NARVAEZ. «VENGO DA MESI DIFFICILI, MA IERI HO COLPITO COME UN LAGARTO...»

GIRO D'ITALIA | 13/05/2026 | 08:00
di Francesca Monzone

Jonathan Narvaez è tornato a ruggire al Giro d’Italia. L’ecuadoriano della UAE Team Emirates-XRG ieri ha conquistato  la quarta tappa con uno scatto secco, feroce, quasi istintivo, confermando di essere uno dei corridori più esplosivi del gruppo. Ma dietro questa vittoria c’è molto più di un semplice successo: c’è il ritorno di un uomo che ha dovuto ricostruirsi dopo un grave infortunio, lontano dalle corse e vicino agli affetti più importanti.


Narvaez lo scorso gennaio, durante il Tour Down under era finito violentemente a terra, riportando diverse fratture delle vertebre toraciche. Il sudamericano ha ritrovato serenità tornando a casa, nel suo Ecuador, circondato dalla famiglia e da quei paesaggi verdi che gli ricordano chi è davvero. Un luogo che porta anche dentro il suo soprannome: “Lagarto”, la lucertola. Un nomignolo nato tra le mura domestiche e diventato oggi simbolo della sua capacità di colpire nel momento perfetto.


«Mi piace molto l’Italia, ho un bel feeling con questo paese - ha raccontato dopo il traguardo - Io e mia moglie quando siamo in Ecuador spesso andiamo a mangiare in ristoranti italiani, quindi sì, è un paese che mi piace tanto».

L’Italia, per Narváez, non è soltanto ciclismo. È un legame emotivo, culturale, quasi familiare. Lo si percepisce dal modo in cui parla del nostro Paese, dalla naturalezza con cui racconta le abitudini condivise con la moglie e da quella passione per la cucina italiana che lo accompagna anche oltreoceano.

Il cammino per tornare competitivo, però, è stato lungo e complicato e il Giro d’Italia rappresenta un po’ la rinascita di questo corridore, che da gennaio non aveva più gareggiato. «È stato difficile tornare a correre ad alto livello dopo l’incidente - ha spiegato - La squadra dopo l’infortunio mi ha dato la possibilità di rimanere in Ecuador con la mia famiglia e per me è bello allenarmi lì. La parte difficile per i corridori sudamericani è venire  in Europa, però la preparazione è andata bene anche perché ero sereno e avevo a fianco ai miei cari».

Parole che raccontano la fatica  degli atleti sudamericani: mesi lontani da casa, adattamenti continui, la distanza dagli affetti. Narvaez, invece, ha trovato nella tranquillità della sua terra la forza per rialzarsi e ritrovare la miglior condizione.

E poi c’è il “Lagarto”. Un soprannome curioso, ma perfetto per descrivere il modo in cui ha vinto. «Il mio soprannome, il lagarto, la lucertola, me l’ha dato per la prima volta mio fratello perché è un animale che può mangiare molto veloce quando è nella giungla e io oggi ho fatto così: quando ho visto lo striscione dell’arrivo sono partito e sono riuscito a conquistare la vittoria».

Una definizione che sembra la fotografia esatta della sua tappa: attesa, istinto e un’accelerazione improvvisa che ha lasciato tutti senza risposta. Come una lucertola nella foresta, rapida nel momento decisivo. E il Giro d’Italia, ancora una volta, ha applaudito il suo Lagarto.


Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Dopo il terzo e ultimo giorno di riposo, il Giro d'Italia riparte... dalla Svizzera. Tutta ticinese la frazione numero 16 con partenza da Bellinzona e traguardo a Carì dopo 113 km e 3.100 metri di dislivello. per seguire il racconto...


Nelle prime 15 tappe del Giro d’Italia 2026 i corridori azzurri hanno conquistato 3 vittorie e 10 piazzamenti complessivi tra i migliori tre. Niente di eclatante rispetto alla storia del ciclismo italiano, ma comunque un deciso passo avanti rispetto allo...


Quello di quest’anno è un Giro d’Italia che, ormai è noto a tutti, è andato in scena finora e si concluderà senza la brillante presenza in gruppo della maglia tricolore di Filippo Conca. Il corridore lecchese della Jayco AlUla...


Prosegue il monologo del Team UKYO al Tour of Japan 2026. Dopo le due vittorie consecutive ottenute da  Tomaso Dati nel prologo e nella prima tappa, nella seconda frazione è toccato a Nicolò Garibbo dettare legge allungando così a...


La ventesima e penultima tappa scatterà da Gemona sabato prossimo, ma le sue biciclette, maglie e borracce sono lì, pronte, a Gemona, già da una settimana. In mostra. In vetrina. Luciano Baldassi ha 71 anni, è di Gemona,...


Ciclismo a 360 gradi sulla pista dell’Autodromo Nazionale di Monza, trasformato per un giorno in un’arena dedicata alle due ruote. Un programma fitto, dalle categorie agonistiche maschili e femminili fino alla prova di Handbike, che ha messo alla prova l’organizzazione...


Quando si parla con Brent Copeland, non si parla solo col team manager della Jayco AlUla, ma anche col presidente dell'associazione delle squadre professionistiche di ciclismo mondiali (AIGCP) e una delle figure-chiave della commissione SafeR. All'indomani della tappa di Milano...


A due anni di distanza dal successo di Alexander Kristoff, un norvegese torna ad imporsi alla Antwerp Port Epic. A trionfare sul traguardo della nona edizione dell’esigente classica belga è stato infatti Per Strand Hagenes (Team Visma Lease a...


Non è solo Kimi Antonelli a tenere alta la bandiera italiana sui circuiti automobilistici della Formula 1. Domenica 24 maggio, mentre il giovane pilota bolognese vinceva in Canada, la piemontese di Ciriè Anita Baima dava spettacolo all'Autodromo Nazionale di Monza,...


Una splendida notizia arriva in casa UAE Team ADQ e, questa volta, va oltre il mondo delle competizioni. La ciclista olandese Pauliena Rooijakkers ha annunciato di essere in attesa del suo primo figlio. La nascita è prevista per il prossimo...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024