A.R. MONEX. NOVOLODSKAYA BRILLA ALL'AMSTEL GOLD RACE

DONNE | 19/04/2021 | 09:25

Era accaduto al Trofeo Alfredo Binda di Cittiglio, si è ripetuto di nuovo oggi all'Amstel Gold Race: per una sola posizione nell'ordine d'arrivo, Maria Novolodskaya non è riuscita a conquistare il primo posto provvisorio nella classifica giovani dell'UCI Women's World Tour, ma questo non toglie nulla alla grande prestazione della talentuosa ciclista russa di appena 21 anni che nella classica olandese è sempre stata nel vivo della corsa ottenendo alla fine un ottimo 13° posto a soli 10" di distanza dalla vincitrice Marianne Vos. Novolodskaya ha saputo sfruttare al meglio un percorso adatto alle sue caratteristiche ed una giornata in cui la A.R. Monex Liv Women's Pro Cycling Team le ha dato piena fiducia: anche la campionessa cubana Arlenis Sierra si è messa a disposizione della compagna di squadra, aiutandola a guadagnare posizioni nel gruppo prima delle fasi cruciali.


Fin dai primi due giri di gara, Novolodskaya è stata molto attenta ad inserirsi in una fuga numerosa assieme a Katia Ragusa, poi ha avuto le gambe per seguire le più forti quando c'è stata una decisa accelerazione a 36 chilometri dal traguardo: solamente sul settimo e ultimo passaggio sul Cauberg ha accusato un po' di distacco ma è comunque riuscita ad agguantare il suo miglior risultato finale in una corsa dell'UCI Women's World Tour. Con il risultato di oggi, Maria Novolodskaya ha guadagnato altri 4 punti nella classifica giovani dell'UCI Women's World Tour e si è portata a sole 2 lunghezze di distanza dalla leader Emma Norsgaard: la Freccia Vallone di mercoledì prossimo, la classica del Muro di Huy che la russa ha già disputato due volte in passato, potrebbe essere una ghiottissima occasione per conquistare la maglia azzurra.


Mercoledì alla Freccia Vallone, oltre a Maria Novolodskaya, saranno al via anche Arlenis Sierra, Katia Ragusa, Eider Merino, Maria Miliaeva e Maria Vittoria Sperotto: la gara si disputerà su un percorso di 130.2 chilometri con otto salite, compresa quella finale e decisiva del Muro di Huy, un'ascesa davvero durissima con i suoi 1300 metri al 9.6% di pendenza media.

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