L'Accpi scrive al Coni sul caso Di Luca

| 29/02/2008 | 00:00
Con una lettera aperta recapitata oggi al presidente del CONI Gianni Petrucci, l’Assocorridori, pur senza entrare nel merito delle perizie presentate dalle parti, di cui non è in possesso, esprime la propria posizione in merito al cosiddetto "caso Di Luca", riemerso con prepotenza a seguito della richiesta di deferimento dell’atleta da parte del procuratore antidoping Ettore Torri. L’ACCPI sottolinea, in particolare, i tempi della giustizia sportiva: l’impianto accusatorio si fonda su una perizia di parte che è a disposizione della Procura antidoping sin dall’estate scorsa. Nella missiva indirizzata al massimo esponente del Comitato olimpico nazionale, il presidente dell’ACCPI, Amedeo Colombo, rileva i gravi problemi che una richiesta di deferimento a stagione avviata può comportare: disagi riferiti non solo al corridore, ma alla sua squadra, ai compagni, agli sponsor ed a tutto il movimento ciclistico che, ancora una volta, si trova a vivere nella confusione più totale. Tanto più se, come in questo caso, siamo davanti ad una accusa (l’essersi idratato assumendo acqua non solo per via orale, ma anche tramite flebo) che si basa non su un inconfutabile dato analitico, bensì su valutazioni di un perito di parte (peraltro in contrasto con quelle assunte dai consulenti della difesa). Da ultimo, l’Assocorridori esprime il proprio rammarico per non avere ricevuto risposta alcuna da parte del CONI alle numerose richieste d’incontro, avanzate al fine di ottenere chiarimenti e delucidazioni circa importanti aspetti collegati alla lotta al doping. A tal riguardo, i corridori, nell’esprimere tutta la loro preoccupazione per la situazione di grave incertezza, anche regolamentare, venutasi a creare, non escludono prese di posizione di forte impatto, laddove il corridore Danilo Di Luca sarà costretto a non iscriversi o a non partecipare alle corse già programmate dalla squadra in attesa e prima che la giustizia sportiva decida circa la fondatezza o meno delle accuse a lui rivolte.
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