Bruno Cenghialta, Fabio Baldato e Gianluca Brambilla, tre vicentini passati dal manubrio della bici al volante delle ammiraglie senza mai perdere la rotta del grande ciclismo.
Ha cominciato Bruno Cenghialta, 63 anni, ormai da dieci all’Astana. Prima di fare il direttore sportivo con la squadra World Tour kazaka ha
lavorato per molte altre squadre. Il 2026 sarà il suo 26° anno nel ruolo di tecnico.
Il ‘Cenghia’ è stato un ciclista di rango dal 1986 al 1998. Ha corso con la Magniflex, l’Ariostea, la Gewiss Ballan, la Batik Dal Monte e la Riso Scotti. La perla del suo palmarès è la tappa di Castres del Tour de France del 1991. Ha centrato anche una Coppa Bernocchi ed è arrivato secondo all’Amstel Gold Race del ’94, battuto da Museeuw. Sceso di sella è salito in ammiraglia, sul sedile di chi guida. Oggi è uno dei dieci diesse nello staff della XDS Astana, che ha in organico 30 corridori e suddivide il suo programma in tre attività. Nel 2026 a Cenghialta toccheranno circa 150 giorni via da casa. Il programma dettagliato è in corso di definizione, di sicuro sarà in carovana al Giro d’Italia.
A ruota del finisseur Cenghialta ha intrapreso la carriera del direttore sportivo il velocista Fabio Baldato, classe 1968, passato professionista nel 1991 con la Del Tongo e sceso dalla bici nel 2008 in maglia Lampre, team che l’ha subito inserito fra gli allenatori. Da lì è passato alla BMC, dove s’è fatto le ossa per otto anni, quindi alla CCC per tre anni e poi per altri cinque alla UAE, il team stellare dell’imperatore Tadej Pogacar, ma anche del super talento Isaac Del Toro. Una decina i diesse in organico, il minimo per una World Tour così strutturata. Anche Baldato ha messo in preventivo circa 150 giornate da un angolo all’altro dell’Europa nel 2026, con un avvio più rilassato del solito: il primo
impegno sarà il 4 febbraio alla Vuelta Valenciana, a seguire Andalucia e Parigi-Nizza. Poi sarà alle classiche del Belgio fino alla Parigi-Roubaix e al Giro d’Italia. A fine anno le gare in archivio saranno 80.
Da corridore Fabio Baldato s’è fatto valere sia nelle corse a tappe, sia nelle classiche: ha vinto quattro tappe al Giro, due al Tour, due alla Vuelta e molto altro, è stato due volte secondo al Fiandre, una alla Roubaix e una alla Milano-Sanremo. Una miniera di esperienza e trucchi del mestiere, insomma.
L’apprendista tecnico è Gianluca Brambilla, 38 anni, gli ultimi 16 spesi pedalando tra i professionisti con una tappa al Giro e una alla Vuelta come risultati di spicco. Alla Q36.5 sta già dirigendo quelli che fino a ieri erano i suoi compagni di squadra. Il 19 ottobre s’è appuntato l’ultimo dorsale alla Veneto Classic (34°), s’è affrettato a completare i corsi da direttore sportivo in Svizzera e il team di Tom Pidcock lo ha già imbarcato per il primo ritiro in Spagna. Il suo debutto nel ruolo di tecnico sarà al Giro dell’Oman, dal 7 all’11 febbraio.
da Il Giornale di Vicenza
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