ERCOLE BALDINI, UNA FESTA A TUTTO CICLISMO. GALLERY

INIZIATIVE | 14/11/2018 | 12:15

Il “Treno di Forlì” Ercole Baldini, più attuale che mai. Oltre settecento persone provenienti da tutta Italia, sono intervenute alla festa per la ricorrenza del 60° anniversario dell’anno d’oro del campione. Ad organizzare l’evento, sabato scorso, l’Unione Ciclistica Scat, la società che portò, nel 1951, il futuro “Treno” al ciclismo. Nella Città di Forlì, ovviamente, sono ancora vivi gli echi di una manifestazione che ha dimostrato, ancora una volta, la popolarità, la stima e l’affetto verso Baldini, da parte del mondo del pedale e sportivo in generale.


Perché Ercole, non è stato solo un grandissimo atleta, ma pure un dirigente d’evidenza, in una fase delicata della storia non lontana del ciclismo, nazionale e internazionale. Aspetti che sono stati richiamati in tanti interventi di chi, fra quell’autentica massa di partecipanti, sono stati chiamati da Marco Pastonesi, conduttore della festa, a prender la parola. Ed a proposito di presenzianti, è significativo ricordare che hanno preso parte all’evento, una sessantina di ex professionisti, fra i quali, in rigoroso ordine alfabetico: Vittorio Adorni, Marino Amadori, Franco Balmamion, Davide Cassani, Roberto Conti, Luciano Dalla Bona, l’ex iridato della pista Walter Gorini, Pietro Guerra, Aldo e Francesco Moser, Gianni Motta, Guido Neri, Arnaldo Pambianco, Roberto Poggiali, Morena Tartagni, Livio Trapè, Marino Vigna e Italo Zilioli.
Dirigenti come Renato Di Rocco, Presidente F.C.I. e Bruno Grandi, Presidente Onorario della Federazione Mondiale di Ginnastica, industriali come Valentino Campagnolo, nonché diversi giornalisti. Insomma, decine di motivi per rendere fiero il “deus ex machina” dell’U.C. Scat, Gino Garoia. 
       


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COMMENTI
Per raccontare
14 novembre 2018 19:22 canepari
chi sia stato Baldini nella storia del ciclismo basti ricordare il Baracchi del 4 novembre 1957, quando Coppi non andava forte….ma lui non disse mai niente per non sminuire il Campionissimo. Oppure ricordare quella volta che nella crono di Viareggio al Giro del 1958, spedì fuori tempo massimo 60 (sic) corridori.
Per raccontare chi è Baldini come uomo bisogna raccontare di una cronoscalata ad ingaggio Sallanches – Mont d’Arbois. Era il 1958 e il patron, monsieur Jobert , pur credendo poco nelle sue qualità di grimpeur, volle scritturare Ercole per portare sul percorso un po’ di pubblico italiano dalla vicina Val D’Aosta. Nonostante la scarsa considerazione Baldini arrivò magnificamente secondo dietro a Gaul. Dopo poche ore Jobert gli consegnò una busta con l’ingaggio. Siccome c’erano molti più soldi del pattuito Ercole fecec notare all’organizzatore che si era sbagliato. Al chè con un sorriso Jobert gli rispose: “Monsieur Baldini, lei quei sodi se li merita tutti. Infatti poteva farsi la sua corsa in pianura e poi ritirarsi o caracollare fino all’arrivo. Nessuno le avrebbe contestato niente….Invece ha corso fino in fondo molto bene, onorando la competizione e creando entusiasmo nel pubblico che ha pagato il biglietto. E io questo ho considerato incrementando il dovuto”. Esistono ancora dei galantuomini così nel mondo del ciclismo???

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