Guidolin: «Il doping è un grave problema, ma certi dirigenti...»
| 29/09/2007 | 00:00 La sua passione per la bicicletta è risaputa, quella per il ciclismo praticato anche «per me è passione vera, profonda...», dice Francesco Guidolin, tecnico del Palermo fino a qualche tempo fa, oggi ciclista a tempo pieno, in attesa di essere richiamato su una panchina.
Il tecnico veneto, presidente onorario della Zalf Euromobil Fior, la formazione dilettantistica di Castelfranco Veneto, diretta dai fratelli Lucchetta e da Egidio Fior è qui a Stoccarda con la moglie per assistere alla prova iridata.
«Ieri ho anche pedalato sul circuito iridato - ha detto a tuttobiciweb.it -: è un percorso duro, molto selettivo, che farà male e si farà sentire. Penso di non sbagliarmi, ma da questo tracciato verrà fuori il nome di un grande corridore, di un atleta forte e riconosciuto, perchè su certi percorsi non si può certamente bluffare. E' la seconda volta che provo a pedalare su un circuito iridato. La prima volta fui sul Montello, nell'85, quando vinse Jop Zootmelk, quello era un bel percorso, duro e selettivo, questo di Stoccarda mi sembra anche più duro».
Poi una battuta su Tosatto e sui veneti in azzurro. «L'altra mattina mi sono incrociato in bicicletta con Matteo, eravamo vicino a Riese Pio X, si siamo salutati con un cenno della mano. Poi ho pensato: chissà come deve essere giù per essere rimasto fuori dal giro azzurro. Poi sono arrivato qui a Stoccarda ed ho saputo che era stato richiamato: farà molto bene. Tanti veneti? La squadra azzurra è sempre stata compatta, ora lo sarà ancora di più».
L'ultima battuta sui problemi politici che disturbano il ciclismo. «Bisogna fare un punto e un a capo. Il ProTour è una buona idea ma va modificata. Il doping è il problema del ciclismo, ma certi dirigenti sono ancora peggio».
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