VERSO IL GIRO. LA MAGLIA ROSA E UNA STORIA DI EMOZIONI, DI RECORD E DI IMPRESE

GIRO D'ITALIA | 05/05/2026 | 10:49
di Francesca Monzone

La maglia rosa è il simbolo per eccellenza del Giro d'Italia, una delle tre grandi corse a tappe del ciclismo mondiale insieme al Tour de France e alla Vuelta a España. Introdotta nel 1931, deve il suo colore al quotidiano sportivo La Gazzetta dello Sport, stampato appunto su carta rosa.


Il primo corridore a indossarla fu Learco Guerra, che vestì la maglia di leader il 10 maggio 1931 vincendo la prima tappa di quel Giro, la Milano-Mantova. Da allora, in 90 edizioni della corsa, l’hanno vestita 268 corridori di 30 nazioni: in testa c’è Merckx con 78 maglie davanti a Moser con 57 e Bartali, 50. La Rosa è diventata l’obiettivo principale di ogni corridore: portarla anche solo per un giorno significa entrare nella storia. L’ultimo vincitore del Giro d’Italia è Simon Yates, protagonista di un’impresa memorabile nella tappa del Colle delle Finestre, dove è riuscito a ribaltare la corsa e conquistare la classifica generale. Quest’anno la maglia rosa celebrerà gli 80 anni della Repubblica con una scritta sul colletto che recita: “Lo Sport che unisce, l'Italia che ispira. 1946 - 2026 - 80 anni della Repubblica Italiana"


Nel corso della storia, pochi campioni sono riusciti a dominare la corsa rosa per più edizioni. Il record di vittorie, cinque, appartiene a tre leggende: Alfredo Binda, Fausto Coppi e Eddy Merckx. Subito dietro troviamo altri grandi nomi con tre successi: Giovanni Brunero, Carlo Galetti, Gino Bartali, Fiorenzo Magni, Felice Gimondi e Bernard Hinault. Vincenzo Nibali è ancora l’ultimo vincitore italiano: 2016. Campioni che hanno contribuito a costruire il mito della maglia rosa, rendendola uno dei simboli più prestigiosi dello sport mondiale.

L’ultima edizione è stata ricca di colpi di scena. Dalla partenza in Albania alla favola del giovane Isaac Del Toro, fino al crollo finale del messicano sulle montagne piemontesi, il Giro ha confermato la sua natura imprevedibile. Tra i protagonisti c’è stato Mads Pedersen, che indossò la prima maglia rosa. Primoz Roglic era il favorito iniziale per la vittoria finale e Richard Carapaz il suo rivale. Ma è stato Simon Yates, con l’aiuto indispensabile di Wout Van Aert nella tappa del Colle delle Finestre, a scrivere la pagina decisiva: impossibile non ricordare la sua gioia, quando a Roma si mostrò al pubblico con il simbolo rosa della vittoria.

Che cosa dobbiamo aspettarci quest’anno? Jonas Vingegaard è il grande uomo da battere. Vincitore del Tour de France (2022, 2023) e della Vuelta 2025, punta a entrare nel club della Tripla Corona (impresa ancora non riuscita al suo rivale Pogacar) e arriva in forma straordinaria dopo i successi alla Parigi-Nizza e al Giro di Catalogna. L’assenza di Pogacar lo rende, sulla carta, ancora più dominante. Il danese non ha però la vittoria già in mano e avrà avversari che cercheranno di rendergli più complicata la vittoria. Giulio Pellizzari è il giovane italiano, è in forte crescita (6° al Giro e alla Vuelta nel 2025, vittoria al Tour of the Alps) e può essere la sorpresa per riaccendere le nostre speranze. C’è poi Adam Yates, che guiderà la Uae in assenza di Almeida: il britannico rappresenta esperienza e libertà tattica. L’austriaco Felix Gall è invece lo scalatore puro, molto pericoloso nelle grandi salite della terza settimana. C’è il ritorno del vincitore del Giro 2021, Egan Bernal. Il colombiano è in grande ripresa dopo l’incidente che lo ha visto rischiare la vita nel 2022 e ora sogna un ritorno al vertice.

Attenzione all’olandese Thymen Arensman, due volte sesto nel 2023 e 2024, che può inserirsi nella lotta per il podio, e al canadese Derek Gee, quarto nel 2025, che deve ritrovare un po’ la condizione ma che ha già dimostrato di poter sorprendere. Tra le incognite, infine, lo spagnolo Enric Mas, al debutto sulle strade del Giro. Talento indiscusso, ma condizione fisica tutta da verificare.

La maglia rosa non è solo un simbolo sportivo: è un’icona della cultura italiana e della storia del ciclismo. Dal primo leader Learco Guerra fino all’ultimo vincitore Simon Yates, ogni edizione del Giro racconta una storia unica. Quest’anno sembra esserci un copione già scritto, quello che annuncia il trionfo di Vingegaard. Ma il bello del Giro è proprio questo: la maglia rosa non si assegna sulla carta ma sulla strada, tra fatica, montagne e imprevedibilità.

ALBO D'ORO

1909 - Luigi Ganna (Italia)
1910 - Carlo Galetti (Italia)
1911 - Carlo Galetti (Italia)
1912* - Atala (Italia) disputato con classifica a squadre
1913 - Carlo Oriani (Italia)
1914 - Alfonso Calzolari (Italia)
1919 - Costante Girardengo1920-1929
1920 - Gaetano Belloni (Italia)
1921 - Giovanni Brunero (Italia)
1922 - Giovanni Brunero (Italia)
1923 - Costante Girardengo (Italia)
1924 - Giuseppe Enrici (Italia)
1925 - Alfredo Binda (Italia, nella foto)
1926 - Giovanni Brunero (Italia)
1927 - Alfredo Binda (Italia)
1928 - Alfredo Binda (Italia)
1929 - Alfredo Binda (Italia)
1930 - Luigi Marchisio (Italia)
1931 - Francesco Camusso (Italia) - nascita della maglia rosa
1932 - Antonio Pesenti (Italia)
1933 - Alfredo Binda (Italia)
1934 - Learco Guerra (Italia)
1935 - Vasco Bergamaschi (Italia)
1936 - Gino Bartali (Italia)
1937 - Gino Bartali (Italia)
1938 - Giovanni Valetti (Italia)
1939 - Giovanni Valetti (Italia)
1940 - Fausto Coppi (Italia)
1946 - Gino Bartali (Italia)
1947 - Fausto Coppi (Italia)
1948 - Fiorenzo Magni (Italia)
1949 - Fausto Coppi (Italia)
1950 - Hugo Koblet (Svizzera)
1951 - Fiorenzo Magni (Italia)
1952 - Fausto Coppi (Italia)
1953 - Fausto Coppi (Italia)
1954 - Carlo Clerici (Svizzera)
1955 - Fiorenzo Magni (Italia)
1956 - Charly Gaul (Lussemburgo)
1957 - Gastone Nencini (Italia)
1958 - Ercole Baldini (Italia)
1959 - Charly Gaul (Lussemburgo)
1960 - Jacques Anquetil (Francia)
1961 - Arnaldo Pambianco (Italia)
1962 - Franco Balmamion (Italia)
1963 - Franco Balmamion (Italia)
1964 - Jacques Anquetil (Francia)
1965 - Vittorio Adorni (Italia)
1966 - Gianni Motta (Italia)
1967 - Felice Gimondi (Italia)
1968 - Eddy Merckx (Belgio)
1969 - Felice Gimondi (Italia)
1970 - Eddy Merckx (Belgio)
1971 - Gösta Pettersson Svezia
1972 - Eddy Merckx (Belgio)
1973 - Eddy Merckx (Belgio)
1974 - Eddy Merckx (Belgio)
1975 - Fausto Bertoglio (Italia)
1976 - Felice Gimondi (Italia)
1977 - Michel Pollentier (Belgio)
1978 - Johan De Muynck (Belgio)
1979 - Giuseppe Saronni (Italia)
1980 - Bernard Hinault (Francia)
1981 - Giovanni Battaglin (Italia)
1982 - Bernard Hinault (Francia)
1983 - Giuseppe Saronni (Italia)
1984 - Francesco Moser (Italia)
1985 - Bernard Hinault (Francia)
1986 - Roberto Visentini (Italia)
1987 - Stephen Roche (Irlanda)
1988 - Andrew Hampsten (Stati Uniti)
1989 - Laurent Fignon (Francia)
1990 Gianni Bugno (Italia)
1991 Franco Chioccioli (Italia)
1992 Miguel Indurain (Spagna)
1993 Miguel Indurain (Spagna)
1994 Evgeni Berzin (Russia)
1995 Tony Rominger (Svizzera)
1996 Pavel Tonkov (Russia)
1997 Ivan Gotti (Italia)
1998 Marco Pantani (Italia)
1999 Ivan Gotti (Italia)
2000 - Stefano Garzelli (Italia)
2001 - Gilberto Simoni (Italia)
2002 - Paolo Savoldelli (Italia)
2003 - Gilberto Simoni (Italia)
2004 - Damiano Cunego (Italia)
2005 - Paolo Savoldelli (Italia)
2006 - Ivan Basso (Italia)
2007 - Danilo Di Luca (Italia)
2008 - Alberto Contador (Spagna)
2009 - Denis Menchov (Russia)
2010 - Ivan Basso (Italia)
2011 - Michele Scarponi (Italia).
2012 - Ryder Hesjedal (Canada)
2013 - Vincenzo Nibali (Italia)
2014 - Nairo Quintana (Colombia)
2015 - Alberto Contador (Spagna)
2016 - Vincenzo Nibali (Italia)
2017 - Tom Dumoulin (Paesi Bassi)
2018 - Chris Froome (Gran Bretagna)
2019 - Richard Carapaz (Ecuador)
2020 - Tao Geoghegan Hart (Gran Bretagna)
2021 - Egan Bernal (Colombia)
2022 - Jai Hindley (Australia)
2023 - Primoz Roglic (Slovenia)
2024 - Tadej Pogacar (Slovenia)
2025 - Simon Yates (Gran Bretagna)


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COMMENTI
Uae
5 maggio 2026 13:47 Greg1981
Niente doppie punte quest'anno ?

Pellizzari
5 maggio 2026 17:26 Arrivo1991
Spero sia il trampolino di lancio, per un nuovo salto di qualità.

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