PICCOLO. «UCI E ISTITUZIONI DEVONO DARCI LE LINEE GUIDA E STARE VICINO AL MOVIMENTO»

DONNE | 04/06/2020 | 08:10
di Luca Galimberti

Alessia Piccolo, Amministratore Delegato di Alé Cycling e General Manager della formazione Alé – BTC Ljubljana - unico team italiano nella categoria UCI Woman’s World Tour - è una manager competente e appassionata, il suo sguardo spazia dalla realtà imprenditoriale a quella sportiva. Tuttobiciweb le ha chiesto un parere sul momento che stiamo vivendo.


«Sono giorni intensi – ci dice quando la raggiungiamo telefonicamente – dopo il lockdown la nostra azienda è ripartita e siamo molto impegnati: personalmente inizio a lavorare presto la mattina e finisco alla sera alle 19; anche tutti i nostri 132 dipendenti sono tornati in azienda, stanno lavorando a pieno regime ed in sicurezza». Poi aggiunge: «A livello globale il lockdown ha rallentato, o addirittura fermato, per quasi due mesi l’economia in tutti i settori, sono però fiduciosa in una ripresa globale. Certo, perché il nostro Paese possa tornare ai livelli pre-pandemia ci vorrà ancora qualche tempo, e bisognerà rimboccarsi le maniche. Il mio auspicio per il bene di tutti è che anche il Governo mantenga le promesse fatte».


Dopo aver fotografato la situazione a livello economico, Alessia Piccolo punta i riflettori sul team e ci racconta come le ragazze di Alé - BTC Ljubljana hanno passato gli scorsi mesi: «Nel periodo di confinamento abbiamo partecipato a pedalate virtuali, organizzato videointerviste sui social con i nostri tifosi ma, personalmente, il mondo virtuale non mi ha preso più di tanto. Ci è mancato il mondo reale, ci manca il nostro ambiente, i nostri eventi. Ci mancano le gare, ci mancano gli abbracci».

Ora però la ripresa sembra più vicina.

«L’emergenza sanitaria ci ha privato di quello che personalmente ritengo il periodo migliore dell’anno per il ciclismo. Avremo un calendario carico e fitto di impegni ma la voglia di ripartire è tanta: le ragazze vogliono tornare ad essere protagoniste, vogliono tornare a vincere. Sono motivate. Per alcune quest’anno l’obiettivo erano i Giochi Olimpici ma lo slittamento le costringe ad aspettare un anno ancora. C’è voglia di riscatto, di correre. Certo bisogna capire come poterlo fare: in Italia hanno aperto i confini tra Regioni ma, per ora, le frontiere tra Stati sono ancora chiuse. Noi siamo l’unico team italiano del Woman’s World Tour, abbiamo atlete in diversi Paesi stranieri, dovremo capire come si evolverà la situazione. Le domande sono tante: come organizzeremo gli spostamenti? Come andremo alle corse? Come verranno i team a correre in Italia? Tempo ne abbiamo ancora prima della ripresa, mi auguro che l’UCI e le istituzioni ci stiano vicino e ci diano indicazioni chiare in merito».

Per la ripresa sarà necessario un protocollo medico. Voi, come team, avete già strutturato una procedura interna?

«Anche in questo caso ritengo sia necessaria una base comune fornita dalle istituzioni e uguale per tutti i team. Successivamente potremo capire bene e, nel caso calibrare un protocollo di squadra».

Chiudiamo la nostra conversazione con una curiosità: avete pensato ad una maglia particolare per celebrare il rientro alle gare?

«Nel primo periodo di lockdown ho avuto qualche idea, ma per ora non so, non abbiamo ancora definito nulla. Qualche sorpresa, magari, potrà esserci. Basta aspettare, le idee non ci mancano».

 

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