Damiano Caruso ha salutato il Giro d'Italia: "E’ stata una bella storia d'amore con un lieto fine". A 38 anni, il campione ragusano chiude la sua avventura nella corsa rosa dopo nove partecipazioni. A fine stagione appenderà la bici al chiodo, ma resterà ancora nel mondo del ciclismo: salirà in ammiraglia, sempre con il team Bahrain-Victorious, che l’ha accolto nel 2019.
Ha tagliato il traguardo di Roma con il sorriso di chi sa di aver scritto una bella pagina di storia personale. Non per la classifica, non per un piazzamento da difendere (nono), ma per il significato di quei chilometri: gli ultimi della sua storia al Giro d'Italia. Nove partecipazioni, la prima nel 2012, cinque volte nella top 10, un secondo posto nel 2021 alle spalle di Bernal che resta il punto più alto di una carriera costruita con costanza, intelligenza tattica e quella capacità rara di essere sempre nel posto giusto al momento giusto. Nessun ripensamento, chiuderà a fine stagione.
Alla partenza dell'ultima tappa, Caruso non ha nascosto l'emozione: "Voglio smettere. Mi sto godendo ogni singolo istante di questa giornata e di quelle che sono state queste tre settimane, che per noi sono state più che positive. È stata una bellissima esperienza che porterò con me per sempre. Non solo questo Giro, tutti i Giri ai quali ho partecipato”. E sul perché non continuare ancora un anno, spiega: "Voglio finire questa storia, voglio che finisca come una bella storia d'amore con un lieto fine. Non voglio arrivare al punto di odiare la bici, oppure di non viverla con la stessa passione con la quale la sto vivendo adesso".
Il rapporto tra Caruso e la corsa rosa è stato qualcosa di più di una semplice partecipazione. Secondo nel 2021, quarto nel 2023, quinto nel 2025, ottavo nel 2015, nono nel 2026: i piazzamenti raccontano di un corridore che al Giro ha sempre trovato la sua dimensione migliore. "Sì, è stata la gara alla quale ho tenuto più di tutte e dove sono sempre riuscito ad esprimermi bene. Se in nove Giri per cinque volte ho concluso nella top 10, vuol dire che questo feeling non era solo un caso. C'è qualcosa dentro, qualcosa di particolare."
La mente è tornata indietro, in questi giorni. Agli anni giovanili alla Mastromarco in Toscana, alle battaglie a biliardino con Vincenzo Nibali, alle stagioni lontano dalla Sicilia per inseguire il sogno, a tutti i sacrifici per stare lontano da casa. "Ho ripercorso tutta quella che è stata la mia carriera e ho realizzato anche quanto il tempo corra veloce. È una roba incredibile. È stato un bellissimo viaggio."
Un viaggio che lo ha portato a scoprire anche l'Italia pedalando: "E’ vero, la gente soprattutto: trovare il pubblico lungo la strada, sentire il tuo nome, correre le proprie strade, percorrere l'Italia da sud a nord... è qualcosa di magico”. Un solo rammarico, confessato con un sorriso amaro, e sembra quasi incredibile soltanto a pensarlo: "L'unica pecca è che non ho mai corso un Giro d'Italia in Sicilia”. Già, è proprio così.
Damiano Caruso lascia il Giro con la serenità di chi ha onorato ogni chilometro. Il secondo posto del 2021, l’unica vittoria di tappa all’Alpe Motta nello stesso anno, le fughe, il lavoro per i capitani, le giornate da protagonista: tutto confluisce in un bilancio che non ha bisogno di rimpianti. "Se guardo indietro, vedo tanta strada fatta. E sono contento di averla percorsa".
Ora gli ultimi obiettivi stagionali, poi chiuderà al Giro di Lombardia. Ma la storia d'amore con il Giro, quella, resterà.
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.