANNO INVASO IL TOUR
Nella sera più bella del mondo Mathieu Van der Poel ha trovato qualcosa in fondo al rettifilo degli Champs-Élysées, proprio dove l’Arc de triomphe si staglia contro il sole che scende. «Ho pescato le forze dalla punta delle dita dei piedi» ha detto l’olandese, scappato con Pogacar a Montmartre e più forte del ritorno furioso del gruppo. Lui e Pogi sono andati in tandem fino ai 700 metri, poi solo Mathieu. Pogacar raggiunge però Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain: sono in cinque, ora, ad aver vinto cinque Tour de France. Tadej è il più giovane di sempre a tagliare questo traguardo. Un obiettivo, mai un’ossessione. (Cosimo Cito)

LA STAMPA
POGACAR & VAN DER POEL, DUELLO SHOW. TADEJ FESTEGGIA IL QUINTO TRIONFO AL TOUR 
Altro che passerella finale. L'ultima giornata del Tour de France è una tappa vera, spettacolare e bellissima. Un corpo a corpo tra Mathieu Van der Poel e Tadej Pogacar che fa battere il cuore, regala brividi ed emozioni. Il primo, 31 anni olandese con uno stipendio da 4 milioni di euro, spinge come se stesse correndo una Monumento e si prende la tappa nella suggestiva atmosfera di Montmartre. Il secondo, 27 anni sloveno e 12 milioni di euro all'anno (tra ingaggio dalla squadra, bonus e sponsor), alza il trofeo al cielo. La Grande Boucle è sua per la quinta volta. Un record per Pogacar che aggiunge il successo del 2026 a quelli del 2020, 2021, 2024 e 2025. Ed entra nell'esclusivo club dei miti che prima di lui hanno confezionato una magia simile: Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Miguel Indurain. (Daniela Cotto)

L’EQUIPE 
IL CLUB DEI CINQUE
Prima di tornare alla quiete – libera da traffico e folla – che vivono solo una volta all'anno, ieri gli Champs-Élysées sono stati teatro della consueta frenesia post-Tour, riempiendosi delle grida gutturali e corali dell'intera squadra UAE Emirates-XRG. Persino Brandon McNulty – malato e costretto al ritiro – ha sforzato le corde vocali insieme a Tadej Pogačar e ai compagni di squadra, tutti allineati come spiedini contro le transenne che, miracolosamente, hanno retto.
Il sorriso radioso di Tadej Pogačar al traguardo, ieri, la diceva lunga sull'orgoglio e la gioia provati per la vittoria del suo quinto Tour de France. (Yohann Hautbois) 


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COMMENTI
Troppi gli osanna al vincitore.
27 luglio 2026 10:43 ghorio
A leggere i servizi sulla carta stampata esiuste solo Pogacar, che addirittura, come scrive il cronista del Corriere, dispone delle fughe, dei vincitori della tappa, etc, etc. Sarà poi il prosssimo vincitore della Vualta, ma magari non va, del mondiale, del Lombardia, etc. Intanto vedremo, ma esistono altri corridori che meritano rispetto.

@ghorio
27 luglio 2026 11:19 alfiobluesman
io leggo anche di Carapaz ( il mezzo corridore ... ) , Seixsas , Evenerpool , Del Toro, Pedersen , Merlier, Philipsen, tanti altri, e ovviamente Pogacard che ha vinto il Tour . Ma che giornali legge ?

alfiobluesman@
27 luglio 2026 13:18 ghorio
Leggo vari quotidiani e non mipare che le cronache siano dedicate ad altri corridori, a parte qualche accenno alla vittoria di ieri di Van Der Poel. E' tutto un incensare a Pogacar, ciamato affettusamente Pogi. E mi fermo qui. Liberissimo lei di ritenersi ultra soddisfatto, ma il ciclismo non è solo Pogacar e L'Uae .

ghorio
27 luglio 2026 14:33 Eli2001
forse ti è sfuggito che Pogacar ha vinto il tour ieri e che con questo fanno 5 tour. Di cosa deve parlare la stampa in un giorno come questo? Del gregario che porta le borracce? Ma è così complicato arrivarci?

@Eli2001
27 luglio 2026 14:57 ghorio
Siamo alle solite: o accetti l'enfasi per Pogacar , oppure non capisci niente. Questa è considerazione di voi grandi esperti di ciclismo. Le consiglio di approfondire il tema della completezza dell'informazione. Le segnalo che ci sono stati giornali che hanno ignorato la caduta di Rubio.

ghorio
27 luglio 2026 17:12 AIbertone
hai ragione, dovrebbero parlare di tutti i ciclisti della terra ogni giorno. Ogni articolo dovrebbe essere composto da 5000 schermate almeno e non trascurare il minimo fatto successo a chiunque. Poi passiamo la vita a leggere. Nemmeno guardiamo più le corse ma almeno smetteremo di sentire le tue lagne.

Ghorio
27 luglio 2026 17:22 GianEnri
Ma se i nostri media hanno dedicato il minimo alla caduta di Vingegaard e ancora meno a quella di Lipowitz come puoi pensare che sia evidenziata quella di Rubio.

@ghorio
27 luglio 2026 22:08 alfiobluesman
Se ne faccia una ragione, si rassegni . Quando vinceva Pantani o Nibali, la stampa, i media di chi parlavano . Lo dovrebbe ricordare....
Non è che forse il vincitore le e' un poco antipatico ? Altrimenti non mi spiego i suoi post

Mi arrendo
28 luglio 2026 09:54 ghorio
Naturalmente io la penso diversamente di quelli che sono felici e contenti delle imprese ciclistiche dei loro beniamini. Io ho un modo critico di guardare la tv e di leggere i giornali, mentre in tanti vivono di felicità perché magari incensano Pogacar e ignorano gli altri. Il ciclismo è uno sport di lotta e di fughe, a mio parere, non di una squadra che si mette davanti al gruppo e detta la legge.Poi a leggere e sentire che c'è un ciclista che stabisce chi debba vincere c'è il mio netto dissenso.

ghorio
28 luglio 2026 12:59 Frank46
c'è il tuo dissenso ma ti devi essere cavato anche gli occhi per non vedere che Pogacar ha lasciato 3 tappe per badare a Del Toro.....

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