I VOTI DI STAGI. TOM FERMA IL TEMPO, DOM DOM LO DOMA

I VOTI DEL DIRETTORE | 04/05/2018 | 18:50
di Pier Augusto Stagi           -

Tom DUMOULIN. 10. Le cadute di questa mattina condizionano parecchio i corridori, non lui, che punta alla prima maglia rosa e, soprattutto, all’ultima. Tom il bello vola via veloce e sicuro. Un vero siluro che spiana pendenze e accarezza curve. È armonia pura: rende fluida una prova che è tutto un cambio di ritmo e velocità. Si tiene la maglia conquistata lo scorso 28 maggio a Milano. Lui sogna di tenerla, ma non è un sogno.

Rohan DENNIS. 9. L’australiano è da applausi, ma alla fine si deve inchinare al più forte e a sua volta deve applaudire l’olandese volante. Sul trono del più forte per oltre due ore, fin quando non arriva l’ultimo corridore, che gli porta via la prima piazza. Lui applaude, con il volto di chi non si sente né sconfitto, né inferiore a Dumoulin. È solo capitato male.

Chris FROOME. 5,5. Ieri, nella presentazione, il più applaudito. Oggi tra i più dolenti. Tradito da una curva, come il nostro Signore fu tradito nel Giardino dei Getsemani. Corre una prova di dolore, tra botte e timore di ricadere. Non è il vero Froome. Il Giro, storicamente, non è mai fortunato per gli uomini Sky. Visto l’inizio, per Froome questa corsa è già un calvario. Lui spera di non essere già sul Golgota.

Victor CAMPENAERTS. 8. Il campione d’Europa conferma il proprio talento nelle prove contro il tempo, ma quei due sono troppo forti per lui. In ogni caso un’ottima prova, non si deve rimproverare di niente.

Valerio CONTI. 7,5. Ci prova. Novemilasettecento metri tutti d’un fiato, rilanciando la bici al di là dell’ostacolo. Una prova di tutto rispetto, per un ragazzo che ha talento da vendere: io ho già comprato il biglietto per assistere allo spettacolo.

Tony MARTIN. 4. È stato un asso di queste prove contro il tempo, oggi non è più il suo tempo.

Domenico POZZOVIVO. 8,5. Partito forte, arriva alla morte. Parole sue, come sue sono le gambe e sua è anche la prestazione superlativa del nostro campione bonsai. Piccolo corridore, grande prestazione. Il Giro è solo all’inizio, questo è solo un test, una prova di riscaldamento per il corridore lucano che appare già caldo e reattivo; conosce i venti e le perturabazioni e soprattutto conosce le strade (lo chiamano Dom Dom, per rievocare i navigatori satellitari). È magma lucente, lava incandescente: l’Etna lo attende.

Miguel ANGEL LOPEZ. 5,5. Ha l’attenuante, neanche tanto tenue, della caduta. Le botte si fanno sentire, ma lui è Superman: non si piega per così poco.

Thibaut PINOT. 6,5. Vuole il podio. Alla fine vuole salire sul podio di Milano. Disputa una buona prova contro il tempo, ma il bello deve ancora venire.

Davide FORMOLO. 5,5. Non è un drago in questo tipo di prove e fa quello che può. È chiaro che adesso deve tenere gli occhi ben aperti. Guai a sbagliare.

Fabio ARU. 5,5. Perde qualcosa di troppo, questo è chiaro e penso che lo sappia anche lui. Ma è un ritardo figlio anche delle cadute altrui, che lo condizionano. Il Giro è una corsa di tre settimane, e non ci si può permettere il lusso di rovinare tutto, soprattutto di rovinare a terra, per guadagnare qualche secondo. È un Giro tutto in salita: buon per Fabio.

Simon YATES. 8. Il britannico non scherza. È qui per imparare e rompere le uova nel paniere. Dei big è quello che ha fatto meglio dopo Dumoulin. Ha un compagno di squadra come Esteban Chaves: mina vagante.

Esteban CHAVES. 5,5. Va pianino, ma con Yates si divertirà su altri terreni. Guai a sottovalutarlo.

George BENNET. 5,5. È sui tempi di Aru, ma lui è tutto da scoprire.

Michael WOODS. 5. Di quelli che sperano di fare classifica, è uno dei più lenti. E anche vero che il signor Bosco punta alla top ten: quindi ci sta.

Gian Luca BRAMBILLA. 5. Non è al top e sogna di arrivarci nella terza settimana, quando ci sarà la resa dei conti. Ha tutto per poterci arrivare, con una buona gamba e una buona testa.

Nicolas ROCHE. 5. Va al rallentatore, ma questo è un corridore esperto, dal quale ti puoi aspettare di tutto.

 
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