PAESI BASCHI. GIA' A DICEMBRE VINGEGAARD AVEVA SEGNALATO A SAFE CYCLING LA PERICOLOSITA' DI QUELLA DISCESA

PROFESSIONISTI | 05/04/2024 | 10:05
di Francesca Monzone

Ieri il Giro dei Paesi Baschi è stato sconvolto da una drammatica caduta nel corso della quarta tappa. Tanti i corridori coinvolti - tra loro Vingegaard, Vine, Evenepoel e Roglic e tutti uomini di punta per i grandi giri.


La pericolosità di quella discesa era stata già segnalata e alcuni mesi fa a lanciare l’allarme in modo profetico era stato proprio Jonas Vingegaard. Come riportato da Sporza, alcuni mesi fa, il leader della Visma-Lease a Bike aveva condiviso le sue preoccupazioni per quella discesa con l'agenzia di sicurezza Safe Cycling, che ha immediatamente contattato l'organizzazione. «Non abbiamo mai ricevuto risposta». ha detto al riguardo il CEO di Safe Cycling Markus Laerum.


Safe Cycling inoltre, come è possibile leggere dal loro sito, aveva incontrato nel dicembre 2023 e nel gennaio 2024 oltre 15 squadre e oltre 200 ciclisti professionisti in attività.

Durante gli incontri, avevano raccolto oltre 25.000 punti su cui intervenire e creato un database combinato con l'analisi dei dati relativi agli incidenti in corsa.

«Quelle di ieri sono state immagini  terribili, ma soprattutto molto frustranti da vedere – ha continuato Markus Laerum - Soprattutto perché Jonas Vingegaard ci aveva già messo in guardia sei mesi fa su quella specifica corsa e discesa».

Laerum è il CEO e fondatore di Safe Cycling, azienda che ha come obiettivo la sicurezza in corsa. Da un lato è specializzata nella segnalazione dei punti potenzialmente pericolosi della gara, dall’altro funge anche da organo di collegamento tra i corridori e l’organizzazione per arrivare insieme a soluzioni più sicure.

Ad esempio, a gennaio l'azienda si era recata in Spagna, dove la maggior parte delle squadre era impegnata con i ritiri, per parlare con più di 200 corridori della sicurezza nelle gare della prossima stagione.

«Uno dei nostri interlocutori all'epoca era stato Jonas Vingegaard – ha detto Laerum a Sporza – e aveva  condiviso con noi molte intuizioni. Sui pericoli generali della corsa, ma anche su tappe specifiche. Ed è qui che è nata la conversazione sui Paesi Baschi e quella discesa».

Safe Cycling collabora anche con ASO, RCS, Flanders Classics e Golazo e, dopo la conversazione con Vingegaard, aveva contattato gli organizzatori del Giro dei Paesi Baschi per discutere le preoccupazioni di Vingegaard, purtroppo però non è mai arrivata una risposta.

La domanda che a questo punto rimane è se quella caduta si sarebbe potuta evitare: secondo Laerum, chi lavora per la sicurezza in gara ha come fine quello di prevedere possibili incidenti ed evitarli, anche se questo non è mai possibile al cento per cento. «Gli incidenti capitano sempre in gara, ma possiamo ancora migliorare molte cose. La comunicazione tra gli organizzatori e i corridori non c'è, per esempio e speriamo di essere il megafono mancante, perche nulla è mai veramente condiviso».

È stato notato da corridori e squadre che ieri vicino a quella curva non c'era quasi nessuna segnalazione per avvisare del pericolo ai ciclisti e va sottolineato che dietro quella curva e nel rettilineo, c’erano grandi pietre, alberi, un canale di scolo in cemento e cartelli stradali.

«Un segnale di pericolo è ciò che i ciclisti chiedono maggiormente e lo fanno presente spesso. Noi cerchiamo di risolvere questo problema con frecce luminose a LED o addirittura segnali acustici. Molti corridori oggi hanno detto, ad esempio, che il fondo stradale era pericoloso e irregolare. Non è strano che questo non sia indicato? Spesso come organizzazione è difficile cambiare percorso, ma noi possiamo aiutare avvisando i corridori tempestivamente. Sono piccole cose, ma si spera che possano avere un grande impatto in futuro». 

Purtroppo il danno ormai è stato fatto e una corsa di ciclismo, che dovrebbe essere sempre un momento di divertimento per il pubblico e di agonismo per i corridori, si è trasformata in un vera dramma e a pagare la posta più alta ancora una volta sono stati atleti mentre svolgevano il loro lavoro.

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COMMENTI
una volta
5 aprile 2024 15:54 fransoli
i big se ne sbattevano se non vincevano il giro dei Paesi Baschi, adesso tutti quanti, anche i top, prendono sempre rischi perché vogliono vincere sempre... risultato si cade di più, anche i grandi nomi. Van Aert ha saltato tutte le classiche per cui si era preparato per la Dwars.. ma che l'ha fatto a fare? fra Harelbeke, Gand e Giro delle Friande ersa senza dubbio la meno importante. Poi ovvio che la sfortuna e la casualità ha la sua importanza, ma se in tutte le gare che fai ti prendi i rischi per correre davanti le probabilità di incidenti aumentano.

Ritorno al passato
5 aprile 2024 19:05 Coccobil60
Concordo con quanto espresso da BULLET riportando alcune mie divagazioni. Le moderne biciclette hanno assetti esasperati che portano a ripartizioni dei pesi sulle ruote tali da favorire l’avanzamento penalizzando però la guidabilità della bici. I telai sempre più leggeri sono molto rigidi nelle direzione del moto, ma molto meno in direzione trasversale influenzando in modo negativo il comportamento della bicicletta nei confronti delle spinte laterali e quindi anche nei confronti della forza centrifuga che sollecita il ciclista e la bici sempre, ed in special modo in curva. I pneumatici da 28/30mm saranno più scorrevoli, il comfort di moto sarà maggiore, ma le basse pressioni a cui vengono gonfiati accentuano ulteriormente la deriva laterale quindi la tendenza della bici a partire per la tangente in curva, basta consultare qualsiasi trattato di meccanica della locomozione. L’unico aspetto positivo è nei tube less ove l’eliminazione della camera d’aria ha eliminato gli scorrimenti relativi tra questa e la carcassa del pneumatico responsabili di una grossa aliquota della resistenza al rotolamento dello stesso pneumatico.

Discese
6 aprile 2024 00:35 gaspy
Tutte le discese sono pericolose sia che siano tortuose sia larghe a 4 corsie!! Le discese di cipressa e poggio come sono??

gaspy
6 aprile 2024 08:19 Bicio2702
Le discese Cipressa e Poggio i corridori le possono fare anche ai 100 all'ora.
Le conoscono troppo bene. E poi sono tenute bene.
Il problema nasce su quelle discese che non hanno mai fatto o al massimo fanno 1 volta all'anno. E abbiamo visto che hanno brutto asfalto e vie di fuga pericolose.

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