CARTAGIRO. LA RASSEGNA STAMPA DELLA CORSA ROSA

GIRO D'ITALIA | 29/05/2026 | 09:00
di Aldo Peinetti

La successione di salite dolomitiche odierne, fino dalla presentazione del percorso del Giro con la Feltre-Alleghe, già invitava ad uno sforzo di memoria non soltanto gli appassionati di storia del pedale, quanto una folta schiera di cicloamatori che quei colli li conoscono metro dopo metro. Il giorno della Cima Coppi, il Giau a quota 2236 metri, e di un tappone con 5000 metri di dislivello: Gazzetta dello Sport non supplica Vingegaard, lui che ha intascato i successi nei tre arrivi in salita, ma il titolo è di quelli ultimativi: “Jonas, ora fai l’impresa”.


“Per pian­tare la ban­die­rina danese sull’ulti­mis­sima cima dell’ultima tappa di mon­ta­gna del Giro d’ita­lia, dal campo base di Fel­tre, da dove si parte oggi verso Alle­ghe, Jonas Vin­ge­gaard sca­lerà l’eve­rest”. La metafora alpinistica scelta da Marco Bonarrigo su Il Corriere della Sera è corredata da una fotografia che, in chiave italiana, racchiude una logica aspettativa nei confronti dell’ottimo Davide Piganzoli, non solo coequipier della maglia rosa ma - prevede Urbano Cairo- in grado di chiudere tra i primi cinque. Il 23enne valtellinese se la merita tutta l’intervista pubblicata da La Stampa, colloquio con Daniela Cotto nel quale l’homo novus del ciclismo tricolore per ciò che riguarda i Grandi Giric svela i segreti della vita da gregario di lusso. Accanto a Vingegaard è sbocciato lui, il meticoloso Davide. Su Il Giornale, la scelta dell’incipit di Pier Augusto Stagi è sancita dal titolo dedicato a Magnier: “Lo spar­tiac­que è su a Ca’ del Pog­gio, dove “il pro­secco incon­tra il mare”, recita il claim. Il sor­pren­dente è vedere sul tra­guardo di Pieve tran­si­tare i velo­ci­sti, ancor più incre­di­bile e vedere il tran­sal­pino Paul Magnier vin­cere sulle strade del Pro­secco”. Il transalpino è al terzo brindisi sul palco in veste di vincitore. Un filo di sprint chiusi in gloria che unisce la Bulgaria al …mare veneto, con tanto di rimando de L’Equipe alla grande tradizione cinematografica italiana. Per dirla con la titolazione: “La dolce vittoria”.


GAZZETTA DELLO SPORT
JONAS, ORA FAI L’IMPRESA
Le Dolo­miti sono lì. Aspet­tano Jonas Vin­ge­gaard con un carico di bel­lezza e sto­ria che non ha eguali al mondo. Al Giro d’Ita­lia il terz’ultimo giorno, oggi, è quello del tap­pone: 5000 metri di disli­vello tra Fel­tre e Alle­ghe e una sequenza che gli appas­sio­nati e non solo reci­tano a memo­ria da giorni, se non mesi: Duran, Coi, For­cella Stau­lanza, il Giau dal ver­sante più duro (Cima Coppi a quota 2236 metri), Fal­za­rego e l’ascesa finale ai Piani di Pezzè. Una mera­vi­glia ago­ni­stica. Vin­ge­gaard ha il Giro in mano e già a Carì, mar­tedì, ha esul­tato in maglia rosa. (Ciro Scognamiglio)

CORRIERE DELLA SERA
LE ULTIME FATICHE DI VINGO, SULL'EVERET DEL GIRO VUOL CHIUDERE I CONTI
Per pian­tare la ban­die­rina danese sull’ulti­mis­sima cima dell’ultima tappa di mon­ta­gna del Giro d’ita­lia, dal campo base di Fel­tre, da dove si parte oggi verso Alle­ghe, Jonas Vin­ge­gaard sca­lerà l’eve­rest. Anzi, di più: il gigante hima­la­yano svetta a 8.849 metri, il disli­vello com­ples­sivo di oggi e domani tocca i 9.061. I velo­ci­sti sfi­niti (ieri Paul Magnier si è por­tato al 3-0 su Milan), i pas­si­sti stan­chi, con­va­le­scenti, feriti ripas­sano le tappe della via Cru­cis che li attende: Duran, For­cella Stau­lanza, il mostruoso Giau, Fal­za­rego e Piani di Pezze oggi, il dop­pio Pian­ca­vallo domani. (Marco Bonarrigo)

LA STAMPA
PIGANZOLI, VITA DA GREGARIO DI LUSSO «IL MIO LAVORO SPORCO PER VINGEGAARD»
«Non posso fermarmi perché piove, sono sudato e ho paura di prendere freddo». Davide Piganzoli, 23 anni di Morbegno, Valtellina, ha ormai la stessa attenzione ai dettagli del suo capitano. Non è un caso che sia l'ombra del più forte del Giro d'Italia, la maglia rosa Jonas Vingegaard. Il re delle salite è maniaco dei particolari, le chiavi dei suoi successi. Grazie a lui, Davide è diventato un gregario di lusso, l'uomo che protegge la stella della Visma Lease eBike, uno dei team più forti del ciclismo moderno anche grazie all'intelligenza artificiale. Vingegaard è in testa alla classifica generale. È l'uomo che tutti osservano, controllano e spesso attaccano. Ma alle sue spalle c'è il fedele servitore. (Daniela Cotto)

IL GIORNALE
VOLATA A PIEVE; TREIS DI MAGNIER, BEFFATO MILAN 
Lo spar­tiac­que è su a Ca’ del Pog­gio, dove “il pro­secco incon­tra il mare”, recita il claim. Il sor­pren­dente è vedere sul tra­guardo di Pieve tran­si­tare i velo­ci­sti, ancor più incre­di­bile e vedere il tran­sal­pino Paul Magnier vin­cere sulle strade del Pro­secco.
Dopo Bur­gas e Sofia ecco Pieve di Soligo, atto terzo. Pilo­tato a mera­vi­glia dal tut­to­fare Stuy­ven, il fran­cese nato in Texas com­pleta l’opera con una volata regale senza se e senza ma. «Non è il suc­cesso più bello per­ché lo sono tutti, di sicuro è quello più ina­spet­tato», dice il ragazzo della Sou­dal diretto dall’ita­lia­nis­simo (almeno quello) Davide Bra­mati. (Pier Augusto Stagi)

L’EQUIPE
LA DOLCE VITTORIA
Ha dovuto sfogarsi con qualche singhiozzo, asciugarsi qualche lacrima su una sedia e farsi riportare alla realtà da qualcuno che gli dicesse che era tutto vero, prima che Paul Magnier potesse finalmente assaporare il momento, a bocca aperta.
Una terza vittoria al Giro a 22 anni, la prima in Italia dopo due precedenti successi in Bulgaria quasi due settimane prima, e un prestigio in costante crescita con il passare della giornata, una giornata che non avrebbe mai dovuto finire così. Lo sprinter francese della Soudal Quick-Step è davvero un campione (Thomas Perotto)

TUTTOSPORT 
IL TRIPLETE DO NAGNIER, 3° MILAN: RESTA ROMA
Fra i colli del prosecco Paul Magnier fi rma il triplete al Giro d’Italia 2026, Edoardo Zambanini in piazza d’onore è una piacevole conferma, Jonathan Milan al terzo posto sempre più cannoniere dalle polveri bagnate e il vicentino Francesco Busatto, quarto, la rivelazione. È il responso della Fai della Paganella-Pieve di Soligo. Dal trentino alla Marca Trevigiana c’è stata la solita fuga-show di Mattia Bais, Andrea Mifsud, James Shaw, Jonas Geens. Quest’ulti-mo con etichetta da irriducibile.  Mentre i quattro guidavano la gara, nella zona rifornimento a 49 km dall’arrivo la maglia bianca Afonso Eulalio è finita a terra. (Alessandro Brambilla)

CORRIERE DELLO SPORT
MAGNIER, È SHOW
Un tris di prepotenza sotto uno scroscio di pioggia. Paul Magnier colpisce ancora e, dopo i due successi iniziali ottenuti in terra bulgara, ieri a Pieve di Soligo è stato più forte anche delle terribili pendenze del Muro di Ca’ del Poggio a meno di dieci chilometri dal traguardo e, pilotato alla perfezione dal soli-to Jasper Stuyven, ha resistito alla rimonta dei due italiani Edoardo Zambanini (2°) e Jonathan Milan (3°) che si sono dovuti arrendere ancora una volta allo strapotere del francese. Successo dalle sfumature ciclamino. (Alberto Dolfin)


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