TRAGICA LA GRANFONDO, MA CERTE AFFERMAZIONI...

POLITICA | 15/09/2022 | 08:00
di Silvano Antonelli

Brindisi, 11 settembre - Il cicloamatore Massimo Ferilli, di 58 anni, originario di Gagliano del Capo (Lecce), è deceduto a causa dello scontro con un auto sulla strada provinciale 74, all'altezza del Palazzetto dello Sport di Montemesola (Taranto), mentre stava partecipando al “Trofeo Madonna della Fontana – Granfondo Team Fuorisoglia”, competizione amatoriale del calendario FCI organizzata dal Team Fuorisoglia, con partenza e arrivo a Francavilla Fontana (Brindisi).


Il ciclista, secondo i primi accertamenti ad opera dei Carabinieri di Taranto, sarebbe stato travolto, in un tratto in discesa, da una vettura condotta da un 46enne di Montemesola che stava facendo ritorno alla propria abitazione.


Le indagini dovranno stabilire come mai la vettura stesse transitando in quel punto, nonostante i vari presidi predisposti lungo il percorso di gara.

Lo sfortunato cicloamatore era rimasto distanziato dal grosso degli altri ciclisti e lo scontro sarebbe avvenuto mentre il “fine gara” non era ancora transitato.

Fin qui la cronaca che non vorresti mai raccontare, la perdita di una vita, lo sconcerto di chi si prende la responsabilità di organizzare le gare, le paure di chi ha il compito di promuovere il ciclismo.

L’ennesima dolorosa circostanza per ricordare quando sia importante la ricerca e l’impegno sul tema della sicurezza.

Cose che in ogni caso possono accadere, su cui occorre riflettere, pur senza mai azzardare valutazioni su fatti che solo le autorità competenti possono accertare nei loro accadimenti e relative responsabilità.

Una cosa però non dovrebbe accadere, questa proprio no, leggere che il Presidente del Comitato Regionale pugliese della FCI, così dichiara sul giornale “Quotidiano di Puglia” di due giorni dopo: «Non so come si è venuta a trovare l’auto sulla pista, ma nelle gare amatoriali c’è la figura del direttore di corsa e, inoltre, viene stilato un piano che dovrebbe garantire l’incolumità parziale. Si tratta di incolumità parziale perché ovviamente, per il resto, gli atleti che partecipano alle manifestazioni sono tenuti al rispetto del codice della strada che rende obbligatorio viaggiare sulla carreggiata di destra salvo chiusura totale del percorso che però si verifica solo nelle tappe di corse professionistiche come il Giro d’Italia».

Affermazioni di evidente incompetenza che fanno carta straccia dell’art. 9 del CdS, Disciplinare, ruolo e poteri delle scorte tecniche, imposizioni delle ordinanze di sospensione temporanea del traffico di qualsiasi gara ciclistica o granfondo regolarmente autorizzata. Con l’aggravante dell’improvvido concetto di «sicurezza relativa».

Dichiarazioni che umiliano tutto quanto in questi anni la FCI ha ottenuto a tutela dei ciclisti e degli organizzatori, quando almeno tra di noi dovrebbe essere scontato che, nello spazio tra l’inizio gara ed il fine gara, possono transitare solo i soggetti ammessi alla corsa (corridori, moto e vetture) senza dovere rispettare, per loro sospese, le norme dell’ordinaria circolazione stradale quali, ad esempio, la mano da tenere ed i sistemi automatici di trattenuta (cinture di sicurezza), mentre l’ordinanza prefettizia, impone a tutti i veicoli estranei alla corsa di fermarsi accostando a destra, questi si, finché la corsa non è transita per intero, ovvero fino al passaggio del fine gara.

Principi che andiamo ripetendo da oltre vent’anni in tutte le sedi, dai nostri corsi di formazione alle aule dei tribunali, per scoprire ancora oggi, addirittura da parte di dirigenti di elevata responsabilità, interpretazioni che, se prese sul serio, avrebbero l’effetto di assegnare in automatico la colpa agli innocenti e l’assoluzione ai colpevoli.

Scivoloni del genere non ce li possiamo permettere e tanto meno tacere ed è compito delle strutture federali competenti intervenire perché non abbiano a ripetersi.

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COMMENTI
Sospensione temporanea del traffico
15 settembre 2022 09:19 pego64
Con gare inferiore ai 200 partecipanti alla sospensione temporale del traffico è semplice, viceversa per ridere un fondo è difficile perché tra i primi e gli ultimi possono anche esserci ore, quindi il corretto posizionamento nella macchina fine corsa diventa fondamentale, insieme alla capacità degli asa di curare le intromissioni in strada. Secondo me il legislatore dovrà valutare questo

considerazioni varie
15 settembre 2022 13:39 italia
Secondo me oggi, tenuto del traffico sempre più intenso, dell’indifferenza ed astio degli automobilisti nei confronti dei ciclisti, degli “sbuffamenti” delle autorità quando si presenta un organizzatore per avere il permesso per la gara (docet l’esempio della Milano Sanremo mi sembra del 2020 dove alcuni amministratori locali in maniera palese esultarono, brindarono, perché non passava la corsa nel proprio paesetto) ORGANIZZARE E PARTECIPARE ad una corsa ciclistica è sempre più problematico; vista la situazione, credo che sia opportuno da parte delle autorità dirigenziali incentivare settori del ciclismo quali il ciclocross, il gravel oppure gare su strada a cronometro o cronoscalate che hanno un’impatto sulla viabilità e sulla sicurezza dei ciclisti molto minore e far si in questa maniera che i genitori gradiscano che i propri figli pratichino il ciclismo. Per quanto concerne l’articolo, qualche anno fa andai a vedere una corsa cicloamatoriale e il direttore di gara alla partenza avvertiva espressamente i ciclisti di mantenere la destra durante la gara; forse oggi sarà cambiato qualcosa

Diciamola tutta!
16 settembre 2022 13:11 Donato84
Da premettere che l'accaduto di domenica scorsa è sempre un grandissimo dispiacere!dobbiamo però dirlo:chiunque partecipa sá che nelle granfondo la sicurezza al 100% non c'è mai stata!per di più ad ogni gara i giudici sottolineano più volte,nonostante trascritto nel regolamento, che comunque bisogna rispettare il codice stradale!!!ciao massimo riposa in pace!🙏

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