
Tra i corridori più attesi di questo Tour de France che non saranno impegnati nella classifica generale, c’è Jasper Philipsen, il velocista belga che corre con l’Alpecin -Deceuninck al fianco di Mathieu van der Poel. In questa Grande Boucle il belga spera in un inizio migliore rispetto allo scorso anno, quando la prima vittoria arrivò nella decima tappa. Philipsen di obiettivi ne ha tanti e tutti raggiungibili: vuole superare la soglia delle dieci vittorie di tappa al Tour, conquistare la prima maglia gialla e arrivare a Parigi con la maglia verde della classifica a punti. Le occasioni di vittoria per lui non saranno tantissime, per questo fin dall’inizio dovrà lottare fino all’ultimo colpo di pedale.
«Sarà un Tour nervoso fin dal primo giorno e sarà difficile riposare bene la notte, perché comunque penserai alla gara. Sarebbe bello partire subito e prendere la maglia gialla, ma è un obiettivo difficile. Ricordo che Kittel ha conquistato la maglia gialla un paio di volte. Anche Cavendish, credo solo una volta se non sbaglio. Sono immagini che ti rimangono impresse. Uno sprinter non ha mai molte occasioni di vestire la maglia gialla».
Per vincere la maglia verde, bisogna necessariamente vincere anche le tappe veloci, sarebbe impossibile altrimenti arrivare a Parigi come leader della classifica a punti.
«Vincere è sempre bello e se vuoi indossare la maglia gialla nella prima settimana devi obbligatoriamente vincere. Devi farlo nelle tappe per velocisti e i cronomen dovranno farlo nella quinta giornata. Stesso discorso per la maglia verde: se vuoi portarla a Parigi devi per forza vincere, non puoi prenderla senza essere il primo sul traguardo. Quindi sì, mi piacerebbe vincere la tappa e insieme prendere una maglia, sono sempre belle da incorniciare o tenere appese nell’armadio».
Sarà sicuramente un Tour difficile perché le occasioni di vittoria sono poche e per gli sprinter ancora di meno e se sbagli l’obiettivo, puoi dire addio al lavoro fatto per mesi. Le insidie non mancheranno, così come i pericoli, che i velocisti sono pronti a vivere perché il loro mestiere è quello di andare al massimo della velocità.
«Sappiamo che si correranno di nuovo dei rischi, saranno giornate nervose e ci sarà rischio di cadute, soprattutto sulle strade del nord della Francia. L’asfalto non sarà ottimo in alcune giornate, anche se spesso stenderanno un nuovo strato di asfalto prima del Tour e sarà sicuramente troppo costoso farlo per l'intero percorso di gara. Quindi sì, sappiamo che potranno esserci delle cadute e che questo causerà scalpore. Ma qual è l'alternativa? Non correre più per la maglia gialla...».