SULLE ORME DI POGACAR, LO SPETTACOLO MOZZAFIATO DELLA GRANFONDO LIVIGNO ALE'. GALLERY

GRAN FONDO | 29/06/2025 | 08:15

Grande successo per la Granfondo Livigno Alè, che ha animato il sabato livignasco, portando sulle strade della località oltre 1000 atleti provenienti da ogni angolo del Pianeta, nonostante il cambio di programma dell’ultima ora. Il maltempo degli ultimi giorni, infatti, ha provocato il cedimento di un muro di contenimento, che ha rovesciato sull’asfalto detriti, massi e fango lungo un tratto del tracciato. La conseguente chiusura stradale, imposta dalla Prefettura, ha impedito lo svolgimento della gara prevista sul percorso più lungo, dirottando tutti i partenti sul tracciato medio, da 106 chilometri e 2050 metri di dislivello.


Un percorso comunque magnifico, dall’importantissimo livello tecnico, che ha preso il via da Aquagranda, il Centro di Preparazione Olimpica e sede di Casa Italia per i Giochi del 2026, e attraversato il centro di Livigno fino a raggiungere il Passo della Forcola, per entrare così in Svizzera. Da lì, i ciclisti hanno affrontato il passaggio suggestivo del Passo del Bernina, sono discesi lungo l’Engadina, e hanno attraversato il tunnel Munt La Schera, per proiettarsi poi verso le salite conclusive. Gara vinta dal canadese Jack Burke, nel maschile, in 2 ore, 50 minuti e 26 secondi, che è riuscito con una progressione impressionante a staccare il resto del gruppo di sette fuggitivi con il quale si era presentato ai piedi del passo Eira. Tra le donne invece, grande performance di Laura Simenc, prima donna al traguardo, atleta slovena, a conferma dell’importante tenore internazionale della competizione.


Di particolare impatto è stata la doppietta di salite mozzafiato che ha concluso la prova, con due giganti del ciclismo internazionale in rapida successione: il Passo Eira e il passaggio conclusivo, sul Mottolino, che hanno permesso ai migliori di fare la differenza e che hanno fatto rivivere le emozioni dell’arrivo in solitaria di Tadej Pogacar durante la tappa regina del Giro d’Italia 2024. Tadej a cui era anche ispirato il “segmento Pogacar”, una gara dentro la gara, che ha premiato l’uomo e la donna che hanno impiegato il minor tempo per completare il tratto dal passo Eira all’arrivo, proprio quello dove il campione sloveno, l’anno scorso ha fatto la differenza. Il premio, una bici da corsa Pinarello, è stato vinto da Jack Burke e Laura Simenc, gli stessi atleti che hanno vinto le classifiche generali.

Una giornata davvero speciale, per un disegno semplicemente magnifico, apprezzatissimo da tutti gli atleti presenti al via, rimasti colpiti dal mix di fascino paesaggistico e difficoltà tecniche, ben descritto dalle parole di Zdeněk Štybar, ciclista ceco, plurimedagliato mondiale di ciclocross, vincitore di tappa alla Vuelta e al Tour, due volte secondo alla Parigi-Roubaix e trionfatore della Strade Bianche 2015, che ha commentato: “È stata una gara splendida, che ci ha portato su strade iconiche, capaci di far sognare. Da un lato c’è grande complessità tecnica, come nel durissimo tratto finale, che davvero si fa sentire nelle gambe, dall’altro il contatto continuo con una natura mozzafiato. Ecco perché Livigno è una capitale del ciclismo europeo e tutti la scelgono per venire ad allenarsi e a divertirsi sulle due ruote. In più per me è un luogo speciale, ci ho passato almeno tre settimane l’anno per le ultime 25 stagioni, ed è sullo Stelvio che ho proposto a mia moglie di sposarmi”.

Granfondo Livigno Alè 2025 che si chiude quindi con un grande successo partecipativo e organizzativo, e che si inserisce perfettamente nella proposta turistico sportiva di una località legata al ciclismo in ogni suo aspetto. Il paradiso alpino per gli amanti delle due ruote, dai semplici appassionati ai più importanti campioni, che troveranno sempre, a Livigno, la risposta perfetta alle proprie esigenze.

Appuntamento dunque alla Granfondo Livigno Alè del prossimo anno, il 27 giugno 2026.


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