SICUREZZA E CORSE. MAGGIORI TUTELE PER DIRETTORI DI GARA E ORGANIZZATORI E LA POLITICA E LA FEDERAZIONE DEVONO INTERVENIRE. GALLERY

EVENTI | 12/01/2025 | 08:18
di Antonio Mannori

Il tema di attualità e assolutamente prioritario in campo ciclistico, è l’organizzazione delle gare e la loro sicurezza. E’ stato questo il filo conduttore su iniziativa della A.S. Aurora, società fiorentina organizzatrice della corsa ciclistica élite under 23 Firenze-Viareggio, che ha organizzato un incontro presso il Forum della Banca Alta Toscana a Vignole di Quarrata, in collaborazione con il Comitato Regionale Toscana. Tema del dibattito "Fare Ciclismo si può: idee e proposte sull'organizzazione delle gare ciclistiche". Tanti i soggetti invitati a partecipare ai lavori e grande l’affluenza.
C’era l’attuale presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni (che ha posto nuovamente la sua candidatura per il prossimo quadriennio olimpico), e con lui anche gli altri due candidati alla presidenza della Federciclismo, Daniela Isetti e Silvio Martinello. Tra gli altri anche il segretario della FCI Gavino Marcello Tolu con altri dirigenti della Federciclismo, rappresentanti di varie regioni, ex corridori e addetti ai lavori.
Quasi 4 ore la durata dell’incontro al termine del quale in estrema sintesi possiamo affermare che è emersa la necessità di maggiori tutele soprattutto dal punto di vista penale per organizzatori di gare e direttori di corsa, la necessità di un intervento della politica sul piano della normativa e quello della Federazione con norme tecniche adeguate. Avanzate e non tutte facilmente raggiungibili diverse proposte.
Fondamentale per esempio l’importanza della formazione per gli atleti che prendono parte alle gare, ad iniziare dagli esordienti, percorsi adeguati per le gare in linea, maggiore attenzione a tutti gli aspetti organizzativi con adeguata riunione prima della partenza di una gara, la presenza più efficace della Federciclismo nella gestione delle gare creando se possibile una struttura di servizi. Numerosi coloro che erano iscritti a parlare e dei quali vi proponiamo gli aspetti salienti.
Dopo i saluti di Daniele Grazi direttore generale dell’Aurora, quelli dell’ex presidente del Comitato Regionale Toscana Saverio Metti, di quello attuale Luca Menichetti, del presidente della Mutua Alta Toscana Carlo Filippo Spini, del consigliere della Provincia di Pistoia Gabriele Giacomelli e dell’assessore allo sport del Comune di Quarrata Patrizio Mearelli.
Il primo intervento quello del presidente della FCI Cordiano Dagnoni, che ha definito prioritario il tema della sicurezza ricordando i contatti tenuti con le istituzioni e autorità politiche e che occorrono infrastrutture adeguate, per cui essenziale è il rapporto stretto con i vari comuni “i velodromi ci sono ma dobbiamo farli funzionare”. Dagnoni ha lanciato anche la proposta di far firmare atleti e direttori sportivi prima del via per una condivisione dei pericoli che possono esserci in corsa sollevando organizzatori e direttori di gara. Per Marco Cavorso rappresentante dell’ACCPI è impossibile tutelare la sicurezza in una gara in linea “è cambiata la società non il ciclismo e ci dobbiamo adeguare”.
A seguire l’intervento video di Roberto Pella presidente della Lega Professionisti che ha reso noto le varie iniziative proposte in sede parlamentare tra le quali la semplificazione per permessi e autorizzazioni delle gare, e quanto sia utile la sinergia con il mondo ella scuola per portare i giovani al ciclismo, e con i comuni per avere adeguate strutture. “Nel ciclismo – ha detto – non c’è divisione, è uno sport che si ammira senza pagare, ed è bello vedere gioire intere famiglie alle gare”. Francesco Zingoni coordinatore della Commissione direttori di gara e sicurezza della Toscana, ha ricordato i compiti del direttore di gara e quanto sarebbe utile far conoscere ai corridori attraverso un corso tanti aspetti dello sport che praticano, ed anche i rischi e non sarebbe male una “Federazione dei Servizi” per gestire le gare. L’ex campionessa Fabiana Luperini ha detto che il ciclismo è diventato un problema sociale, è un momento di emergenza e non sarebbe male la costituzione di un Comitato per gestire questo momento non facile.
Fabiano Bindi ha parlato dell’importante ruolo delle ASA e del lavoro di questi volontari che in Toscana sono circa 750. Per l’avv. Fiorenzo Alessi è difficile attuare certe proposte, la sicurezza non esiste ed occorrono regole e norme adeguate per direttori di corsa e organizzatori.
Daniela Isetti si è chiesta cosa è la sicurezza, affermando che le amministrazioni pubbliche devono aiutare il ciclismo. Occorre maggiore cultura e dare garanzia e tranquillità a chi opera nel ciclismo. Claudio De Angeli presidente della società “Una Bici X Tutti” ha fatto conoscere la sua esperienza quale organizzatore del Giro della Valdera e di tante altre gare; occorre lavorare con la massima attenzione per aumentare sicurezza ai corridori e addetti ai lavori. Enrico Bartoli della Commissione Direttori di corsa e sicurezza, nell’affermare che ci sono i presupposti per fare il ciclismo ha ricordato che il rischio comunque c’è sempre sottolineando l’importanza delle scorte tecniche e del disciplinare, e che occorre garantire un aspetto giuridico per le scorte e tutela per organizzatori e direttori di corsa. C’è stato anche un applauso nel ricordare Giovanni Iannelli, l’atleta morto a seguito di una caduta in volata nel 2019, e la presenza in sala della mamma di Michael Antonelli altro atleta morto dopo una caduta alla Firenze-Viareggio.
Intervento articolato quello di Silvano Antonelli che ha rifatto la travagliata storia della Commissione Sicurezza della Federciclismo, affermando “che occorre volontà politica e che i rapportini che vengono formulati nel dopo gara tra giuria, organizzatori e direttori di corsa non contano un bel niente".
Fabio Forzini, consigliare nazionale della FCI, ha invitato il Consiglio Federale che uscirà dall’assemblea di domenica 19 gennaio a Fiumicino, a riservare importanti risorse per la formazione che è elemento fondamentale per il ciclismo. “Chi corre deve essere consapevole e così che gli guida e gli allena”.
Silvio Martinello ha parlato che nel ciclismo di oggi si va troppo forte, su bici che sono troppe rigide. Occorre limitare i rapporti, e le gare in circuito non sono la sicurezza basti ricordare quello è successo alla diciottenne atleta svizzera Muriel Furrer finita fuori strada all’ultimo mondiale in Svizzera. Il neo professionista del Team Polti Kometa Ludovico Crescioli ha parlato della sua esperienza affermando che sarebbero utili corsi per formazione per i giovani, dalla categoria esordienti in su. Daniel Guidi ha parlato di tutela degli organizzatori ai quali occorre togliere responsabilità compito che spetta alla Federciclismo, mentre Alessandro Testai si è chiesto: “Quali sono gli strumenti da mettere in campo per proteggere i pericoli lungo il tracciato di una gara e chi lo decide?”. A questo punto prima della conclusione dei lavori gli interventi da parte di alcuni presenti come Giovanni Dodducci sull’attività giovanile, Luca Luman che ritiene utile un Comitato per gestire l’emergenza del momento, Franco Sarti che ha chiesto la presenza di medici di gara adeguati per le gare, Federico Fioravanti che definito insostituibile la collaborazione con la politica, l’avv. Nino Venturelli che ha parlato del diverso atteggiamento verso il ciclismo rispetto al passato, da parte del giudice che ritiene il ciclismo uno sport pericoloso. Occorre sensibilizzare la politica, regolamentare le gare ciclistiche e sensibilizzare gli atleti che devono conoscere i pericoli. Occorre l’intervento pubblico con una fattiva presenza, per allestire le gare. Con il ringraziamento finale di Daniele Grazi per la riuscita dell’incontro i lavori si sono chiusi con l’augurio che dalla parole e proposte si passi ai fatti almeno a quelli attuabili.


 


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COMMENTI
tutte parole....
12 gennaio 2025 13:41 silvia17
ma vi rendete conto che il ciclismo non è solo strada? ebbene Martinello e altri avanti e coraggio dite chiaramente che il Direttore di Corsa debba esserci in tutte le gare anche MTB! Se al mondiale ci si è accorti dopo diverso tempo che mancava un'atleta figuriamoci in una gara di MTB dove non vi è seguito!!! E questa non è sicurezza? Martinello e compagnia perchè non dite chiaramente che la sicurezza cosi come la volete ha un costo e questo costo deve per forza di cose ricadere sulle società organizzatrici? O dite chiaramente chi copre questi costi... ma credo che sia impopolare la cosa e in campagna elettorale non va bene solo discutere.

Realtà
12 gennaio 2025 18:47 lupin3
Purtroppo solo parole. Il ciclismo su strada non é piú socialmente accettato dalla società, che non ammette la chiusura delle strade per far divertire un centinaio di ragazzi e relativi genitori, a maggiore ragione coi rischi che comporta per tutti. Bisogna prenderne atto e organizzare gare su strada in posti e orari dove possa essere compatibile. Il resto sono parole e basta.

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