PELLIZOTTI. «NON E' STATO BELLO, MA ABBIAMO REAGITO ALLA GRANDE»

TOUR DE FRANCE | 17/07/2021 | 08:40
di Francesca Monzone

C’era anche Franco Pellizotti quando la polizia francese, è entrata nell’albergo della Bahrain Victorious lo scorso mercoledì sera. Dopo la tappa con la salita del Col du Portet, i corridori stanchi hanno a avuto a che fare con la polizia. Pellizotti, dopo aver smesso l’attività agonistica, è diventato un bravo direttore sportivo e in ammiraglia segue i corridori della squadra con la quale ha corso anche lui fino al 2018.


«Siamo arrivati in hotel e c’era la polizia che ha preteso di guardare dentro le nostre camere e salire sui nostri mezzi». Questo è quanto è accaduto nelle prime fasi della serata di mercoledì quando la squadra era in hotel e alcuni corridori, stavano già facendo i massaggi. «Non c’è stato mostrato nessun documento o un mandato, anche quando noi abbiamo chiesto di mostrarci qualcosa. Non abbiamo ricevuto nulla di scritto e per alcune ore la polizia è rimasta nel nostro albergo e poi sono andati via». A nessuno della squadra era stata data una motivazione su quell’irruzione e ad oggi quello che si sa, a tre giorni da quello spiacevole episodio, è quanto pubblicato dall’agenzia Reuters, ovvero che esiste un’inchiesta francese, avviata lo scorso anno, nata per incastrare corridori che fanno uso di doping. Indagine aperta dalla Procura di Marsiglia e nello specifico si fa riferimento ad un comunicato, che specifica l’apertura di un’inchiesta in data 3 luglio, sulla possibile acquisizione e trasporto e possesso di una sostanza o metodo proibito utilizzato all’interno della squadra.


«So che hanno voluto i file di allenamento di tutti i ragazzi dell’intero anno. Adesso non so come stiano andando avanti le procedure, perché sono gli avvocati della squadra che si stanno occupando di questo, ma all’arrivo della polizia e per tutto il tempo che sono rimasti non ci hanno fornito nessun documento che giustificasse la loro presenza nel nostro albergo o che spiegasse cosa stessero cercando».

I ragazzi quella sera hanno dovuto interrompere i massaggi e sono dovuti uscire dalle loro stanze. Il tempo perso in qualche modo sono riusciti a recuperarlo, ma certamente quella sorpresa non ha messo di buon umore i corridori, increduli di fronte a ciò che stava accadendo. «Sono stati portati via i cellulari e i computerini di tre dei nostri corridori e poi la polizia ha chiesto di portare via i computer e cellulari del nostro medico e del nostro allenatore, che però si sono opposti. Non essendoci un foglio ufficiale che obbligasse il nostro staff a consegnare quel materiale, per andare incontro alle operazioni di polizia, visto che non abbiamo nulla da nascondere, i militari hanno scaricato i dati di computer e telefoni, poiché sia il medico che l’allenatore hanno bisogno di quei mezzi per poter lavorare con i ragazzi, mentre i cellulari dei corridori sono stati portati via». Il medico in questione è Marjan Korsic, ed è l’unico a cui la polizia ha chiesto di presentarsi in commissariato per parlare in forma ufficiale. Il medico ha messo a disposizione degli inquirenti tutti i dati in suo possesso, nella speranza che presto venga presto chiarito tutto.

«Certamente per nessuno di noi è stata una situazione piacevole. Noi pensiamo solo alle corse e mi dispiace per come hanno trattato i ragazzi, perché per il tempo che la polizia è rimasta da noi, nessuno poteva più muoversi. A nessuno dei direttori sportivi è stato chiesto di fornire del materiale in nostro possesso. I corridori non sono abituati a questo trattamento e anche per noi questa prassi è del tutto inusuale». F

ranco Pelizzotti e i suoi ragazzi vogliono dimenticare presto quello che è successo. Sono qui per correre e fare bene e se dovesse esserci qualcosa da chiarire, saranno gli avvocati a farlo per vie legali. «Siamo stati spesso controllati, in modo random tutti i corridori sono stati sottoposti a controlli antidoping e non abbiamo mai avuto nessun tipo di problema. In ordine hanno controllato una volta due corridori, poi uno e ancora una volta due, tre e poi di nuovo due ma è questa una prassi normale in un grande giro. Sono stati eseguiti i famosi controlli a sorpresa, gli stessi che vengono fatti quando i corridori sono a casa e che poi vengono riportati nel passaporto biologico. Questi sono controlli normali che vengono fatti sempre in un grande Giro».

Pelizzotti ha voluto chiarire la sua posizione e quella dei suoi corridori. «Stiamo affrontando un bel Tour de France, e con la vittoria di ieri è arrivata la migliore risposta da parte della squadra. Siamo venuti a questo Tour per correre e fare bene e continueremo a farlo fino a Parigi, perché questo è il nostro lavoro. I ragazzi all’inizio non erano contenti di quanto accaduto e ne abbiamo parlato, ma già da giovedì mattina erano super motivati e con la voglia di correre e io sono felice per la loro risposta e in corsa si è visto, hanno lottato dall’inizio e fino all’ultimo chilometro».

Copyright © TBW
COMMENTI
Molto strano
17 luglio 2021 22:20 Miguelon
In due si oppongono ma gli vengono scaricati i files. Gli altri danno un telefono senza alcun mandato. O non è tutta la verità oppure svegliatevi! La Francia non è ancora sotto dittatura.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Il ciclismo come cavia, nel senso che per anni è stato - fin dagli anni Sessanta quando i controlli antidoping sono nati - studiato e indagato, inseguito e perseguito, alla fine anche dilaniato, spesso ingiustamente, se non altro perché non...


In occasione della sesta edizione dell'AlUla Tour, che si svolgerà dal 27 al 31 gennaio in Arabia Saudita, la regione di AlUla si prepara ancora una volta a diventare il palcoscenico di uno spettacolo sportivo e naturale eccezionale. Distribuita su...


Victor Campenaerts non è mai stato un corridore noioso, né in bici né nel tempo libero da dividere con i compagni della Visma-Lease a Bike. Belga, 34 anni, già primatista dell'ora, è stato un formidabile cronoman (due volte campione europeo)...


Contrariamente a quanto avviene nella maggior parte dei casi in queste circostanze, la Decathlon CMA CGM ha approfittato del suo media day per rivelare non solo le prime corse dei principali uomini del suo roster ma anche quelle di...


Non solo una grande classica del ciclismo femminile internazionale ma un progetto educativo, sociale e culturale che attraversa un intero territorio e coinvolge centinaia di giovani. Nel 2026, infatti, la Cycling Sport Promotion affianca al 27° Trofeo Alfredo Binda – Comune...


Roberto Avogadri, una vita di passione e amore indelebile per il ciclismo, ci ha lasciati martedì 13 gennaio. Aveva da poco tagliato il traguardo dei 70 anni e aveva già dovuto affrontare (e vincere) la battaglia con il male incurabile....


Possiamo confessare di aver provato un pizzico di invidia nel leggere che un nuovo velodromo è ormai pronto ad aprire i battenti nel Canton Ticino? Circa 80 ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 18 anni, tesserati nei vari...


Mercoledì 4 marzo 2026 si disputerà la 63ª edizione del Trofeo Laigueglia, classica del ciclismo professionistico italiano che dagli anni Sessanta porta in Liguria alcuni dei migliori interpreti delle due ruote a livello internazionale. Si prevede fin da ora una...


La FDJ Suez conquista la prima vittoria della stagione 2026 grazie a Ally Wollaston. La 25enne neozelandese  si è imposta  al termine della tappa inaugurale del Tour Down Under anticipando nettamente sul traguardo di Willunga Josie Nelson, britannica del Team...


Non è un avvio di 2026 particolarmente felice per i velocisti. Dopo i problemi al ginocchio che hanno costretto Tim Merlier a rinunciare all’AlUla Tour di gennaio e a riprogrammare il proprio debutto stagionale, anche un altro sprinter di...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024