RIFLESSIONI IRIDATE. UN PANCANI FORMATO MONDIALE E UNA GRANDE OCCASIONE PERSA

TUTTOBICI | 28/10/2026 | 10:13
di Pier Augusto Stagi

Forse l’Italia del ciclismo non ha solo una squadra campione del mondo, un “dream team” su due ruote che rappresenta tutto il movimento, sia femminile sia maschile, com’è la staffetta mista. Non abbiamo solo Elisa Longo Borghini, Vittoria Guazzini e Monica Trinca Colonel o i loro fratellini, Filippo Ganna, Mattia Cattaneo e Matteo Sobrero: c’è anche una voce, una gran bella voce, quella della tivù di Stato, che ci ha accompagnato per tutta la settimana iridata: parlo di Francesco Pancani.


Ispirato come non mai, affiancato da Giada Borgato, Silvio Martinello e Davide Cassani e supportato sul posto dal puntuale Stefano Rizzato, il “Panca”, come lo chiamano colleghi e amici, ha messo in mostra il meglio di sé. Una congiunzione astrale perfetta fatta di esperienza e passione, competenza e garbo. In una parola: misura. È passato dalle crono alle corse dei ragazzi con assoluta nonchalance, maneggiando la materia con grande autorevolezza e senza mai cadere nella magniloquenza di chi se la tira, di chi ne sa una più degli altri. In lui è prevalso il rigore della cronaca, unito a una conduzione accurata ma spontanea, fruibile e precisa. Se si potesse, una medaglia d’oro andrebbe data anche a lui: al miglior telecronista di ciclismo in circolazione. Forse semplicemente il miglior telecronista. Punto.


CI SIAMO ANCHE NOI. I numeri non dicono tutto, ma ci aiutano a capire, a valutare le cose su basi più concrete, anche se ci manca l’uomo forte, quello che sa condizionare le corse, quello che le prende di petto e le sa domare. Non giriamoci attorno: ci manca un uomo nella “top five” del ranking mondiale, ma ne abbiamo uno ai bordi della top ten nella “top ten”: Christian Scaroni. Così come tra le ragazze, ne contiamo addirittura due (Elisa Longo Borghini terza ed Elisa Balsamo settima)

Numeri, medaglie e maglie. L’iride l’abbiamo portata a casa nella staffetta mista che sta prendendo sempre più piede, anche perché le federazioni stanno comprendendo che, oltre a essere una prova estremamente interessante, con un messaggio chiaro, è anche la sublimazione di un movimento che si mette in mostra sia al femminile sia al maschile. È un titolo mondiale che ci dice che non siamo messi così male, che non abbiamo solo Filippo Ganna ed Elisa Longo Borghini (e che Dio ce li conservi), ma c’è una serie di atlete e di atleti che possono correre ad altissimi livelli con questi due simboli del nostro movimento e, per questo, raggiungere obiettivi importanti come il titolo mondiale a squadre.

A suffragare questa tesi ci sono le cinque medaglie conquistate: l’oro con la staffetta mista, tre argenti con Filippo Ganna, Nicolas Milesi e Matilde Rossignoli, il bronzo con Elisa Longo Borghini. Cinque medaglie come Spagna e Belgio, il massimo del bottino registrato nella rassegna iridata di Montreal, con la differenza che la Spagna ha chiuso con un oro in più e quindi ha vinto il medagliere, davanti a Paesi Bassi e Stati Uniti che hanno chiuso al secondo posto, e noi terzi con il Belgio.

Ma oltre alla classifica per medaglie l’UCI stila anche quella a punti, che prende in considerazione tutti i piazzamenti in tutte le prove iridate, sia a cronometro sia su strada. Bene, in questa speciale classifica abbiamo chiuso al primo posto con 1.056 punti, davanti a Belgio (860), Paesi Bassi (827), Francia (774) e Stati Uniti (769). Una classifica che non è solo un esercizio numerico o di stile, ma è una “chiave olimpica”: è grazie a questo ranking che la nostra nazionale può sperare di schierare a Los Angeles ’28 cinque atleti, anziché tre come avvenuto a Parigi.

È vero, non abbiamo il talento assoluto, ma c’è un movimento, c’è una base. Abbiamo materiale umano su cui lavorare, sia nella massima categoria sia nelle categorie giovanili. Abbiamo ragazzi che dobbiamo far crescere con calma, con una pazienza che forse dovremmo avere anche noi, visto che ci sono nazioni, come la Francia, che il “messia” lo attendono da tempo, mentre noi l'abbiamo avuto (Nibali) e nemmeno ce ne siamo accorti.

ALTRO CHE RAI… Lo dico a bassa voce, tra di noi che amiamo le cose ciclistiche e di questo ci nutriamo: la Rai ci ha fatto un grande torto con il blackout di oltre mezz’ora nel momento clou del mondiale, ma un po' ce lo siamo meritato. Ce lo siamo meritato perché siamo sempre pronti a brontolare che il ciclismo non va in tv, che ci va in orari poco fruibili e poi, quando c’è la possibilità di vederlo in prima serata, nemmeno ci sintonizziamo.

A cosa mi riferisco? Al mondiale di Montreal, quello “oscurato” su Rai 2 da mamma Rai. Avevamo l’occasione della vita per dimostrare quanto fosse forte, numericamente, la nostra passione, quanto fosse forte la nostra massa critica; invece, nonostante un mondiale in prima serata, quindi in orari che dovrebbero essere ideali per tutti noi, gli ascolti sono stati di poco superiori al milione (1.051.000 spettatori, con uno share del 6,6%), mentre Rai Sport (al pomeriggio, fino alle 19) ha contato 515.000 spettatori con uno share del 5,4%. Insomma, non proprio un gran bottino per un mondiale apertissimo e semplicemente spettacolare (forse Pogacar avrebbe catalizzato più attenzione? Ah, saperlo…).

Chiaro che la Rai ha mancato di rispetto a più di un milione di spettatori con un blackout che grida ancora vendetta, ma tanti appassionati non si sono nemmeno posti il problema che ci fosse la sfida iridata, e questa cosa mi preoccupa molto di più.

Editoriale da tuttoBICI di Ottobre 


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COMMENTI
Domanda
28 ottobre 2026 10:33 lupin3
Secondo voi c'è più di 1 milione di appassionati di ciclismo in Italia?

Strano
28 ottobre 2026 11:04 Giovanni c
Proprio su queste pagine ho letto sparate su movimento a zero e addirittura che Ciccone è di terza fascia, secondo il giornalista Gnikke.
Basta decidersi.
P.s. sempre lo stesso su Nibali,disse che il Tour 2014 era usurpato.....

Giro e Tour con ascolti alti
28 ottobre 2026 11:51 marco1970
Purtroppo il ciclismo non gode a differenza di tanti altri sport del traino dei telegiornali e dei giornaloni.Quindi la gente non sa neppure che si stanno disputando certe corse. Persino la Gazzetta dello Sport ,un tempo la Bibbia del ciclismo,raramente dedica una prima pagina al ciclismo.E purtroppo i riasultati in termini di ascolti si vedono.Sono bassi.Ma quando c'è il Giro,la visibilità mediatica aumenta ,c'è piu' spazio sulla carta stampata,e anche se sui TG non se ne parla (aurogol della Rai) gli ascolti sono buoni e viaggiano tra 1.500.000 e 2.000.000 fi ascolti medi.Stessi dati più o meno per il Tour.Allora c'è un potenziale da utilizzare ma c'è anche della promozione da fare.Il ciclismo si deve affidare a qualcuno bravo in marketing.

Giovanni c
28 ottobre 2026 12:14 Forza81
Specie proprio quando si correva il Giro d'Italia.
Gli editoriali di Gatti basta cercarli.
Ora il movimento c'e ? E sì che sono passati solo pochi mesi, non decenni.

CRONISTI
28 ottobre 2026 12:24 testina95
in italia ci sono attualemente 3 cronisti validi come giada borgato , Silvio Martinello e Rizzato. tutto il resto nella media

Ascolti
28 ottobre 2026 12:29 velocista_fuoritempomassimo
Molti appassionati hanno Discovery perché mamdano tutte le corse e il ciclocross e ovviamente se lo sono guardato lì il mondiale, andrebbero conosciuti gli ascolti che ha registrato Discovery e sommati a quelli Rai, secondo me viene fuori un numero considerevole.

Pancani
28 ottobre 2026 12:37 Albertone
Adesso va bene. Al Tour con Martinello erano quelli del ciclismo retrò, quel ciclismo " di accordi continui",giusto ?

Forza81
28 ottobre 2026 12:38 Stef83
Io mi domando se Gatti e Stagi scrivano per lo stesso sito.... o se vivano in epoche diverse....

Stef83
28 ottobre 2026 13:27 AIbertone
ti è mai passato per la testa che due persone possano avere idee diverse e che una testata giornalistica non è la curva degli ultras di una squadra di calcio?

Lupin
28 ottobre 2026 13:50 frankie56
Vero: ci sono mooolti di più di un milione di appassionati di ciclismo. Ma scusi, come ha fatto a censire solo la milionata di ciclo-dipendenti e basta?. I numeri, pubblici, dei vari share inerenti agli ascolti, danno cifre ben differenti. Poi c'è il valore medio, perchè restare davanti allo schermo per alcune dirette integrali per ore e ore spesso monotone, infarcite spesso e volentieri di inutili narrazioni do personalissime serate canore qua e la, effettivamente fa scendere gli ascolti. Personalmente, e mi ritengo un fanatico del ciclismo, raramente guardo le corse in diretta, ma le guardo registrate saltando nelle fasi principali. Su Pancani concordo: bella voce, approccio professionale e competente, e supporto nelle telecronache di veri campioni che nel ciclismo pedalato hanno lasciato il segno. Per comodità guardo sopratutto Discovery, ma faccio veramente fatica spesso e volentieri ad ascoltare. Ma questa può essere una questione puramente personale di gradimento o meno di alcuni commentatori. Ma non entro nel merito, altrimenti vengo censurato.

Frankie56
28 ottobre 2026 14:23 AIbertone
a ma piace il ciclismo senza essere fanatico ma seguire le corse per ore mi piace perché mi incuriosisce quello che succede. Strano sentirsi fanatico e poi annoiarsi e guardare solo le fasi salienti. Tipo... sono uj fanatico di calcio ma non guardo le partite, solo i risultati la sera alla TV

Mondiali svalutati
28 ottobre 2026 14:45 pickett
Un tempo erano + importanti del Giro e del Tour.L'UCI ha fatto tutto il possibile per svalutarli;percorsi scandalosi come Zolder e Copenhagen,unnumero infinito di gare,garette,"specialità",vere e proprie buffonate come la cronostaffetta.Come se non basasse ,hanno tirato fuori pure gli "Europei".Ma soprattutto,sono stati quei maledetti tratti in linea iniziali a togliere ai Mondiali tutto il loro fascino,ciò che li distingueva dalle altre corse in linea.Poi c'é stato anche il declino del nostro ciclismo.Così si spiega la disaffezione dei telespettatori nei confronti della prova iridata.

Pancani
28 ottobre 2026 15:36 Gnikke
Come quello che aveva la frusta ma non aveva il cavallo, così la Rai ha il telecronista ma non le telecronache!!

Pancani
28 ottobre 2026 16:17 Tola Dolza71
Un fuoriclasse, affiancato da Giada Borgato e Silvio Martinello diventa irragiungibile......

Frankie56
28 ottobre 2026 16:49 GianEnri
Un fanatico del ciclismo che segue solo i momenti salienti? Ma questo è un ossimoro! Certo capisco che certe telecronache su sagre, feste ed amici possano anche venire a noia, ma il ciclismo è anche una corsa che inizia dal Km 0 al traguardo, con tutte le sue dinamiche più o meno interessanti.

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