BITTNER: «VORREI TORNARE AL TOUR PER VINCERE UNA TAPPA. IL SOGNO? ARRIVARE A PARIGI IN MAGLIA VERDE»

INTERVISTA | 20/01/2026 | 09:00
di Giorgia Monguzzi

L’anno scorso è stato uno dei velocisti che ha attirato maggiormente la nostra attenzione,  Pavel Bittner, 23 anni,  è uno dei nomi relativamente nuovi del gruppo, non ha paura di confrontarsi con i grandi dello sprint e si diverte davanti ad ogni sfida. Nel 2024 era stato protagonista di un’inaspettata vittoria di tappa alla Vuelta in cui si era messo alle spalle nomi grossi come Wout Van Aert, un giorno speciale in cui aveva iniziato a capire che forse poteva pensare veramente in grande. Quest’anno in una PicNic Postnl assolutamente rivoluzionata è uno dei talenti da tenere d’occhio e, visto quello che ha già dimostrato, potrebbe fare un grande salto di qualità.        


Per Bittner l’amore per il ciclismo parte da lontano, come ci dice lui è sempre stata una questione di famiglia che ha attraversato le generazioni. Il nonno paterno sognava di diventare un ciclista, usciva spesso in bici, ma con l’arrivo del servizio militare ha dovuto ridimensionare le sue ambizioni. Ci hanno poi provato anche il papà e suo zio, due fratelli gemelli che insieme militavano in un piccolo club locale, ma anche loro non sono mai riusciti ad uscire dalla Repubblica Ceca. Per Pavel andare in bici è stato qualcosa di naturale, un proseguimento diretto di tutto quello che chi l’aveva preceduto aveva semplicemente iniziato e così ha spiccato il volo. «Nella mia famiglia tutti erano già appassionati di ciclismo e così presto ho iniziato anche io, a 10 anni sono entrato in una piccola squadra locale e lì ho fatto le mie prime pedalate. In Repubblica Ceca non è facile correre in bici, non ci sono molte strutture e ho visto molti dei miei coetanei rinunciare. Fortunatamente alle mie spalle ho sempre avuto la mia famiglia a supportarmi, sono stati i primi a crederci, a capire quello che volevo fare ed è solo grazie a loro che ho potuto fare la differenza. Da  junior ho iniziato a raggiungere i primi risultati, il team Dsm mi ha notato ed ho iniziato così l’avventura con loro» ha spiegato Pavel che è pronto ad affrontare il quinto anno tra le file della squadra World Tour. Diventato grande il suo punto di riferimento è diventato il connazionale Zdenek Stybar con cui ha condiviso alcune corse, ma quando era bambino il suo mito è sempre stato Peter Sagan. «Da piccolo ho sempre guardato tante corse in tv, ma Peter Sagan era speciale – prosegue – mi ha sempre affascinato il suo modo di correre, il suo non dare conto a nessuno ed essere imbattibile. Quando vinceva al Tour rimanevo incollato davanti al televisore e sognavo di essere come lui.»


Tra le fila del Team PicNic Pavel è cresciuto passo dopo passo, senza pressioni, ma con l’assoluta fermezza di voler trovare la sua strada. Prima con il devo team e poi con la squadra maggiore, ha imparato a muoversi in gruppo e a diventare leader senza avere paura. La vittoria di una tappa della Vuelta del 2024 è stata una spinta verso i suoi sogni, fino a che nel 2025 è arrivata la realizzazione del primo: essere al via del Tour de France. «Mi sento di dire che è stato un buon 2025, sono molto contento dei miei risultati, l’unico problema, se proprio vogliamo chiamarlo così, è che non sono mai riuscito a vincere. Sono arrivato molto vicino alla vittoria, ma non riuscivo mai a prenderla e questa cosa, soprattutto a fine stagione, stava diventando piuttosto stressante. Poi ho cercato di vedere tutto nell’insieme e ho capito che dovevo essere comunque molto soddisfatto.  Partecipare al Tour è stato bellissimo, è la corsa più importante al mondo, è tutto così’ gigantesco, sfiorare per due volte il podio è stato per me come una piccola vittoria. Ora però voglio ritornare in Francia per vincere sul serio, sento di essere cresciuto tanto e voglio mettermi alla prova.» ci spiega Pavel che per ben due volte ha sfiorato il podio di tappa combattendo tra i più grandi sprinter in circolazione. Il confronto con gli avversari non lo spaventa, anzi lo motiva a dare il meglio di sè.

Il 2026 si prospetta l’anno di svolta per un corridore che si sta facendo largo tra i più forti sprint al mondo. Durante l’inverno ha lavorato duramente per migliorare non solo nell’esplosività, ma anche per tenere sui brevi strappi, a spingerlo c’è una motivazione incredibile e la voglia di confrontarsi con tutti coloro che per il momento sulla carta sono più forti di lui. Il centro della sua stagione sarà il Tour de France dove tornerà con il chiaro obiettivo di una vittoria di tappa ma prima proverà a fare bene anche alle corse di un giorno come la Parigi Roubaix che gli è entrata nel cuore. Manca ancora qualche settimana all’esordio di Pavel Bittner che è già pronto per sfidare i suoi avversari e iniziare a mettere un primo tassello verso il suo grande sogno: arrivare a Parigi con la maglia verde proprio come ha fatto il suo mito Peter Sagan.


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