Riccò: niente Tour né Pechino, obiettivo Varese

| 04/06/2008 | 10:58
E' stato uno dei protagonisti del Giro d'Italia, lo ha incendiato a colpi di pedalate e di dichiarazioni che non hanno certo il sapore della diplomazia. Riccardo Riccò è stato anche uno dei protagonisti del circuito serale di ieri a Usmate Velate in piena terra brianzola, kermesse ideata e voluta da Fabio Perego ed il suo staff della SMO (Sport Management Organization). Prima della partenza la "vice maglia rosa" ha fatto chiarezza sul suo immediato futuro dopo la ridda di voci esplose al termine del Giro. Tour de France sì o Tour de France no? Ecco le sue decisioni. "Riposo, innanzitutto riposo e poi vediamo. Non partecipo neanche al Memorial Pantani perché la mia squadra non ha quella corsa nel programma. Salterò anche il campionato italiano a Bergamo, prevedo il mio ritorno alle corse al Brixia Tour (dal 23 al 27 luglio, ndr). Niente da fare per il Tour de France e anche per l'Olimpiade mi chiamo fuori. Il mio programma prevede di ritrovare la condizione giusta per il fine stagione, naturalmente pensando al Mondiale". A freddo cosa pensi del tuo Giro d'Italia. Sei più rammaricato per il secondo posto o più contento per le due vittorie di tappa? "Un po' entrambe le cose. Il rammarico è di sapere di essere il più forte ma per una serie di motivi non essere riuscito a indossare la maglia rosa a Milano. Sono anche contento perché ho vinto due tappe e in salita ho dimostrato di essere il migliore". Nella tua analisi ha avuto un ruolo preponderante la sfortuna, ovvero cadute, o la mancanza di Piepoli nelle tappe decisive in salita? "Piepoli sicuramente. Mi è venuto a mancare il suo contributo, il suo appoggio nel momento più delicato e decisivo del Giro. Sicuramente ha compromesso il risultato finale la sua assenza dovuta alla caduta che lo ha costretto al ritiro". Valerio Zeccato
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