LIEGI. POGACAR CAMPIONE DAL CUORE D'ORO CORRE E VINCE NEL RICORDO DELLA SUOCERA

PROFESSIONISTI | 27/04/2025 | 16:16
di Giulia De Maio

Il 21 aprile di tre anni fa moriva prematuramente la mamma di Urska Zigart, ciclista professionista e compagna di Tadej Pogacar, e da allora la Liegi-Bastogne-Liegi è l'occasione perfetta per la coppia slovena di ricordarla. Questa mattina Tadej ha preso il via della Doyenne con il dorsale numero 1 su cui aveva scritto: For you D. Per te Darja accompagnato da un cuorino. Un piccolo gesto, che se possibile lo ha spinto ancora più forte verso il traguardo di Liegi, tagliato per primo per la terza volta in carriera. 


«La corsa un anno fa si disputò proprio il 21 aprile, il giorno in cui mia mamma ci lasciò, anche se non avesse vinto, come era già riuscito a fare nel 2024, lei oggi sarebbe fiera di entrambi. Mia mamma era la mia roccia, la mia più grande sostenitrice. Era una donna forte e indipendente. Era il direttore generale di un'azienda tecnologica in Slovenia. Era quasi l'unica donna in un mondo di uomini. Era molto orgogliosa di ciò che aveva raggiunto. Mi ha insegnato a essere forte e che tutto è possibile nella vita» commenta Urska, che completate le classiche ora potrà concedersi un breve periodo di relax insieme al suo Tadej, con il quale vive a Monaco da oltre 5 anni.


In un'intervista rilasciata a inizio stagione a Het Laatste Nieuws e rilanciata sul sito della sua squadra AG Insurance Soudal Urska aveva raccontato a proposito del lutto che l'aveva colpita: «Senza Tadej non sarei stata in grado di gestire la morte di mamma, che ha lottato per quasi due anni. Prima contro il cancro al seno, poi contro il cancro all'esofago. È stata una lunga montagna russa. Tadej era sempre presente. Anche lui amava mia madre. Una volta ero arrabbiata con lui e ricordo che mia madre mi sgridò: "Urska, non vedi come ti guarda quel ragazzo? Non vedi quanto ti ama? È la cosa migliore che potesse capitarti". Dovevo fare pace con lui il prima possibile. Lei amava davvero Tadej».

Amore contraccambiato e che resiste al tempo e all'assenza, come conferma il dito rivolto verso il cielo sul traguardo della Doyenne dal cannibale del ciclismo moderno. «Sono felice di concludere la prima parte della stagione così e di tornare a casa» sono le prime dichiarazioni rilasciate da questo campione dal cuore grande.


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COMMENTI
Penso
28 aprile 2025 07:37 Cicorececconi
Penso che certi articoli intrinsi di retorica melensa, poco abbiano a che vedere con il ciclismo.

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