DIECI FACCE DA TOUR

TOUR DE FRANCE | 03/07/2026 | 09:30
di Angelo Costa

Arriva il Tour e si capisce in fretta perché è la corsa più bella del mondo: ci sono il più forte in circolazione, lo sfidante migliore, l’outsider emergente, l’alternativa più attesa e quanto di meglio offra il panorama ciclistico, non solo come uomini da classifica. Uno show che comincia a Barcellona, quarta partenza dall’estero nelle ultime cinque edizioni, la numero 26 in totale oltre che la più meridionale di sempre, e si conclude a Parigi, con il circuito finale di Montmartre ereditato dai Giochi che già un anno fa ha regalato spettacolo.


Un Tour in crescendo, come da slogan dell’organizzazione, con un paio di crono (una a squadre di 19 chilometri il primo giorno, una individuale di 26) e tanta montagna fra Pirenei, Massiccio Centrale, Jura, Vosgi e infine Alpi con la tappa regina sull’Alpe d’Huez alla penultima giornata. Corsa ricca, come ricco è un cast che offre il top dei velocisti (Philipsen, Merlier e Girmay), degli specialisti da classiche (Van der Poel e Pedersen su tutti), oltre ai migliori uomini da classifica. All’Italia che nell’albo d’oro è finita dieci volte (due con Bottecchia, Bartali e Coppi, una con Nencini, Gimondi, Pantani e Nibali, l’ultimo nel 2014) si chiede un buon piazzamento (Tiberi e Piganzoli gli uomini da salita) o un successo di tappa (Ganna, Frigo e Trentin i candidati). Ecco le dieci facce con le maggiori possibilità di festeggiare il 26 luglio sui Campi Elisi.


Tadej Pogacar. Vince perché da oltre un anno è inavvicinabile per tutti, perché dopo le classiche si è ripresentato al top, perché vuol scrivere un’altra pagina di storia eguagliando chi ha fatto cinquina. Non vince perché ogni tanto la cattiva sorte guarda anche i più bravi.

Jonas Vingegaard. Vince perché aver conquistato il Giro gli toglie pressione, perché due anni dopo l’incidente sembra di nuovo al suo miglior livello, perché da fenomenale scalatore qual è il terreno non gli manca. Non vince perché essersi riavvicinato a Pogacar non significa poterlo battere.

Remco Evenepoel. Vince perché si è risparmiato al massimo per presentarsi al meglio, perché rispetto alla primavera può correre senza guai, perché vuol dimostrare di non esser solo un ottimo comprimario. Non vince perché rispetto ai due fenomeni è ancora indietro.

Paul Seixas. Vince perché a 19 anni non teme di mostrare il suo enorme talento, perché confrontarsi con chi si è spartito l’albo d’oro negli ultimi sei anni è un enorme stimolo, perché è la miglior occasione francese di interrompere un digiuno di oltre 40 anni. Non vince perché l’esperienza ha un peso.

Florian Lipowitz. Vince perché salire sul podio al debutto non è stato un caso, perché non avere i riflettori addosso lo aiuta, perché andando forte su tutti i terreni alla fine resta sempre a galla. Non vince perché avere Evenepoel come compagno potrebbe non rivelarsi un vantaggio.

Isaac del Toro. Vince perché è di quelli nati per farlo, perché vincere nella stessa stagione Tirreno e Delfinato non è soltanto una coincidenza, perché se dovesse girar storto a Pogacar è pronto per fare il leader. Non vince perché chi corre in aiuto di un fenomeno al massimo aspira al podio.

Juan Ayuso. Vince perché è un giovane di talento, perché ha il terreno ideale per farlo, perché ha finalmente l’occasione di dimostrarsi all’altezza del suo ex capitano Pogacar. Non vince perché fin qui l’unica corsa in cui ha trovato continuità è la Vuelta. 

Richard Carapaz. Vince perché ha abbastanza salite per giocarsela, perché deve riscattare un anno di guai fisici, perché della vecchia generazione è il più bravo a restare con i fenomeni. Non vince perché sulla strada che porta al podio c’è troppa concorrenza.

Tom Pidcock. Vince perché il podio all’ultima Vuelta è stata una svolta, perché si presenta al via convinto di far classifica, perché ha le qualità per inserirsi nel gruppo di testa. Non vince perché al Tour serve continuità e almeno una giornata storta lui ce l’ha sempre.

Tobias Johannessen. Vince perché pian piano è arrivato ai livelli più alti, perché in questa stagione ha chiuso ai primi posti tutte le corse a tappe, perché è uno di quelli che in salita è tra gli ultimi ad affondare. Non vince perché ha il passo del piazzato e a cronometro paga dazio.


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COMMENTI
Spero davvero che possano giocarsela fino all'ultimo...
3 luglio 2026 11:00 VanDerPogi
...senza cadute, senza incidenti, senza virus gastrointestinali...
Le premesse per una grande corsa ci sono tutte.
Ci sono due grandi favoriti che da 5 anni si prendono a bastonate a vicenda, e ci sono tanti terzi incomodi, battaglieri e preparati, pronti a fare loro lo sgambetto...
Ci sarà spettacolo!

VanDerPogi
3 luglio 2026 16:43 Frank46
Dici? Solitamente i famigerati terzi incomodi arrivano dai 20 minuti in su rispetto a Pogacar e Vingegard si becca almeno 8 minuti.

Negli ultimi anni stanno cercando di rendere i percorsi meno duri possibile per ridurre il gap ma cambia poco perchè la differenza è palese lo stesso.

SeiXas è tutto da vedere se si aggiungerà ai 2.

Evenepoel? più della metà delle volte si ritira per non fare la figuraccia di non arrivare neanche in top 10.
Nella sua carriera è andato forte solo in 2 occasioni nei GT ed ha corso da buon regolarista in quelle due occasioni eccetto per gli acuti a cronometro.
Se Seixas dovesse deludere e lui fosse lo stesso di quelle due occasioni potrebbe regalarci di nuovo lo stesso podio di tappa con gli stessi corridori nello stesso ordine in almeno 5/6 occasioni.

Pidcock? non è uomo da GT anche se lo scorso anno per la prima volta è riuscito a fare classifica in un GT (Vuelta), Johannensen.... non scherziamo...

Carapaz... mi risulta che al Giro dello scorso anno non era considerato corridori forte no? e quando qualcuno osava dire che era uno dei corridori di altissimo livello la risposta era che era talmente frte che al Tour era andato per le tappe.... non contava nulla che avesse il Giro nelle gambe....

Del Toro... ah lui invece era l'unico che veniva descritto come corridore valido.... perciò ha perso contro Simon Yates... Però c'è un però, fa il gregario a Pogacar.

Ayuso? qualcuno mi può elencare i grandi successi di questo fenomeno?

Lipowitz, è un regolarista e se Seixass dovesse deludere ed Evenepoel non dovesse stupire (facendo anche lui il regolarista) sarebbe il favorito per prendersi quella 3a piazza senza acuti a 5 vite di ritardo. In fin dei conti forse non sarà potenzialmente il 3° più forte ma trai fantomatici terzi incomodi è quello che da quantomeno più certezze di essere sempre al suo top.


Frank
3 luglio 2026 17:45 Eli2001
anche oggi grazie per la scoperta dell'acqua calda

Lipowitz
3 luglio 2026 18:37 Tola Dolza71
Favorito per il terzo gradino del podio

Costa fa il suo mestiere ma...
3 luglio 2026 19:42 Cyclo289
... difficile pensare ad una lotta per la maglia gialla finale che esuli da Pogi e Vingo.
Seixas è molto promettente ma la sua tenuta sulle tre settimane è un'incognita.

Tola Dolza71
3 luglio 2026 22:18 Ale1960
La penso come te. Remco salterà alla prima grande salita e Seixas,anche se mi auguro di no,sentirà il peso della terza settimana. Lipowitz, pur a debita distanza dai due fenomeni, fa della regolarità e continuità la sua dote migliore ed è il pretendente più papabile per il gradino più basso del podio.

Eli2001
3 luglio 2026 23:08 Frank46
Se ho scoperto l' acqua calda mi farei due domande su chi ha scritto un articolo in cui nega l' esistenza dell' acqua calda e pur di glorificare i partecipanti del tour vede agguerriti terzi incomodi...

Contenuti
4 luglio 2026 08:05 Tola Dolza71
Quando la discussione è basata sui contenuti Eli se ne deve uscire offendendo maleducatamente qualsiasi utente che esprima un pensiero, diciamo così, autonomo.
Frank fa un'analisi che può essere più o meno condivisibile ma che va , come quella di tutti, rispettata, questione di civiltà......

Tola
4 luglio 2026 15:45 Eli2001
la solita solfa... maestro Frank spernacchia l'articolo scritto da un giornalista di professione e guai a dire qualcosa. Però dire che le parole di Frank sono la scoperta dell'acqua calda é lesa maestà. Qui dentro c'è una nutrita schiera di commentatori che dicono peste e corna di tutto e di tutti (in genere i giornalisti del sito e i professionisti del mondo del ciclismo) ma che sono altamente suscettibili se altri utenti si permettono di essere in disaccordo con quello che scrivono loro, fino a prova contraria gente che nella vita si occupa di tutt'altro e scrive spesso anche scempiaggini.

Eli
4 luglio 2026 19:26 Tola Dolza71
Il tema non sono i contenuti più o meno condivisibili, il tema è l'educazione e il rispetto verso gli altri utenti.. Controbattere con le idee è un conto, offendendo e senza rispetto, un altro.

Tola
4 luglio 2026 19:34 Eli2001
capisco la suscettibilità a mille dei giorni nostri ma ho detto ha Frank che ha scoperto l'acqua calda, non mi sembrano parole offensive e Frank non é un capo di stato. Le sue parole a chi ha scritto l'articolo " mi farei due domande su chi ha scritto un articolo in cui nega l' esistenza dell' acqua calda e pur di glorificare i partecipanti del tour vede agguerriti terzi incomodi..." sono rispettose? Poi certo... Frank come suo solito arriverà a dire cosa intendeva veramente e sarà qualcosa di completamente diverso da quello che ha scritto. Di solito fa così quando lo si prende in castagna. I salti mortali tripli con la dialettica che dimentica la logica. Vediamo se torna...

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