POGACAR. «TUTTE LE VITTORIE SONO SPECIALI, MA QUESTA UN PO' DI PIU': HO REALIZZATO UN SOGNO»

GIRO D'ITALIA | 05/05/2024 | 20:05
di Giorgia Monguzzi

Verrebbe da dire che era già tutto scritto. Alcuni lo avevano già pronosticato nella prima tappa, ma dopo la fumata nera della frazione inaugurale del Giro, Tadej Pogacar si è preso vittoria di giornata e maglia della corsa rosa confermando l’unanime pronostico che lo vedeva come unico e possibile dominatore. A Oropa, la salita resa mitica da Marco Pantani, lo sloveno del Team Uae ha acceso i cuori dei tifosi e di tutti gli appassionati di ciclismo salutando i suoi diretti avversari a 4 km dal traguardo e rifilando distacchi che vanno dal mezzo minuto in su.


Il Giro è già chiuso? Ce lo chiediamo e se lo chiedono già tutti sin dalla vigilia della partenza, Pogacar che ormai ha capito l’atmosfera intorno a lui, durante la conferenza stampa al Santuario di Orpa, anticipa tutti mettendo le cose in chiaro: «Sono felicissimo ed emozionatissimo – dice con uno dei sui soliti sorrisi- ma non me la sento di fare festa grande e di festeggiare, il mio pensiero è già a domani e ai restanti giorni. Il Giro è appena iniziato, mancano ancora 19 tappi ed è difficile dire quello che succederà».


Eppure in due tappe di Giro di cose ne sono successe tante, una fra tutti la foratura e conseguente del fuoriclasse sloveno ai piedi della salita di Oropa che a molti ha ricordato la cavalcata di Pantani. Pogacar ha però rassicurato tutti: nulla di grave, solo un errore di valutazione, doveva fermarsi prima della curva e non l’ha fatto, grazie alla squadra è rientrato con tutta calma in gruppo.

La vittoria ad Oropa è la prima alla corsa rosa per Pogacar che entra ufficialmente nel gruppo ristretto dei corridori che hanno vinto almeno una tappa in tutti e tre i grandi giri: «Tutti i corridori sognano di vincere una tappa in tutti i grandi giri ed entrare nel gruppo di quelli che ci sono riusciti è bellissimo – prosegue Pogacar – tutte le tappe che ho vinto sono speciali, ma oggi forse lo è un po’ di più. La maglia rosa è un sogno che mi porto dietro da molti anni ed ora esserci riuscito è pazzesco, cercherò assolutamente di tenerla fino alla fine. Oropa è una salita mitica e affrontare l’ultimo tratto da solo è stato bellissimo: sulla strada c’era una folla gigantesca che mi incitava e urlava il mio nome, sentivo tutto il loro affetto e mi hanno spinto a dare ancora di più».

Se qualcuno nella prima tappa aveva storto il naso sulla tattica della Uae che aveva lasciato Pogacar solo troppo lontano dal traguardo, la squadra emiratina si è fatta subito ricredere. Sulla salita di Oropa tutto è andato secondo i piani imprimendo un alto ritmo in gruppo e preparando l’attacco del fuoriclasse sloveno. «Ad Oropa volevamo vincere, era quello il piano e i miei compagni di squadra hanno fatto un lavoro incredibile. Rafal Majka ha fatto tutto alla perfezione, ci conosciamo da molti anni e ormai riusciamo ad intenderci senza parlarci, sapeva che avrei attaccato proprio in quel punto, era quello il piano, ma il ciclismo non è matematica, è fatto di cuore, di intuito e anche un po’ di fortuna. Ad Oropa è andato tutto secondo i piani».

Dopo due sole tappe di Giro Pogacar è già saldamente in testa con un buon distacco sugli avversari e tre giornate, sulla carta per velocisti, per rifiatare. Tutto sembra già scritto, eppure mancano ancora 19 giorni di gara, ci sono tante montagne lo sterrato e le lunghe cronometro «Ho fatto tutte le ricognizioni, cercherò di dare il 100% e di rispondere ai miei avversari. Il Giro è appena iniziato» dice infine un sorridente Pogacar, orgoglioso ed emozionato per la sua maglia rosa che non lascerà tanto facilmente.

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COMMENTI
una fra tutti la foratura e conseguente
6 maggio 2024 20:09 Arrivo1991
E conseguente cosa ? Caduta. Ma non lo avete scritto

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