MA DAVVERO VOGLIAMO GIOCARE CON IL MORTO? CHIEDETE SCUSA A CIPOLLINI

NEWS | 19/08/2020 | 11:45
di Pier Augusto Stagi

Allora capiamoci, con calma, con assoluta tranquillità, perché quando le cose sono serie non è mai il caso di alzare i toni: è sufficiente alzare il velo. Nella mia lettera aperta a Mario Cipollini sui fatti del Lombardia avevo allargato il tiro chiamando in causa non solo Rcs Sport, ma tutte le componenti: squadre, corridori e Commissione tecnica. L’avevo buttata lì, consapevole e convinto di quanto stavo sostenendo. Mario da velocista quale è non solo ha preso la mia ruota, ma mi ha passato a doppia velocità chiamando in causa il presidente di questa fantomatica Commissione: Paolo Bettini. Ieri la risposta del campione toscano, due volte iridato e oro di Atene: «Io è anni che ho rassegnato le dimissioni, con quella commissione non c’entro assolutamente niente».


Bene, cioè male. Molto male ragazzi. Qui si sta scherzando con il fuoco, con la sicurezza delle corse e la salute e l’incolumità dei ragazzi. Questa Commissione è nata per verificare i percorsi, come ente terzo, per verificarne le criticità e per fare in modo che le corse si svolgano nella sicurezza più totale. Non è una allegra brigata di amici che va in gita, o almeno non dovrebbe esserlo.


Cipollini alza i toni, perde le staffe, attacca il mondo, ma davanti a queste cose dobbiamo solo e soltanto chiedergli scusa. C’è una Commissione che da anni non ha il presidente. C’è una Commissione che da anni firma verbali “per il presidente”. Con una battuta più che lugubre potremmo dire che “gioca con il morto”, ma così facendo rischiamo di giocare con il fuoco.

Ma non è tutto. Se questa fantomatica Commissione avesse avuto Paolo Bettini presidente sarebbe stato anche peggio. Perché Paolo – come lui stesso ha ricordato nel video  – è voce tecnica della Rai e opinionista della Gazzetta dello Sport: altro che conflitto d’interesse. Invece Paolo ci dice che lui è due/tre anni che ha rassegnato le dimissioni. Bene, cioè male. Però se si da una scorsa ai componenti della commissione, troviamo i nomi di Mario Chiesa (nulla da dire, sulla serietà e sulla competenza), Fausto Ferrario (rientrato da poco e di assoluta esperienza e comprovate capacità), Andrea Negro (mi scuso, ma non lo conosco), Roberto Mauri (guida la vettura della Gazzetta che porta il leggendario Vito Mulazzani, “regulateur” per oltre 40 anni) e Oscar Pelliccioli, ex professionista, che io pensavo facesse parte della squadra cambioruote Shimano, ma lunedì sulla Gazzetta scopro che guidava la vettura dell’organizzazione e portava a bordo il presidente di giuria. Insomma ragazzi, su sei componenti, uno non c’è, e almeno due sono in chiaro e drammatico conflitto d’interessi.

Ma di cosa parliamo? Ci rendiamo conto della gravità di quanto sta accadendo? Ma se sabato a Remco Evenepoel fosse andata molto peggio di come è andata cosa saremmo a dire oggi? Davvero pensiamo di gestire in questo modo uno degli sport più popolari ma anche – purtroppo – più complicati e pericolosi che ci siano? Crediamo davvero che il cattivo sia sempre e solo Mario Cipollini che perde le staffe per questioni che se non fossero vere tutti noi penseremmo che trattasi di semplici bischerate da “amici miei”. Purtroppo qui c’è poco da ridere e da stare allegri. Per l’amore di questo sport invito tutti a fermarsi un attimo, a sedersi ad un tavolo e con assoluto senso di responsabilità fare un esame di coscienza e punto e a capo. Facciano finta di niente, ma sistemiamo queste cose una volta per tutte. Non all’italiana, perché ormai è risaputo e mi sembra evidente in più campi, che la nostra proverbiale e fantastica creatività e intelligenza è da un pezzo che non sta più in piedi, proprio come il ponte Morandi.

 

 

 
 
 
 
 
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COMMENTI
Bene...
19 agosto 2020 13:15 nikko
e ora siamo solo all'inizio...forza e coraggio

fatti
19 agosto 2020 13:31 ConteGazza
Lombardia 2015: l'addetto con bandierina rossa e fischietto era proprio lì dove c'era il muretto rientrante.. il problema è che nel 2017 ci fu la caduta di De Plus proprio nella curva a destra precendente che stringe e che poi gira a sinistra proprio sul ponte.. allora nelle edizioni successive credo e sicuramente in quella 2020 si vede proprio che l'addetto è stato spostato proprio a segnalare questa suddetta curva a destra che stringe. Ora un materasso arancione sicuramente sarebbe stato meglio piazzarlo sulla rientranza del muretto.. cmq secondo me è più grave auto su percorso a pochi km dal termine. Filippo Caffino Arona (NO)

Queste sono bazzecole caro Pier Augusto
19 agosto 2020 15:43 angelofrancini
Caro Pier Augusto,
mi meraviglio del tuo stupore odierno sulla gestione del ciclismo professionistico italiano.

Per capire dobbiamo fare un poco di storia per i posteri.
L’Assemblea straordinaria della FCI del 3 dicembre 2011 a Bologna ha modificato, su volere di Renato Di Rocco, lo Statuto federale reinserendo la figura della Lega del Ciclismo Professionistico, quale entità autonoma delegata alla gestione dell’attività professionistica.
Quello Statuto è stato ratificato dal CONI nel giugno 2012 e quindi da quella data avrebbe dovuto “giuridicamente” iniziare l’iter che doveva portare alla creazione della nuova Lega e alla scomparsa del Consiglio del Ciclismo Professionistico, del direttivo del quale ho fatto parte su designazione del Consiglio Federale quando a presiederlo era Sergio Fusaro (sino a novembre 2018 presidente del Tribunale di Padova).
Un attento osservatore dovrebbe accorgersi che l’atto di costituzione e lo Statuto della Lega Ciclismo Professionistico sono datati 2010 (fatti in uno studio notarile di Roma fra quattro persone appositamente convocate): quindi circa due anni prima che l’Assemblea nazionale straordinaria approvasse la sua ricostituzione con la modifica dello Statuto federale. La prima assemblea elettiva di questa Lega è stata celebrata il 4 dicembre 2011, giorno successivo a quello di svolgimento della predetta Assemblea straordinaria???

Ora la Lega è un’associazione privata autonoma, dotata di propria identificazione ai fini fiscali, di un bilancio che non fa parte di quello della FCI: in tutte le Federazioni nazionali le “leghe” sono dotate di autonomia amministrativa indipendente dalla Federazione ed i dirigenti delle Leghe sono parificati ai dirigenti federali.
Il rapporto fra FCI e Lega è demandato per Statuto ad una convenzione che ne determina i limiti di operatività della Lega; convenzione sottoposta a ratifica ed approvazione del Consiglio Federale. La Lega non ha alcun potere rappresentativo del ciclismo professionistico essendo, le attribuzioni generali della gestione del movimento ciclistico italiano nei confronti dello Stato, del Coni e dell’UCI, riservate per Legge alla funzione esclusiva del Consiglio Federale in forma non delegabile ad altro soggetto.
In tutti questi anni questa convenzione, che regola il limite dei poteri della Lega, non risulta essere mai stata approvata dal Consiglio Federale. I dirigenti della Lega, come i componenti della C.T. della Lega. che interagiscono con gli enti organizzatori e con i gruppi sportivi non risultano mai essere stati tesserati nella qualifica per la FCI, contrariamente a quanto accade per tutte le altre Leghe previste nelle altre Federazioni ove i dirigenti delle stesse assumono la figura di “dirigenti federali” a tutti gli effetti.
Orbene oggi questa associazione privata, direi giuridicamente indefinibile essendo nata prima del suo concepimento, è ospitata in locali di proprietà del Coni, ed i suoi impiegati sono dipendenti a carico del bilancio della FCI. Le altre associazioni di categoria del mondo professionistico (ACCPI, AOCC, ADIS-PRO) che in Milano occupano come la Lega locali del Coni non hanno dipendenti federali.

Quindi riassumendo di giuridicamente regolare nella Lega non vi è assolutamente nulla…

Detto questo arriviamo al discoro della meraviglia che esprimi….
Le problematiche che esponi, caro Pier Augusto, trovano analoga situazione per i componenti dell’ACCPI: molti dei quali operano nella struttura delle gare organizzate da RCS: incomprensibile conflitto di interessi per chi dovrebbe tutelare gli interessi della categoria Atleti.

Un’ultima cosa, non secondaria: tu sottolinei che Pellicioli, quale componente della CT della Lega, guida la macchina del Presidente di Giuria nelle gare RCS fra i suoi trasportati ha sempre anche Rossella Bonfanti: a volte nella veste di 3° direttore di Corsa, come al recente Lombardia, o di vice di Vegni come in altre occasioni (Stelvio di Quintana….).
La Rossella, è un ottimo Giudice di gara Internazionale ed ha senza dubbio le conoscenze e la professionalità per svolgere la funzione di Direttore di Organizzazione: ma tali funzioni sono incompatibili fra loro ed anche poco etiche.
Infatti la Bonfanti quando opera in RCS si trova nella situazione di:
1.designare, quale componente della Commissione Commissari UCI, dei Commissari UCI a tutte le gare RCS;
2.svolgere la funzione di 3° Direttore di Corsa rappresentando l’organizzazione nei confronti della Giuria che lei ha designato;
3.sedere in auto al fianco del presidente di Giuria, condividendone e/o condizionandone le scelte;
4.valutare, in sede di Comm. Commissari UCI, il rapporto dello stesso Presidente sui fatti della gara in cui lei svolgeva una funzione organizzatrice.
A questo si aggiunga che il Regolamento dei Giudici di Gara FCI vieta ai Giudici in attività di svolgere funzioni tecniche per conto delle società affiliate: e fare il Direttore di Corsa significa essere il rappresentante della società organizzatrice nei confronti della Giuria designata in servizio.
Infine ultima, non meno importante, come può la CT della Lega approvare un programma gara che include come 3° Direttore di Corsa la Bonfanti che non risulta inserita in nessuno degli albi di categoria: professionistico, internazionale o regionali?

Ma la colpa non è della Lega, delle altre Associazioni o di Rossella Bonfanti, la colpa è di chi permette che queste cose accadono.

E tu sai, Pier, che sono anni che le dico, le scrivo e le denuncio queste vergognose situazioni….

Orfanelli
20 agosto 2020 05:00 tonifrigo
Date un ruolo a Cipollini sennò qui non finisce più. Che triste finale di partita

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