L'ORA DEL PASTO. ROUBAIX 1959, LA LEZIONE DELL'ULTIMO COPPI

STORIA | 09/04/2023 | 08:15
di Marco Pastonesi

Peter Sagan nel 2023 come Fausto Coppi nel 1959. Parigi-Roubaix: l’ultimo spettacolo. Nell’anno del lungo addio, Peter Sagan (come Fausto Coppi) rivivrà con consapevolezza, gratitudine e forse anche nostalgia, quei 55 chilometri di pietre. E noi, sempre, con lui.


Coppi, la Roubaix, l’aveva già corsa quattro volte: dodicesimo nel 1949 (nell’unica edizione in cui, per un errore di percorso, ci furono due vincitori: il francese André Mahé, primo di una fuga a tre, ma nel finale su un percorso sbagliato, e suo fratello Serse, primo nella volata del gruppetto inseguitore), primo nel 1950 (davanti al francese Maurice Diot e Fiorenzo Magni), secondo nel 1952 (dietro a Rik Van Steenbergen e davanti ad André Mahé) e nel 1955 (dietro al francese Jean Forestier e davanti a Louison Bobet). Stavolta il suo era un atto di fede fisica, muscolare, anche mentale, anche spirituale. A vincere il belga Noel Foré (in 6.08’20”, a 42,760 di media) in volata sui connazionali Gilbert Desmet e Marcel Janssens, grazie anche a una moto che investì il gruppetto degli inseguitori fra cui Van Looy, quarto. Fausto fu il primo di un gruppetto a 7’35”. Quarantaquattresimo. Confuso tra gregari: Valdemaro Bartolozzi, quarantaseiesimo, Peppino Dante, quarantasettesimo, Roberto Falaschi, quarantanovesimo. C’era anche Roger Rivière, quarantottesimo. Più indietro, sessantaduesimo a 12’18”, Pippo Fallarini.


Per il mio “Coppi ultimo” (66thand2nd) andai a cercare quei gregari. Trovai Peppino Dante: “Rivedo Coppi nudo nelle docce del velodromo di Roubaix, quando ci scrostiamo dal fango. Magro, tirato, asciutto, la pancia piatta e una cassa toracica che sembra quella di un contrabbasso”. Dante era, come dicono gli spagnoli, un “aguador”. Fontane e fontanelle sono il suo regno. Le conosceva, le aspettava, le puntava. Scattava, frenava, si precipitava. Riempiva, si caricava, ripartiva. Oppure bar e osterie. Li intuiva, li vedeva, li puntava. Scattava, frenava, entrava. E rubava. Quel che c’era, c’era: bottiglie, fiaschi, bibite.

Trovai Bartolozzi, che conosceva Coppi dal Giro di Lombardia del 1950, la sua prima corsa da professionista, ma come indipendente nell’Atala, la sua futura squadra. “Stavo con i primi, poi cedetti, entrai nel secondo gruppetto, andai al traguardo. Il Vigorelli ribolliva di gente. E quando gli spettatori si accorsero che in questo secondo gruppetto c’era anche Gino Bartali, rimbombò un boato da brividi”. Bartolozzi mi descrisse quel Coppi del 1959: “La pedalata, meno armoniosa, meno leggera. La posizione nel gruppo, più defilata. La presenza nelle corse, saltuaria”.

Trovai Pippo Fallarini, gregario con licenza di vincere. Ha 88 anni, è vivo e lucido: “Ricordo il pavè, tanto e pessimo. Ricordo belgi e francesi, che quando attaccavano, voleva dire che stava per arrivare il pavè. Ricordo che, se ti giravi indietro, ti piombava addosso il gruppo, un’ecatombe. Ricordo che Mario Gismondi si arrabbiò con me perché sul pavé galleggiavo, ‘ma come fai?’, mi chiese, ‘datti da fare!’, gli risposi. Ricordo che ci contendevamo le banchine, che montavamo cerchi in legno, più flessibili ma più pericolosi, che foravamo noi ma anche le ammiraglie, tant’è che spesso l’ammiraglia non c’era e allora continuavamo a pedalare fino a distruggere la bici. Ricordo che si andava in treno a Parigi, bici al seguito o su un camioncino guidato dal meccanico, tre o quattro corse più la Roubaix. Ricordo che da Parigi alla partenza si facevano trenta chilometri in bicicletta, poi più di 260 di gara, e magari pioveva. Ricordo le docce al velodromo di Roubaix, sembravano quelle di un lager, l’acqua calda per i primi, fredda per tutti gli altri”.

Trovai Angiolino Piscaglia, altro gregario, maglia nera al Giro d’Italia 1957. Lui, di anni, ne ha compiuti 90: “A dormire a Parigi. In bici alla partenza. Freddo, pioggia, grandine. Ventagli. La foresta di Arenberg. Rimaniamo indietro. Coppi sussurrava: ‘Troppa fatica’. Lui resistette, io cedetti. Ma il camion-scopa era pieno. Rimasi in bici, seguii un gruppo di francesi e belgi che conoscevano le strade, saltammo sui marciapiedi, arrivammo al traguardo in bicicletta, ma per altre strade, e così non fummo classificati”.

Il giorno dopo, sulla “Gazzetta dello Sport”, così Gianni Cerri commentò la Parigi-Roubaix: “Ma non vogliamo passare sotto silenzio la prova di Fausto Coppi, che ha avuto la costanza di condurre a termine una gara tanto massacrante, con un coraggio che può servire, ancor oggi, di esempio per molti”. E a Bruno Raschi che gli chiedeva perché, Coppi rispose: “Felice di essere nel teatro del ciclismo, anche se ormai fra le quinte”.

 

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Si diradano le nuvole nerissime che da settimane stavano avvolgendo in maniera sempre più preoccupante la TotalEnergies. Data da tanti come vicina alla chiusura viste le perduranti difficoltà nel reperire nuove risorse e nuovi partner, la squadra francese ha alla...


Può un baselayer diventare determinante per il comfort di ogni uscita in bici? Sì, e il discorso vale davvero per ogni stagione. Tante volte in estate non indossiamo l’intimo tecnico perché pensiamo che faccia troppo caldo, per ritornare ad usarlo...


La seconda prova del Superprestige di Ciclocross, disputata in notturna a Middelkerke, in Belgio, ha visto il predominio dei padroni di casa nella gara maschile elite. A conquistare il successo è stato il belga Joran Wyseure (Crelan-Corendon), autore di...


La squadra che, ancora fino a fine anno, si chiama Team Polti VisitMalta, in attesa di capire il nuovo assetto e la nuova veste dopo l'ingresso in società di Ukyo Katayama al fianco di Ivan Basso e i fratelli Contador,...


Sono 21 gli atleti convocati dal Commissario Tecnico Daniele Pontoni per i Campionati Europei di Ciclocross, in programma sabato 7 e domenica 8 novembre a Zeddam, nei Paesi Bassi. La Nazionale italiana si presenta all'appuntamento continentale forte degli ottimi risultati...


Un oro olimpico, uno iridato e due europei, i primi titoli tricolore nel 2014, un decennio abbondante nel quale ha vissuto dall'interno la spettacolare escalation della pista azzurra, sempre presente nei nostri magici quartetti: alle soglie dei 33 anni, Francesco...


Roberto Capello nel 2027 correrà nel WorldTour con la EF Education – EasyPost. La formazione statunitense ha promosso il giovane ciclista astigiano in “prima squadra”, facendogli siglare un accordo biennale. Classe 2007, Capello ha militato quest’anno nella EF Education –...


Sostengono che “una bicicletta può cambiare una giornata, tante biciclette possono cambiare una comunità”. Spiegano che “se per molti di noi andare in bicicletta è un passatempo, per qualcun altro può essere un’opportunità: raggiungere la scuola, incontrare gli amici, spostarsi...


BEKING continua ad ampliare la lista dei partecipanti per il 2026 con l'ingresso di Michael Matthews e Victor Langellotti, due corridori con origini diverse, ma accomunati dal legame con questo sport e dalla sua capacità di unire le persone. Tornando...


 Riccardo Longo e Tommaso Cingolani vestiranno la maglia della formazione Juniores della Lidl Trek nella prossima stagione. I due promettenti ragazzi italiani, insieme ad altri tredici giovani atleti provenienti da Germania, Francia, Spagna, Norvegia e Danimarca, formeranno il gruppo su...


TBRADIO

-

00:00
00:00
SONDAGGIO
OSCAR TUTTOBICI 2026. SCEGLIETE IL MIGLIOR TECNICO ITALIANO DELL'ANNO
Dodici candidati, tocca a voi assegnare il Gran Premio Fondazione Iseni y Nervi





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra