GATTI&MISFATTI. LA MIGLIORE DELLE MAGLIE ROSE POSSIBILI

GIRO D'ITALIA | 11/05/2021 | 18:38
di Cristiano Gatti

Tutta Italia manda la sua carezza a De Marchi, io gliene mando due. Non è un outing di particolari inclinazioni sessuali, è un gesto di vera ammirazione e di sincera stima personale. Adesso stiamo qui a contare quanti anni, quante tappe, quanti chilometri il Rosso Barricato abbia trascorso in fuga. Io, dal mio punto di vista, sono convinto che invece non siano mai state fughe, perchè in qualche modo la fuga significa scappare: in corsa si scappa dagli avversari, nella vita si scappa dai problemi e dagli ostacoli.


La vedo da un'altra prospettiva: De Marchi non è mai stato in fuga da niente e da nessuno, De Marchi ha sempre inseguito. Troppo facile comprendere che cosa rincorresse, dall'età degli inconsapevoli 7 anni: il suo sogno, la sua meta, il suo posto nel mondo.


Eccolo là, sul palco, il suo punto d'arrivo. Una maglia rosa, la maglia del migliore, vestita dopo un'altra giornata di tormentosi dubbi e di indicibili fatiche. Per quanto mi riguarda, è una maglia rosa fantastica, la migliore delle maglie rose possibili. Alessandro è il corridore che è come persona, mai identificazione è apparsa così evidente. De Marchi è una persona che non si monta la testa, che conosce i suoi pregi e i suoi limiti, che si alza la mattina dicendo proviamoci, che nei momenti rosa come nei momenti neri si ripete lo stesso mantra, non mollare mai Alessandro, non mollare mai.

Il corridore e la persona De Marchi hanno attraversato momenti pesanti, con infortuni da stordire i tori, con riprese da fiaccare i bufali, ma ogni volta il corridore e la persona si sono ripetuti sempre quella stessa cosa, sempre e comunque, non mollare mai Alessandro, non mollare.

Forse, raccontandolo così, gli faccio anche un grosso torto. Perchè chi non lo conosce potrebbe farsi l'idea di un italiano un po' testone e trinariciuto, dedito alla fatica fino al masochismo, uno di quelli a schiena bassa che tutti i giorni si fanno infinocchiare in giro per città e contrade dai furbetti dell'esistenza facile. Ma questa è un'idea cretina di De Marchi, del corridore e della persona De Marchi. Come in nazionale sanno, come tutte le squadre sanno, come ha capito anche il singolare progetto di quest'ultimo suo team israeliano, il corridore e la persona De Marchi sono ugualmente degni, fieri, dignitosi. Soprattutto, romantici e idealisti. Come non si usa più, come è sempre più difficile trovarne.

In corsa e nella vita, De Marchi è tutto fuorchè uno stupido mulo capace solo di sofferenze e martirio: il De Marchi corridore pedala sempre là davanti non tanto per fuggire dal gruppo, ma per tampinare il suo sogno, e il De Marchi persona non si fa mettere i tacchi sui calli da nessuno, ha le sue idee e i suoi ideali ben fermi in testa, pochi e precisi, senza paura di esporli, senza calcoli di opportunismo e di convenienza, come dimostrano le sue battaglie per un ciclismo migliore e più sicuro, ma anche per tenere alta la sensibilità sul tremendo destino della famiglia Regeni. No, chiedo scusa ma non mi allineo al coro retorico che racconta De Marchi come figura vagamente seppiata e patetica, l'umile poveraccio che per una volta fiuta qualcosa di buono, fuori dalla sua portata, come un Cipputi in gita premio a Portofino. Per me De Marchi fa parte dei migliori, stabilmente, con o senza maglia rosa: perchè è corridore e persona ricchi allo stesso modo, perchè ha un'anima viva, perchè usa la propria testa, perchè non ha bisogno di mendicare i pietismi di nessuno, anche se adesso con un candore commovente si spinge a dire “mi sento quasi fuori posto”.

No Alessandro, non sei fuori posto. In tutti questi anni non lo sei stato mai. Sei sempre nel posto che hai comunque scelto tu, cosa che riesce a pochi uomini veri. Goditi questo regalo che cade dal cielo, assegnato dal cielo come premio alla carriera.

Io, qua sotto al palco, ho il dovere e il piacere di sottoscriverlo: sì, De Marchi è la migliore delle maglie rose possibili. Per il Giro d'Italia, ma lasciami dire per l'Italia e basta.

Copyright © TBW
COMMENTI
AMARCORD
11 maggio 2021 20:14 simo
Per chi non c'era.. Miguel Indurain, per anni alla Reynolds fece il luogotenente a Pedro Delgado. Fino al Tour 1990 fu la spalla di Perico. A quella Grande Boucle si resero conto che Miguelon era ormai più forte del capitano: col senno di poi, avesse corso per sé quel Tour de France.. Il paragone con Ganna (che è forte forte) è ingeneroso. Indurain - prima di esplodere - vinse un bel po' di gare a tappe: dal Tour della CEE (l'Avenir!) alla Parigi-Nizza. Era di un'altra categoria rispetto al buon Pippo..

amarcord
12 maggio 2021 07:20 kristi
eh già , altri tempi .....tempi di innovazioni , tempi di commodore 64 , tempi di scoperte scentifiche , tempi di epo , camere iperbariche e antidoping semiinesistente , eh gia ..altri tempi

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
La cronometro di apertura della Vuelta a Extremadura è di Zoe Bäckstedt. La 21enne britannica ha conquistato la prima vittoria stagionale per il Team CANYON//SRAM zondacrypto completando i 18 chilometri di gara nei dintorni di  Herrera del Duque in 24...


A poche ore dal via della Parigi-Nizza arriva un'altra rinuncia eccellente: il danese Mattias Skjelmose è costretto a dare forfait a causa di una tenosinovite al polso destro. Il portacolori della Lidl-Trek ha raccontato la sua delusione ai social...


La INEOS Grenadiers ha ampliato il proprio percorso di sviluppo talenti attraverso una nuova partnership con il team juniores italiano Team Nordest Petrucci Assali Stefen. La collaborazione rientra nella strategia del team volta a rafforzare le relazioni all'interno del sistema...


Max Poole non sarà al via della Parigi-Nizza: il britannico del Team Picnic PostNL è ancora alle prese con il lento recupero da un'infezione virale e ha bisogno di più tempo per tornare in piena forma. Questo è particolarmente deludente...


Bianchi ha appena svelato la nuova generazione della Infinito,  una all-rounder che mira a conquistare ogni panorama grazie ad una versatilità davvero impressionante. La nuova Infinito è una bici moderna sotto ogni aspetto ed è stata progettata per offrire un'esperienza...


Nell’offroad i colpi arrivano, anzi ne arrivano tanti! Puoi metterci tutta l’attenzione del caso, ma pietre, muretti e legni sono lì in agguato, pronti a mettere alla prova la resistenza della bici, delle ruote, dei pedali e di tutto quello...


Dopo cinque anni di assenza, Wout van Aert correrà  Strade Bianche. Il belga aveva già detto che sarebbe tornato a Siena, per correre sui sentieri toscani e l’ufficializzazione è arrivata ieri. Van Aert questa corsa l’ha vinta, era il tempo...


Quella con Strade Bianche è una storia d’amore complicata per i corridori italiani. La classica degli sterrati senesi è nata nel 2007, sabato festeggerà la ventesima edizione della prova maschile, eppure l’abbiamo vinta una sola volta con Moreno Moser in...


La Settimana Internazionale Coppi&Bartali 2026 farà tappa nel Lodigiano. Per scoprire i dettagli della gara a tappe in programma dal 25 al 29 marzo dovremo attendere ancora un po’, ma Adriano Amici e i suoi collaboratori sono al lavoro per...


Dopo la brutta caduta di sabato alla Omloop Het Nieuwsblad, lunedì sera Stefan Küng è stato sottoposto a un intervento chirurgico con successo in Svizzera. La frattura del femore prossimale sinistro (coinvolge la parte più alta del femore, a livello...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024