TIRRENO. OMICIOLI: «ATTENTI, LE TAPPE DI FOSSOMBRONE E RECANATI VI SORPRENDERANNO»

PROFESSIONISTI | 14/03/2019 | 07:54
di Carlo Malvestio

Nel ciclismo ci sono centinaia di persone che lavorano dietro le quinte, senza quasi mai accaparrarsi i meriti per nulla, anche se spesso li meriterebbero. Tra vincoli burocratici e ostacoli economici organizzare un evento di grande portata come il Giro d’Italia sta diventando sempre più proibitivo. Convincere i sindaci dei vari comuni, chiudere e allestire le strade per il passaggio della corsa, sono solo una minima parte dell’iter organizzativo che i “lavoratori silenziosi” di questo sport si adoperano di fare ogni anno, per garantire un grande spettacolo ai tifosi e la giusta sicurezza ai corridori. In Italia c’è un’eccellenza da questo punto di vista, la Polisportiva Alighiero Omicioli, che dal 1923 è in prima linea nel disegnare i percorsi e dare vita a gare o tappe ciclistiche in giro per le Marche. In tante frazioni della Corsa Rosa e della Tirreno-Adriatico degli ultimi anni c’è la loro firma, e anche nell’edizione di quest’anno della Corsa dei Due Mari le due tappe del weekend, che verosimilmente saranno decisive ai fini della classifica generale, sono frutto dell’inventiva di Omicioli, che ha ricevuto il placet di RCS.


In questi giorni si è parlato molto di una Tirreno-Adriatico 2019 alleggerita, a causa della mancanza di un vero e proprio arrivo in salita come lo è stato il Terminillo per tante stagioni o la salita di Sarnano Sassotetto lo scorso anno. Con un’occhiata più approfondita alle altimetrie e ai dati delle salite che dovranno affrontare i corridori, però, emerge una realtà ben diversa.


La Foligno-Fossombrone di 221 chilometri, infatti, si presenta più ardua di quanto appare: «La tappa si sviluppa sulla Media Val Metauro e presenterà una serie di colline da affrontare – spiega a tuttobiciweb Alighiero Omicioli, a capo della Polisportiva fondata da suo nonno –. Non ci saranno salite lunghe, visto che la più lunga sarà di 5,2 chilometri, ma in compenso ci saranno molti strappi davvero ripidi, quello dei Cappuccini (2,3 km al 12% e punte al 23% da affrontare due volte negli ultimi 20 chilometri, ndr) sarà decisivo. Non c’è pianura in questa tappa, per un dislivello totale di 3200 metri. Sono salite inedite, mai affrontate alla Tirreno-Adriatico, questo perché mi piace presentare sempre percorsi innovativi. Anche Fossombrone è un arrivo inedito. Dopo più di 220 chilometri tra salire e scendere, non credo vincerà un corridore qualsiasi. Come diceva Franco Ballerini, “sopra i 200 chilometri non vince mai uno a caso”. Spero che chi riuscirà a prendere la maglia in questa tappa possa poi portarla fino alla fine. Son sicuro che sono strappi che faranno male».

La quinta tappa, la Colli al Metauro-Recanati di 180 chilometri sarà poi “meno imprevedibile” secondo Omicioli, perché i corridori potranno valutare meglio le difficoltà che li attenderanno, ma sarà comunque “decisiva ai fini della classifica generale”.

Tra le svariate corse ideate e poi sviluppate, due sono rimaste particolarmente nel cuore della Polisportiva: «La cronometro Gabicce Mare-Saltara al Giro d’Italia 2013, quando Nibali conquistò la maglia rosa che io stesso gli consegnai e poi quella di Monte Petrano al Giro del Centenario del 2009, che si corse ad una media di 32 km/h, una delle più basse degli ultimi 20 anni (nella foto, il gruppo sullo sterrato del Monte Catria), a conferma che, anche in assenza di Gavia e Mortirolo, le Marche possono offrire percorsi molto interessanti e selettivi» ha spiegato ancora Omicioli.

Nonostante tutte le difficoltà che si possano presentare, quindi, il risultato finale ripaga poi di tutti gli sforzi: «L’entusiasmo della gente ci dà grande forza, vederli scendere in strada con la loro bicicletta è sempre un motivo di grande orgoglio».

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