ROBERTO BONETTO: «QUELLE CLASSICHE VINTE IN SELLA AL CAVALLINO ROSSO»

STORIA | 31/01/2021 | 07:50
di Franco Bocca

 


Ai primi di maggio del 1966, nell’arco di pochi giorni, vinse le due più belle classiche dei dilettanti che all’epoca si disputavano sulle strade astigiane: la Coppa Città di Asti e la Milano-Asti. Pur essendo pinerolese purosangue, Roberto Bonetto, classe 1941, merita pertanto di essere annoverato nella galleria di vecchie glorie astigiane del pedale, tanto più che mise a segno quel clamoroso bis indossando la casacca del Cavallino Rosso, il formidabile team che in quella stagione era diretto dal compianto Giacomo Toso e da Luciano Cerrato, il futuro  deus-ex-machina della Coppa Città di Asti.


Ci racconti subito quelle due vittorie.

«La Coppa Città di Asti si disputava il giorno di San Secondo, il primo martedì di maggio, pochi giorni dopo la conclusione del Giro del Piemonte a tappe, che avevo terminato in crescendo di condizione. Staccai tutti sulla salita di Montemagno e vinsi con circa un minuto di vantaggio sui primi inseguitori».

La domenica successiva fece sua anche la Milano-Asti.

«Sulla salita di Crea andai in fuga con il mio compagno di squadra Balduzzi e insieme percorremmo gli ultimi 30 chilometri. Franco, che abitava a Casorzo, ci teneva moltissimo a vincere sulle strade di casa e forse sperava che, dato che avevo già vinto la Coppa Città di Asti, io non disputassi lo sprint. Ma in carriera avevo già regalato troppe vittorie ai compagni di squadra e quella volta non lo feci. E non lo feci neppure la domenica dopo nel Trofeo Strazzi ad Albenga, dove arrivammo di nuovo noi due da soli».

Tre vittorie in dieci giorni, dunque. Furono le più importanti della sua carriera?

«Sicuramente tra le più significative. Quella che mi ha procurato la gioia più grande, però, è stata la Torino-Biella del ’64, quando correvo già per il Cavallino Rosso abbinato alla Badiese, dove il direttore sportivo era Gino Vairo, originario di Montemagno. Andai forte anche nel ’65, quando indossai la maglia azzurra al Giro delle Antiche Romagne, vinsi il Trofeo Bertolino e giunsi 3° in classifica al Giro di Bulgaria, con una vittoria di tappa».

Come mai, nonostante questi risultati, alla fine del ’66 decise di appendere la bicicletta al chiodo?

«Avevo già 25 anni e nonostante le mie trenta e più vittorie non ero riuscito a passare professionista. La verità è che ero un corridore completo, che se la cavava su tutti i terreni, ma la mia eccessiva generosità in corsa probabilmente mi ha impedito di ottenere risultati ancora più importanti. Così decisi di smettere, anche perché già da qualche anno ero fidanzato con Luigina ed era ora di mettere su famiglia e di pensare seriamente al futuro».

Nessun ripensamento, poi?

«Ripensamenti no, ma qualche rammarico sì, perché un paio di proposte di passare nella categoria superiore in realtà le avevo ricevute. Ed ero stato io a rifiutarle».

E perché?

«Nell’inverno del ’62 mi aveva contattato l’ex C.T. azzurro Pierino Bertolazzo, che stava allestendo la Cynar, dove avrei gareggiato al fianco di campioni come Baldini e Adorni. Ma avevo solo 21 anni e oltretutto ero convinto di dover partire a breve per il servizio militare. Così rinunciai, commettendo un grave errore, perché poi a militare non ci andai, ma ormai l’occasione era sfumata. Nel ’65, poi, la Bianchi mi offriva 50.000 lire al mese, ma io da dilettante ne prendevo di più e non accettai, in attesa di una proposta più vantaggiosa che poi invece non è più arrivata. Si vede che non era destino. Ma il ciclismo resta un capitolo importante della mia vita e Asti l’ultima tappa, quella decisiva, della mia carriera sportiva».

da La Stampa – edizione di Asti

 

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Colpo di scena al termine della prova donne elite dei Campionati Europei di Ciclocross. Marie Schreiber, prima sul traguardo al termine di una tiratissima volata a due con la campionessa del mondo Lucinda Brand, è stata infatti retrocessa...


Aubin Sparfel si prende la corona continentale del Ciclocross. Il portacolori della Decathlon CMA-CGM Team ha conquistato il titolo europeo della categoria Under 23 al termine di una gara intensa e combattuta fino agli ultimi metri. Il talento francese...


Il Ristorante “La Casa dei Gelsi” di Cusinati di Rosà, in provincia di Vicenza, sarà domenica 8 novembre il meraviglioso scenario della 50^ edizione del Ritrovo delle Glorie del Ciclismo Triveneto voluto dall’Associazione che raccoglie i corridori appartenenti alle regioni...


Con la vittoria della belga Lentel Huys hanno preso il via a Zeddam, nei Paesi Bassi, i Campionati Europei di Ciclocross che si concluderanno nella giornata di domani. Il primo titolo continentale assegnato, quello riservato alla categoria donne juniores, è...


Restano in Emilia Romagna i modenesi dell’Ale CX Team che domenica 8 novembre saranno in gara a Casalecchio di Reno nel Bolognese. L’appuntamento è con la settima edizione della gara nazionale Ciclocross d’Autunno, valida come terza e penultima prova del...


Lutto tra le fila del ciclismo marchigiano. È arrivata la triste notizia della scomparsa di Emanuele Senzacqua: tesserato come giudice di gara nel 2006, ha ricoperto l'incarico di ispettore nazionale antidoping, fino a guidare come presidente la commissione regionale giudici...


Tadej Pogacar è il campione più forte del mondo, un dato questo che nessuno può mettere in dubbio. Ma quali sono i suoi valori? Quante ore dorme la notte durante un grande giro? Quanti sono i suoi battiti a riposo?Tutto...


Si sono sfidati molte volte nel corso della stagione e lo faranno ancora questa domenica. Li abbiamo visti confrontarsi alla Strade Bianche, al Tour de France, al GP de Montréal, ai Mondiali e poi a Il Lombardia: Paul Seixas e...


Correre in Italia per diventare un campione del ciclismo. È quello che accadde a Soren Lilholt, ciclista danese di tante belle speranze lanciato, come molti suoi connazionali, da Ivano Fanini. Per Lilholt il trasferimento in Toscana segnò un cambiamento radicale:...


Gulp! Mentre va in scena il Tour du Faso, decana (37ª edizioni) delle corse ciclistiche africane, l’indiscrezione offerta dal solitamente ben informato sito africarising riguarda il calendario del 2027. Già, perché si annuncia una sorprendente, salutare avanzata in termini di...


TBRADIO

-

00:00
00:00
SONDAGGIO
OSCAR TUTTOBICI 2026. SCEGLIETE IL MIGLIOR TECNICO ITALIANO DELL'ANNO
Dodici candidati, tocca a voi assegnare il Gran Premio Fondazione Iseni y Nervi





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra