CIMOLAI A BLABLABIKE. «TROPPO DURA L'ULTIMA SETTIMANA DEL GIRO, COSI' SI PENALIZZA LO SPETTACOLO»

TUTTOBICI | 30/10/2020 | 07:50
di Paolo Broggi

Ruota tutta attorno al Giro d'Italia la nuova puntata - la trentatreesima della serie - di BlaBlaBike. Vi proponiamo l'intervista a Davide Cimolai, il velocista della Israel Start-Up Nation che non risparmia critiche agli organizzatori della corsa rosa: «Secondo me la terza settimana è stata esageratamente dura, tre tappe con 15.000 di dislivello sono troppe, hanno richiesto più di venti ore di bici e in più c'era di mezzo una frazione piana di 260 chilometri. Non è così ch di favorisce lo spettacolo, servono tappe più brevi e con meno salite per esaltare sempre pù questo sport meraviglioso».


Ad aiutarci nell'analisi della corsa rosa ci sono poi le interviste a Matteo Tosatto e Rohan Dennis del Team Ineos Grenadiers, che ha chiuso al nono posto della generale dopo aver fiancheggiato alla grande il compagno di squadra Joao Almeida, e Fausto Masnada, che analizza il Giro suo e della Deceuninck Quick Step e torna sui fatti di Morbegno. Ci sono poi l'intervento di Claudio Cozzi, diesse della Israel Start Up Nation che guarda già al futuro con l'arrivo di Chris Froome e quello di Ruben Guerreiro, incredula maglia azzurra che racconta le sue emozioni sul podio di Milano e le sue ambizioni per il futuro.


Per ascoltare l’intervista a Davide Cimolai nella trentatreesima puntata di BlaBlaBike CLICCA QUI o corri sul nostro canale Spotify.

 

 











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COMMENTI
Rispetto per Cimolai ma....
30 ottobre 2020 09:19 The rider
Rispetto la fatica di Cimolai, ma vorrei dirgli due cose:
1) L'essenza del ciclismo è la salita, poi vengono le volate e le crono.
2) C'è gente che si alza al mattino quando è anxora buio per andare a lavorare e torna quando è già buio SENZA MAI LAMENTARSI.
Ribadisco il rispetto per la fatica dei corridori, ma c'è gente che ne fa di più e magari guadagna meno.....
Pontimau.

the rider
30 ottobre 2020 09:49 alerossi
non potevi dire una cavolata più grande. il ciclismo non è lavoro di fabbrica. i ciclisti vengono pagati per dare uno spettacolo a chi li guarda, così come gli attori nel cinema e nel teatro. se l'attore fa un bello spettacolo lo applaudi, se non lo fa lo fischi. e lo spettacolo non sono 260Km piatti. il ciclismo non è solo salita.

fondisti
30 ottobre 2020 10:07 Darkprince
e ci sono alcuni ciclisti che vengono fuori proprio dopo i 200km, quelli di grande qualita e resistenza, vogliamo forse penalizzare loro?? si e visto al mondiale chi e rimasto a giocarsi il titolo alla fine 6-7 corridori di altissima qualita senza magari che il titolo lo vincesse qualcuno semisconosciuto. e giusto che pure questi si giochino le loro carte e la fatica faccia parte di chi si merita la vittoria finale o di tappa

Viste certe tappe al Giro... per fortuna che sono arrivate le tappe dure
30 ottobre 2020 10:51 vecchiobrocco
Rispetto per Cimolai, però non è che nelle tappe "medie" abbiamo visto chissà che cosa... di solito andava via una fuga bidone e dietro si trasformava in cicloturistica --> lo spettacolo nel finale era pari a zero...
Penso che al Giro sia necessario dare spazio ad ogni tipo di corridori (velocisti, finisseur, scalatori), però per i "clienti spettatori" la vera storia appassionante è la lotta per la vittoria finale

Qualcosa è cambiato
30 ottobre 2020 11:58 Nico85
Tutte queste lamentele e prediche varie dai ciclisti sono, a mio avviso, il sintomo del cambiamento dei tempi. Si corrono troppe corse e questo va a discapito delle corse storiche come il Giro, ma non solo. I corridori arrivano in molti casi già stanchi alle grandi corse. Non vedo altre spiegazioni, perché i vari Giri organizzati da Zomegnan erano mooolto più duri di questi.

Giro d'Italia
30 ottobre 2020 14:00 Henry63
Qualche errore ci può essere stato nel percorso , ma il giro deve essere duro ci devono essere le montagne sopra i 2000 ,le crono ,le pianure ,e colline.. anzi il Gavia,oppure lo Stelvio il mortirolo l'agnello e fauniera ci devono essere sempre tutti obbligatoriamente tutti gli anni.. alternando..

i fatti gli danno in buona parte ragione
30 ottobre 2020 15:26 AleC
Il Giro ha avuto un epilogo molto entusiasmante e quindi verrebbe da dare torto a Cimolai.
Ma, a ben vedere, moltissime tappe che avrebbero dovuto dare spettacolo si sono risolte con fuga da lontano che arriva, gruppo che passeggia per buona parte della tappa salvo un po' di schermaglie finali.
E quindi molte tappe sono dure sì, ma in modo del tutto "gratuito".
San Daniele era 229 km, Madonna di Campiglio erano 207, ma non hanno fatto nulla sulla classifica. Tanti metri di dislivello fatti inutilmente ai fini della classifica, con un gruppo che accumula stanchezza ma non regala spettacolo.
Il Giro deve "Vueltizzarsi"? manco per sogno.
Però le tappe dure devono dare un senso alla classifica. Non 4 tappe over 200 km di fila, non hanno senso, rendono solo logisticamente ingestibili gli orari. Basta mettere un tappone, due di fila senza trasferimenti rilevanti in mezzo, e con quelli si fa lo spettacolo. Ma ci vogliono anche tappe "di trasferimento" vere.
Chè rispetto a una volta se ne fanno di meno, adesso ogni giorno c'è battaglia per andare in fuga e le medie sono salite per quello.
Ultima cosa: ricordiamoci che certi Giri degli anni 90 si potevano fare anche con certi "aiuti" degli anni 90 di cui spero nessuno abbia nostalgia...



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