CASO RUMSAS, SEI ARRESTI E 17 INDAGATI. VIDEO

DOPING | 08/02/2018 | 08:00
Sei arresti e diciassette persone indagate: sono i numeri drammatici dell’inchiesta portata avanti dalle forze dell’ordine dopo la morte improvvisa di Linas Rumsas, avvenuta lo scorso 2 maggio. Il giovane corridore lituano militava nella Altopack Eppela ed è attorno a questa squadra che gli inquirenti, con mesi di intercettazioni e appostamenti, hanno smantellato una vera e propria rete.

«L’indagine sulla famiglia di origine lituana Rumsas e sul team - spiegano fonti di Polizia - ha fatto luce sulle pratiche dopanti a cui erano abitualmente sottoposti i ciclisti della squadra, anche giovanissimi, incoraggiati e favoriti, nell’assunzione di sostanze proibite, dal direttore sportivo e dal proprietario del team».
 
Luca Franceschi, proprietario dell’Altopack-Eppella, reclutava i ciclisti e, stando alle accuse, «li motivava al doping e procurava loro le sostanze dopanti, tra cui l’Epo in microdosi; Narciso Franceschi e Maria Luisa Luciani, genitori di Luca, proprietari dell’abitazione messa stabilmente a disposizione degli atleti, accoglievano i corridori immediatamente dopo le competizioni ciclistiche per la somministrazione in vena delle sostanze dopanti, vietate in ritiro per il timore dei controlli della Federazione».

Il direttore sportivo Elso Frediani, si preoccupava di assicurare loro le necessarie consulenze, anche mediche, per una somministrazione delle sostanze proibite in modo da evitare i controlli in gara. Fra i fermati c’è anche Michele Viola, ex corridore e preparatore atletico dell’Altopack dopo l’allontanamento di Frediani: sarebbe l'uomo che ha venduto a Franceschini l’Epo destinata ai ciclisti dell’Altopack e che ha dispensato consigli su come assumere la sostanza per nascondere la positività ai controlli antidoping. Coinvolto anche il farmacista e ciclista amatoriale Andrea Bianchi: riforniva gli atleti di ormoni e altri farmaci, anche di natura oppiacea, coadiuvanti dell’Epo, da somministrare in vena, senza la necessaria prescrizione medica.

Per tutti loro sono scattati gli arresti domiciliari per associazione a delinquere finalizzata a commettere più delitti in materia di doping, allo scopo di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti. Per tre di loro - Franceschini, Frediani e Viola - l’accusa è di aver commercializzato farmaci dopanti attraverso canali diversi dalle farmacie aperte al pubblico; con l’aggravante, per Frediani, di aver commesso i fatti da iscritto alla Federazione ciclistica italiana.
 
Ci sono anche altri 17 indagati dalla procura di Lucca: tra loro, un noto medico sportivo che avrebbe fornito consulenze sull’utilizzo di farmaci dopanti. Dovrà rispondere di favoreggiamento e patrocinio infedele un avvocato del foro di Lucca che, in assenza di mandato difensivo, essendo a conoscenza delle pratiche dopanti in uso alla squadra, ha fornito a Franceschi e a Frediani indicazioni su come eludere le indagini.

«È indagato anche il secondo direttore sportivo dell’Altopack: pur non partecipando al sodalizio, ha comunque somministrato e favorito l’utilizzo dei farmaci agli atleti del team» si legge nel dispositivo delle forze dell’ordine. Per lo stesso reato è indagata la compagna del proprietario dell’Altopack alla quale era «affidato il compito di portare i farmaci in gara, per assicurarne la pronta somministrazione agli atleti». Dovrà rispondere, infine, di frode sportiva la maggior parte dei ciclisti che hanno gareggiato per l’Altopack nella stagione ciclistica 2016/2017.
 
Ma non è finita… tra gli indagati ci sono infatti anche due ciclisti amatoriali: il primo è il titolare di un noto ristorante sponsor della Altopack, il secondo invece  ha assicurato al farmacista un canale “alternativo” per l’approvvigionamento di sostanze vietate. In occasione di un controllo stradale, ovviamente organizzato, gli investigatori hanno registrato, tra il farmacista ed il ciclista amatoriale, un passaggio di diverse confezioni di testosterone, quasi certamente destinato ad altri amatori.
   
Nel corso delle perquisizioni sono state sequestrate 25 fiale di Epo “Retacrit Epoetina”, trovate nel frigo di casa di Michele Viola. Nell’abitazione di Franceschi e in quella dei suoi genitori sono state sequestrate siringhe, aghi butterfly, cateteri endovenosi e diversi flaconi di Ringer Lattato e Glucosio, coadiuvanti dell’Epo. Nel ritiro della squadra sono stati sequestrati potenti antidolorifici, indicati nella tabella delle sostanze stupefacenti e psicotrope, detenuti in assenza di prescrizione medica, e un numero consistente di siringhe e aghi. A casa di alcuni ciclisti sono state sequestrate confezioni di testosterone e ormoni per la crescita, anche questi senza prescrizione medica.

L'indagine ha preso le mosse dalla morte di Linas Rumsas, 21enne promessa del ciclismo deceduto improvvisamente, il 2 maggio scorso. Linas Rumsas era il figlio di Raimondas, ex ciclista lituano di fama internazionale. Peraltro solo due settimane fa è giunta la notizia di una squalifica per 4 anni proprio per doping a Raimondas Junior, altro figlio di Rumsas e fratello di Linas.

CLICCA QUI per guardare il filmato delle perquisizioni, reaizzato dalla Polizia di Stato.


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COMMENTI
Continuiamo
8 febbraio 2018 09:38 blardone
A lamentarci di Froom quando abbiamo i problemi già nelle categorie allievi . Nei giovanissimi diamo integratori aminoacidi e zuccheri per fare 5 km .... Deve scappare il morto prima di intervenire e su questo caso mi dispiace molto e dico molto .... Non diamo sempre la colpa al Ds perché nessuno ti lega al palo sai quello che fai ... Comunque è come i nostri governi per cambiare bisogna tagliare la base è ricominciare da capo .. così siamo sempre punto è a capo .Blardone Andrea

I colpevoli siamo noi!!!
8 febbraio 2018 10:18 Farnese
Continuiamo a punire chi lotta per cambiare il sistema è vedrete che tra poco saremo in quattro intimi a vedere le gare!!!!

Sermpre più in basso.
8 febbraio 2018 10:30 Bastiano
C'è poco da fare, se non ci si mette tutti a lottare contro un sistema che premia oppure al massimo, chiude gli occhi sui furbi, il nostro sport non avrà futuro.
E' arrivato il momento in cui tutti si devono sedere attorno ad un tavolo e capire come fare per uscire fuori da questo fosso, perché non è possibile che in altri Paesi siano riusciti a limitare tantissimo la problematica e da noi, siamo riusciti solo a limitare squadre, sponsor e spettatori.

Dilettanti
8 febbraio 2018 12:50 soldatino
Qui non si tratta di ciclismo ma di una categoria e di una regione da sempre pericolosa e in tutte le categorie di ciclismo. La federazione deve spendere denaro per controllare le categorie giovanili, mio figlio non farà mai questa categoria nella maniera più assoluta. Tutti conoscono le squadre pericolose negli Under ma deve morire qualcuno per avere pulizia??? ANDIAMO...

altopack!!!!!!
8 febbraio 2018 13:29 prcorsomisto
Ma allora con che motivo rovinavano i ragazzi...... per vincere forse una gara ogni due anni. Che manica di asini

dopato...
8 febbraio 2018 15:44 ERIO
e mentre io mi dopavo dopo 40 km con un caffè al bar, il barista mi guardava scettico e mi informava che ne han presi un mucchio di drogati oggi.... al bar adesso vengo guardato con sospetto a causa di qualche imbecille che forse vince una volta l anno...me ne sono uscito e con una sorsata d acqua naturale sono arrivato a casa dopo gli altri 40 km...

Complimenti....
8 febbraio 2018 18:03 scorpions
Non sono gli unici.....meno male che mio figlio è arrivato alla categoria juniores e mi ha detto appendo la bici al chiodo......ha fatto non bene ma benissimo.... Schifo

...per tutti coloro che...
8 febbraio 2018 18:08 Fra74
...sostengono: "la piaga doping è stata depennata, estirpata..."...il Doping non morirà nè finirà mai...fa parte di un certo sistema...purtroppo...sono breve e conciso, così come deluso ed amareggiato...
Francesco Conti-Jesi (AN).

Purtroppo
8 febbraio 2018 18:41 9colli
Purtroppo niente di nuovo all'orizzonte !!!

Basta!
8 febbraio 2018 23:32 gianni
E basta! Maggior impegno nella prevenzione, più controlli e radiazioni (non quattro anni). Lo chiedono gli appassionati, quelli che reggono il ciclismo.
ciao
Gianni Cometti

Radiazione
9 febbraio 2018 10:21 Eiger
Radiazione da qualsiasi Sport . Chi bara va allontanato per sempre senza remore, scusanti o attenuanti.

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