VICEPRESIDENTE MONSUMMANESE: «NESSUNA NEWS DALL'ASSICURAZIONE DELLA FCI, POI LE RICHIESTE PER 20MILA EURO»

ESCLUSIVO | 12/05/2026 | 08:24
di Nicolò Vallone

«Le tre gare che abbiamo annullato restano annullate, perché vogliamo dare un segnale: non siamo solo dei numeri, si parla tanto di sicurezza ma quando si verificano i problemi spesso ci sentiamo soli. Siamo però disponibili e propensi al dialogo, il muro contro muro non serve a nessuno...»


A volte è opportuno partire dalla fine per comprendere il senso profondo e orientarsi in una vicenda.


Ci troviamo in Valdinievole, nelle terre che diedero i natali a Carlo Collodi e a Yves Montand, a Giuliano Baronti e a Riccardo Magrini, a Fabio Galante e a Fabio Sabatini, e che ha contribuito a formare ciclisti come Nibali, Visconti e Porte. E dove, da quasi settant'anni, a formare giovani ciclisti contribuisce la Polisportiva Monsummanese.

La scorsa settimana vi abbiamo informato della decisione della squadra presieduta da Alessio Giusfredi di annullare le proprie tre gare organizzate in programma nel calendario giovanile: il Trofeo dei Rioni "tipo pista" del 18 giugno e il weekend del 6° Trofeo Romani Memorial Scrima, con cronometro sabato 11 luglio e prova in linea domenica 12.

L'origine di questa decisione risale a due edizioni fa: il 4° Trofeo Romani Memorial Scrima, classica Juniores che porta in questo angolo di Toscana formazioni di diverse regioni. Le cronache di quel 26 maggio 2024 ci parlano della forte selezione dovuta all'elevata velocità e alla ripetuta salita del Vico, dello sprint vincente di Sgherri della Vangi su Cornacchini della Fortebraccio, con Del Cucina della Mepak a conquistare podio e maglia di campione toscano di categoria.

Poi però c'è quello che le cronache non dicono: un incidente di gara che, come una valanga, s'ingrossa nel giro di un paio d'anni fino a prendere la forma di un "quadrangolare" contenzioso. Quella che vi riportiamo oggi è la pura e semplice testimonianza della società organizzatrice.

Antonella Scrima, vice-presidente della Monsummanese:

«Nelle fasi iniziali di gara, al secondo giro, dopo una svolta a destra un corridore in coda al gruppo impattò sull'auto di un turista tedesco, che noi avevamo fatto accostare a bordo strada e avevamo regolarmente segnalato attraverso staffette e personale sul percorso. Il ragazzo non ebbe gravi conseguenze e la macchina non subì danni troppo gravi, noi facemmo il nostro dovere e inviammo la ricostruzione del sinistro all'agenzia assicurativa Marsh, che la Federazione Ciclistica Italiana ci aveva indicato come interlocutrice dopo il cambio da Unipol a Poste Assicura. Per noi era finita lì, invece l'estate scorsa abbiamo ricevuto una lettera dove ci veniva chiesto di aderire a un tentativo di conciliazione perché il turista tedesco non aveva ancora riscosso il sinistro e chiamava tutti in causa: noi, la Federazione e l'atleta. A quel punto abbiamo contattato il direttore di corsa, che di mestiere fa l'assicuratore: ci ha detto che è una prassi, ma di non preoccuparci perché se ne stava occupando l'assicurazione della Federazione. Invece, il mese scorso riceviamo una citazione in giudizio da parte del turista tedesco per oltre 10mila euro e una richiesta di risarcimento da parte del corridore per circa 9mila euro. In sostanza, un contenzioso da 20mila euro (senza contare le spese legali) competenza del Foro di Pistoia. Io mando subito una mail a Diego Vollaro, responsabile per le questioni assicurative federali, per conoscere i motivi per cui il sinistro non era stato ancora liquidato: siamo una parte in causa, quando pensavano d'informarci che c'erano problemi su quel sinistro? Il 24 aprile, mentre eravamo a Roma per il Liberazione, ci telefona lo stesso legale che aveva difeso la Federazione nel caso Iannelli e ci chiede di firmargli un mandato per avere la tutela legale della FCI. Abbiamo rifiutato: per quanto ci riguarda la FCI ha gestito male il sinistro, non possiamo accettare di farci tutelare legalmente da quella che è a tutti gli effetti un'altra parte in causa e potrebbe quindi incorrere in un conflitto d'interessi! Giungiamo così a mercoledì scorso: non avendo ricevuto più notizie in merito, abbiamo fatto questa scelta di principio. Scatenato da noi il polverone, già l'indomani Vollaro ci chiama: fino al nostro annuncio diffuso sui media la FCI non sapeva di questo contenzioso perché la Marsh non relaziona su tutti i sinistri, comunque in seguito alle loro verifiche nei prossimi giorni l'assicurazione dovrebbe coprire i 10mila euro per il tedesco. Confidando che ciò avvenga, resterà affidata al tribunale la questione dei 9mila euro per il corridore. Ma al di là dei discorsi giudiziari ed economici, quello che ci preme è mandare un messaggio corretto: non vogliamo alimentare polemiche e tantomeno cercare uno scontro, ma sensibilizzare il movimento sul dovere morale di "vivere insieme" la situazione quando una controparte avanza richieste esose e porta in causa un associato».

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