LE LACRIME DEL CALCIO

TUTTOBICI | 22/02/2023 | 08:15
di Cristiano Gatti

Siamo in una valle di lacrime, ma non tanto per dire. Siamo inondati dai pianti e dagli strepiti per questo povero calcio, sommerso dai debiti, dagli scandali contabili, dai timori re­trodatati di doping, e pure dal­­le vergogne bellico-autostradali. Oddio che dolore, os­signore quanta pena e quanta tristezza. Il calcio è l’amore degli italiani, come si fa a ve­derlo ridotto così.


Come si fa: lo si guarda e se ne prende atto. Il calcio non si è ridotto così per gli influssi malefici delle congiunzioni astrali o per le macumbe di qualche sciamano pervertito: il calcio è conciato da sbattere via solo grazie a chi frequenta, gestisce, sfrutta il calcio. Ci stanno dentro tutti, a cominciare da certi presidenti squali fino a certi giocatori decerebrati, pas­sando per procuratori pa­rassiti e tifosi delinquenti. C’è tutto un sistema che specula, succhia, bara. Il primo e unico pensiero sono i soldi - e da questo punto di vista il calcio non è certo una repubblica isolata -, ma nel modo più avi­do, nevrotico, disinvolto, cinico che si possa immaginare. Tutto il peggio che la so­cie­tà moderna ha prodotto in termini di scorciatoie, maneggi, furbate, è massimamente espresso e sperimentato nel calcio.


Ma cosa deve fare allora chi ha sempre preferito altri ambienti e altre discipline, tipo la gente del ciclismo: piegarsi in due dal ridere, godersi lo sfacelo come Nerone da­van­ti a Roma che brucia, aspettarsi la fine del toro co­me alla corrida? La tentazione magari è inevitabile, però conviene darsi un freno. Il crollo del calcio non fa bene a nessuno, neppure a chi sta fuori dal calcio. Perciò, la ve­ra speranza è che presto o tar­di - diciamolo: ormai tardi - an­che in questo sistema arrogante e impunito arrivi lo spazzaneve morale e giudiziario, per liberare le strade e riprendere una normale circolazione, in cui il semaforo rosso significhi alt e non una sacco di scappatoie fuorché alt. Certo è difficile essere ot­timisti, perché già in altre epoche e per altre vicende il corpaccione del pallone è sembrato andare giù. Salvo aspettare i tempi tecnici della rimozione e alla fine buttare tutto in commedia, riprendendo da capo, se possibile sempre peggio.

Non è più il caso di av­viare tanti pistolotti etici: troppa stanchezza, troppe ripetizioni, troppo sconforto lo impediscono. Bi­sogna solo aspettare e augurarci tutti quanti che almeno certo sfrenato e strafottente bullismo sparisca, lasciando il posto ad una parvenza di normalità, in cui la furbata e il reato siano le eccezioni da stroncare sul nascere, non l’esempio da seguire come una stella polare. Detto questo, riconosciuto che godere del cataclisma altrui è stupido e puerile (anche controproducente), possiamo però fermarci con il buonsenso e il fair-play. Mai scadere nel buonismo e nel perdonismo. Perché poi si apre il rischio peggiore, cioè la faciloneria della pacca sulla spalla, poveraccio capitano tutte a te, dai voltiamo pa­gina e ricominciamo come se niente fosse.

Con il calcio, è l’unico errore da evitare. L’er­ro­re fatale. Questo invece è il momento per mantenere la barra ferma, senza farsi agitare l’animo compassionevole del colpo di spugna, anzi pretendendo di farla pa­gare cara e tutta a chi ha combinato il disastro, possibilmente avviando i peggiori all’agricoltura, magari per sempre. E quanto all’indulgenza comprensiva, deve es­ser­ci un limite. Attraversare il deserto tocca a tutti, prima o poi. Per restare in tema, possiamo ben dirlo noi del ciclismo: quando la fine degli an­ni Novanta ha scaraventato sul gruppo la catastrofe del do­ping, nessuno s’è mostrato tanto carino e compassionevole. Piuttosto, hanno tirato tut­ti sul piccione, con gusto sadico, compiacendosi della strage. E magari restandoci male quando saltava fuori anche un innocente. Nessuno ha chie­sto indulgenza e comprensione per il ciclismo dopato. Tanto meno s’è parlato di col­po di spugna e perdono im­mediato. Abbiamo visto scorrere il sangue, il dolore, la sofferenza. Tutti hanno avuto la loro parte, persino i tifosi che si sono ritrovati il giocattolo a pezzi, senza sapere se e quando si sarebbe riusciti a rimetterlo assieme. Senza rinfacciare meschinamente, ma per non dimenticare nulla, forse il più sadico e impietoso allora fu proprio il calcio, se vogliamo dirla tutta. Sul pulpito a lanciare sentenze, anatemi, censure. A ridere di noi, lo sport dei dopatoni.

Sia detto senza rancore, senza spirito di rivalsa, ma anche senza anello al naso: amici del calcio, questo è il momento della verità e della vergogna. Bisogna passarci, senza chiedere sconti e senza pretendere di sorvolare. Servirà tanto tempo, ma bisogna saperlo usare. Il ciclismo non è ancora uscito dal suo pur­gatorio, i danni sono in­cal­colabili, come si può notare anche dalle condizioni in cui versa quello italiano. Ma non ci sono alternative. Per cui: zitti e pedalare (vi prestiamo pure la metafora). Una volta ciascuno nella polvere. Ma­ga­ri, la prossima volta, non vi scapperà più da ridere in faccia agli altri disperati.

da tuttoBICI di febbraio

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COMMENTI
Stim. GATTI
22 febbraio 2023 08:34 geom54
Calcio, sullo Zanichelli è definito anche come pedata e tanto per me l'ho da mò sempre considerato..., un gioco, perché è così che mi risulta sia definito..., un gioco per assatanati..., il mondo calcio non mi tocca minimamente;
il ciclismo è ben altra cosa, mai virtuale.

Calcio
22 febbraio 2023 11:39 siluro1946
Si spera che nelle vicende calcistiche non prendano il sopravvento i "talebani" come capitato nel ciclismo, cioè giornalisti e pseudo esperti che hanno costruito ricchezza e fama sulla pelle di ragazzi spesso innocenti.

Il solito
22 febbraio 2023 12:07 Angliru
Quando si da del "decerebrato" a qualcuno, si sbaglia. Primo, perche' generalizza. Secondo, perche' la si mette in " rissa ". A me non piace assolutamente il suo modo di scrivere, sempre in polemica e sempre a dar giudizi. Saluti

Infatti
22 febbraio 2023 12:18 Carbonio67
Caro Gatti, riscrivo cio' che ho detto ieri. Basta cercare l'inchiesta "paga e corri" per capire alcune cosette sul ciclismo ( al netto del solito flagello doping ). Il ciclismo e' un mondo, il calcio un altro. E' inutile accanirsi sul altri sport, quando il nostro, per primo, ha parecchie zone d'ombra. Quindi, chi e' senza peccato scagli la prima pietra. Per la cronaca, vado in bici e non il calcio

Dualismo mai esistito
22 febbraio 2023 12:56 Forza81
Il calcio e' mondo che muove interessi economici e sociali diversi e raggiunge tutti ovunque. Il ciclismo non e' a questi livelli. Il ciclismo e' spesso stato vittima di se stesso ( doping in primis ) e questa acredine verso il pallone, io personalmente non la provo. Quanto a soggetti, l'elenco dei dopati e delle loro ridicole scuse, ha nel ciclismo un campionario infinito. Da gente che a momenti ci lascia le penne per trasfusioni, a chi ha vinto 7 tour grazie ad un sistema doping degno di studi del Cern. Ovvero, poco da parlare, direi. O no ? Se poi si prova astio per altri, basta dirlo.

Off topic
22 febbraio 2023 14:07 Greg1981
Basterebbe dire : " il calcio non mi piace " , caro Gatti.
Il ciclismo e' ben diverso dal calcio, per mille aspetti.
Ed entrambi, essendo sport fatti da esseri umani, hanno i loro punti di forza e le loro debolezze. Punto.
Come le hanno fatto notare, definire decerebrati alcuni giocatori, non credo sia un bel punto di partenza.
Questa e' una sua analisi sterile e volta ad animare la discussione. Faccia NOMI e COGNOMI

Confusione
22 febbraio 2023 16:19 Cicorececconi
La sua e' un'esamina che fa trasparire una sola cosa : il calcio non le piace.
Bene. Seguo entrambe le discipline, e non ho mai visto in trasmissioni tv del pallone dare del 'cornuto' al ciclismo.
Se poi,vogliamo dire che adesso il sistema pallone e' claudicante, e' giusto. Ma non ho mai visto cio' che lei descrive. Il ciclismo ha prodotto dei miti ( falsi ) che erano imbottiti di ogni cosa. I nomi di squalificati,arrestati e radiati sono facilmente reperibili su internet. E qui mi fermo, perche' mi e' stato insegnato di guardare prima a casa mia.....

masochisti
22 febbraio 2023 20:33 siluro1946
Doping ciclistico: sarebbe bastato comportarsi come il calcio, bruciare archivi federali e squalificare un medico e non favorire le speculazioni. I calciatori non possono essere sospesi e radiati in quanto sarebbe troppo dannoso economicamente. I ciclisti "dopati" vivono sereni e spesso fino ai novant'anni senza gravi malattie, e non aggiungo altro. Che il doping sia tutto un bluff.

nuovi tempi
22 febbraio 2023 21:06 italia
Il calcio è lo sport che divide e non rispetta l’avversario.
Il ciclismo è lo sport che unisce e rispetta l’avversario.
Il calcio è lo sport del regime.
Il ciclismo è lo sport odiato dal regime.
Nel ciclismo c’è il doping, nel calcio pure.
Se un ciclista viene beccato in un controllo antidoping, notizie in prima pagina, nei Tg dappertutto.
Se nel calcio una squadra viene trovata con centinaia e centinaia di prodotti dopanti .. …… silenzio assordante.
La società sta cambiando; prima tutti parlavano di calcio; oggi nella società reale se ne parla sempre di meno (eccetto gli organi di informazione del regime rimasti secondo me fuori dal tempo ); oggi lo sport si pratica non si tifa; l’Italia sta diventando il paese di santi, poeti navigatori e …… cicloamatori.
Questa è la rivincita del ciclismo e della bicicletta.

X siluro
22 febbraio 2023 23:24 Carbonio67
In effetti il doping e' un bluff. Menomale che i tuoi studi, hanno ribaltato anni di ricerche sul doping ed effetti collaterali. Tanto semplice, bastava chiedere a te. Ma per favore !!!!

gatti
23 febbraio 2023 07:35 kristi
solito articoletto ramazza commenti , ma lo utilizzo per una petizione seria . con la nuova stagione iniziata perchè non cessare quei luuuunghissimi di nomi ordini d arrivo e classifiche relative , ok erano utili fino a qualche anno fa oGGI con 3 e dico 3 click ottengo piazzamento , classifiche di chiunque in quasi ogni corsa . su dai . basta con le listone infinite

x Carbonio67
23 febbraio 2023 09:31 siluro1946
Molti saggi hanno sostenuto per millenni che il Sole girasse intorno alla terra ma... colleghi di chi sostengono certe tesi giuravano che il Talidomide era la panacea per tutti i mali delle donne in gravidanza ma... in tempi recenti scienziati sostenevano che il Covid in Italia sarebbe stato come un lieve raffreddore ma...

X siluro
23 febbraio 2023 10:16 Carbonio67
Senza fare tanti giri di parole, leggiti un elenco di ex pro, che sono ( purtoppo ) deceduti prematuramente

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