Ve lo avevamo detto, non si sa mai cosa può succedere alla Muscat Classic, eravamo pronti alla battaglia, ma di certo non a vedere un uomo come Adam Yates che si mettesse a sfidare il gruppo. La corsa è scoppiata proprio grazie all’attacco del britannico, un’azione pianificata insieme a Luke Plapp e Mauro Schmid che hanno collaborato senza esitazione fino a giocarsi la corsa in uno sprint a tre.
In Australia Mauro Schmid ci era andato vicino per ben due volte, un quarto e un terzo posto che avevano confermato il suo ottimo stato di forma e la voglia di afferrare finalmente la vittoria. Questo successo però non è arrivato per caso, è frutto di un’azione pianificata e ripianificata qualche sera fa, un azzardo per provare a scombussolare un po’ le carte. Aveva il sapore di azzardo, ma ora possiamo dirlo: tutto è andato nel migliore dei modi. «Plapp ed io siamo compagni di stanza, ma anche molto amici di Adam Yates. Tutti venivamo dall’Australia, stiamo bene e abbiamo cercato di sfruttare al meglio il nostro stato di forma. Proprio domenica alla Cadel Evans Ocean Road Race abbiamo affrontato una corsa con un finale simile e sapevamo che potevamo fare la differenza. Ieri sera e nei giorni scorsi abbiamo parlato con Adam, lui conosceva bene questa corsa e abbiamo provato a pianificare un attacco, è uno dei migliori scalatori del gruppo e averlo come alleato è stato fondamentale anche perché avremmo avuto una squadra in meno che tirava il gruppo. Poi allo sprint abbiamo giocato sulla superiorità numerica e ho dovuto solo tenere duro. Sono veramente felice di questa vittoria, soprattutto perché è la prima con la maglia di campione svizzero » ha spiegato Mauro che all’arrivo ha ricevuto i complimenti non solo dei suoi compagni ma anche di un soddisfatto Adam Yates.
La tattica era chiara, ma non è stato facile metterla a punto soprattutto perchè c'era un gruppo intenzionato fare corsa dura. Negli ultimi 30 km il Team Tudor e la XDS Astana hanno dato una poderosa accelerata e per i tre attaccanti è stato cruciale attaccare il più tardi possibile per evitare la rimonta del plotone. «E’ stata una giornata non molto semplice, venivo dall’Australia, ma lì non faceva così caldo e tutti abbiamo sofferto parecchio sulla prima salita. Fortunatamente il corridore in fuga ci ha permesso di risparmiare energie nella pancia del gruppo, abbiamo aspettato il momento giusto – prosegue Schmid – sapevamo che non era facile arrivare da soli al traguardo, nel gruppo molte squadre volevano arrivare allo sprint e l’unico modo per sorprenderle è stato quello di attaccare il più tardi possibile e poi tirare dritto. La strada mi sembrava infinita, il traguardo non arrivava più, ad un certo punto mi sono letteralmente messo a contare i chilometri che mancavano, ma fortunatamente è andato tutto secondo i piani. Domani inizia però una nuova corsa, siamo in Oman con una formazione molto forte ed aperta a più soluzioni, siamo pronti a dare battaglia»
La Muscat Classic è nata come una specie di antipasto del Tour of Oman, ma quest’anno più che mai ci lascia una chiara indicazione della voglia di Adam Yates di fare la differenza. Che stesse bene era certo, ce lo aveva detto lui stesso durante l’incontro con i media e questo secondo posto è un chiaro segnale. «Plapp e Schmid sono due amici, sapevamo che oggi sarebbe stata una giornata difficile da interpretare e così abbiamo voluto provare, dopo tutto non avevamo nulla da perdere. Abbiamo cercato di sfruttare al meglio l’ultima salita e a me è servita molto per mettermi alla prova, capire il mio stato di forma in vista della corsa a tappe. E’ stato un bel test ed ora ho molte più certezze e anche motivazioni» spiega Adam che domani potrà godersi un giorno di relativo riposo al servizio di Sebastian Molano, il velocista della squadra, poi a partire da sabato si inizierà a fare veramente sul serio.
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.