IL GIORNO DELLA MEMORIA. IL BARTALI DI MARINO VIGNA

STORIA | 27/01/2026 | 08:15
di Marco Pastonesi

Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria, che dal 2005 l'Onu ha istituito per commemorare le vittime dell'Olocausto e della persecuzione nazista. Per noi è l'occasione per ricordare, ancora una volta, Gino Bartali.


La prima volta non si scorda mai, tanto più se la prima volta fu al Vigorelli. “Bartali, ma anche Coppi, venivano a scaldarsi prima delle riunioni. Li guardavamo, li osservavamo, li studiavamo, li ammiravamo, li amavamo. E non osavamo avvicinarci. Per rispetto, per timidezza, anche per timore”.


Marino Vigna, milanese della Cagnola, abitava a poche centinaia di metri dalla Scala del ciclismo e, incantato e contagiato, avrebbe abitato il ciclismo per tutta la vita. “Conoscere Bartali era inevitabile. Accadde nel 1960, dopo le Olimpiadi di Roma. Con tutti gli altri olimpionici – io avevo conquistato l’oro nel quartetto dell’inseguimento sulla pista dell’Eur -, in settembre partecipavo alla San Pellegrino a tappe, che riuniva i vincitori di una delle 100 corse San Pellegrino disputate durante l’anno, partenza da San Marino e arrivo a San Pellegrino Terme, c’erano anche Bailetti, Fornoni e Trapè, non si correva a squadre ma a gruppi, e il responsabile del mio gruppo era Andrea Bartali, il primogenito di Gino”.

I rapporti si sarebbero fatti più stretti. “Nel 1966 e 1967 Bartali fu il mio direttore tecnico alla Vittadello. Il primo anno correvamo su una bici Pinarello ma marchiata Vittadello con gli stessi colori della maglia, arancione e nera con la V scritta in bianco. Il secondo anno su una bici Pinarello ma marchiata Bartali. Il primo anno conquistai una vittoria alla Milano-Torino. Il secondo anno una quasi vittoria alla Vuelta di Spagna. Accadde che dopo pochi giorni, dei 10 corridori al via, ritirati Panizza, Dancelli, Andreoli, Baldan…, restammo in quattro, Aldo Moser, De Rosso, Schiavon e io. Nella Andorra-Lérida entrai in una fuga a otto, c’erano corridori forti anche in volata come Graczyk, ma me la sarei finalmente giocata dopo tre piazzamenti fra i primi 10. Invece uno degli spettatori si sporse ben oltre le transenne, ci scontrammo, mi colpì la spalla, arrivai settimo. Nonostante mi sentissi dovunque rotto, tenni duro e giunsi alla conclusione della Vuelta a Bilbao. Bartali si affrettò a rassicurare i dirigenti della Vittadello spiegando che ero andato bene, benissimo, sempre meglio, che anche in salita ero migliorato, invece non fui convocato per il Giro d’Italia”.

Vigna e Bartali si sarebbero frequentati anche quando Marino divenne direttore sportivo alla Faema e collaboratore di Alfredo Martini nella nazionale italiana. “Ogni incontro casuale, ma anche ogni occasione ufficiale, diventava una rimpatriata. Quella volta che si entrò in un ristorante insieme, poi Martini chiese a Bartali di andarsene, perché la sua presenza aveva richiamato una folla che aveva riempito i locali e impedito di mangiare. Quella volta, anzi, probabilmente due, a Larciano, in Abruzzo, quando partecipammo con le nostre mogli, Adriana la sua e Vilma la mia, a feste organizzate da emigranti tornati a casa. Quella volta che Ivo Faltoni ci propose di fermarci ad Amatrice per mangiare una vera amatriciana, Martini seguito da me, Bartali dal popolo. E tutte quelle volte che Bartali era invitato a raccontare l’episodio della borraccia e allora prima chiedeva al suo interlocutore se fosse bartaliano o coppiano, poi in base alla risposta modificava la versione: se era coppiano, era stato Coppi a passare a lui la borraccia, se era bartaliano, era stato lui a passare la borraccia a Coppi”.

Vigna era coppiano, ma diventò – anche questo era inevitabile – pure bartaliano. “E rimasi bartaliano anche dopo la sua morte. Faltoni mi invitò a partecipare alla rievocazione di Gino, partendo dalla stazione di Terontola e arrivando alle chiese di Assisi, una sessantina di chilometri, in bici. Perché Terontola era uno degli snodi ferroviari dove Bartali si recava durante le sue missioni di postino della pace trasportando i documenti falsi per dare una nuova identità agli ebrei perseguitati dalle leggi razziali. E perché ad Assisi Bartali si fermava per munirsi di quei documenti d’identità in un convento di suore di clausura. Tutti dettagli che lui, fra i miliardi di parole con cui ci travolgeva, non ci aveva mai rivelato”.


Copyright © TBW
COMMENTI
Grande Marino Vigna e Marco Pastoresi.
27 gennaio 2026 19:13 roger
Gino è stato un grandissimo, per me persino più indimenticabile di Coppi. Gino, per chi ha avuto modo di conoscerlo, o ancora meglio di lavorare con lui, non può che essere amato.

Quello che ha fatto al di fuori del ciclismo rimarrà per sempre indimenticabile e unico al mondo. Io lo ricordo anche in ammiraglia Fanini, quando Ivano fondò il suo primo team professionistico: era, credo, il 1984. Lui ne faceva da direttore tecnico.

Poi veniva spesso a Lucca per sostenere il fratello di Ivano, Brunello, quando successe la tragedia della povera Michela che, da campionessa già affermata ma nel pieno sviluppo di una carriera che poteva essere ancora più strepitosa, perse la vita a soli 21 anni in un incidente stradale.

Una persona meravigliosa, con un cuore immenso. L’umanità di Gino non aveva eguali e io non l’ho mai ritrovata in nessun altro. Era unico. Un gigante, un esempio. E lo sarà per sempre.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
La gamma MILLE/UMA GT S11 contiene evidenti ed importanti novità, un upgrade che permette a questi capi di sfruttare una nuova vestibilità e nuove tecnologie per garantire maggior comfort, traspirabilità e prestazioni migliori. I nuovi capi adottano una rinnovata palette di...


L’Italia si giocherà la medaglia di bronzo contro la Francia. Nella semifinale, il quartetto azzurro composto da Balsamo, Paternoster, Venturelli e Sanarini ha chiuso in 4'06"796, un tempo che non è bastato per avvicinare la Gran Bretagna. Le britanniche sono...


Piove sul bagnato in casa Lotto-Intermarchè. Come Lionel Taminiaux, infatti, anche Lars Craps sarà costretto a sottoporsi ad un’operazione chirurgica mettendo momentaneamente in stand-by i propri impegni agonistici  e le proprie ambizioni per la stagione 2026. Per il ventiquattrenne...


Con la Mapei Cadel Evans Great Ocean Road Race andata in scena nella mattinata italiana di ieri, si è chiusa ufficialmente la carriera da corridore di Simon Clarke. Il classe ‘86 di Melbourne, passato professionista nel 2009 con la...


Un successo clamoroso e la voglia di rimettersi subito in gioco: erano in 40.000 ieri a Hulst per assistere alla seconda giornata dei campionati mondiali di ciclocross e c'è già voglia di una nuova avventura iridata. L'organizzatore Kurt Vernimmen ha...


Ieri Mathieu Van der Poel ha conquistato il suo ottavo titolo mondiale nel ciclocross, battendo il primato che apparteneva ad Eric De Vlaeminck. Non è possibile fare paragoni tra ciò che oggi è Mathieu van der Poel e ciò che...


Il belga Lionel Taminiaux, portacolori della Lotto Intermarché, è stato vittima di una caduta ieri nel corso della Cadel Evans Great Ocean Road Race. Gli esami radiografici hanno evidenziato purtroppo la frattura della clavicola. I sanitari australiani hanno dato il...


La stagione è già iniziata eppure c’è tempo per qualche colpo di mercato come quello deal Team Laboral Kutxa che ha accolto tra le sue fila Vittoria Ruffilli. La novarese,  classe 2002, veniva da una stagione con il Team Roland, una formazione...


Gennaio 1975, Bologna, Bar Rex. Fu intorno al tavolo da biliardo, tra una briscola e un Campari, che Maranga lanciò la sfida: bicicletta. Febbraio 1975: la prima riunione e la scelta del giorno della corsa. Marzo, aprile, maggio 1975: uscite...


Favorita da una bella mattinata di sole anche se un po’ freddina, ha riscosso un altro grande successo la Firenze-Pistoia rievocazione storica della prima gara ciclistica in Italia del 2 febbraio 1870. Dopo le iniziative del sabato con le due...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024