SICUREZZA. A Gallarate con Bugno, Basso e Marco Scarponi

INIZIATIVE | 17/01/2018 | 08:00
Ieri sera a Gallarate si è parlato di sicurezza stradale con una particolare attenzione per le due ruote con ospiti illustri. All'iniziativa promossa dalle autorità cittadine guidate dal sindaco Andrea Cassani e dall'assessore alla sicurezza Francesca Caruso, insieme a Ivan Basso hanno risposto presente Gianni Bugno, presidente dell'Associazione Ciclisti Internazionale (CPA) e Marco Scarponi, fratello di Michele Scarponi, tragicamente scomparso nella primavera scorsa per un incidente stradale, mentre si allenava sulle strade delle Marche.

Nella gremita Sala Arazzi del Maga (Museo Arte Gallarate) il direttore di tuttoBICI Pier Augusto Stagi ha moderato gli interventi dei vari relatori.


«Ho ricevuto tanto sia dal mio territorio che dalla bicicletta, che per me non è stato un semplice mezzo di lavoro ma è il gioco che più desideravo dai bambino come da adulto. Questo tipo di iniziativa mira a cambiare la mentalità della gente, a creare una cultura che porti a correre meno rischi per tutti gli utenti della strada. Siamo andati nelle scuole per insegnare ai ragazzi a usare le due ruote in modo responsabile» ha esordito Basso.



«Ho accettato volentieri l'invito di Ivan. Purtroppo ci sono troppo incidenti, Marco lo può testimoniare. Andrò controcorrente, ma sono sempre stato contrario alle piste ciclabili perchè vincolano chi pedala in aree limitanti in cui non c'è rispetto, ci sono passeggini, cani... Io non pedalo più, tornerò in bici quando ci sarà più rispetto per le bici e non si rischierà più la vita per una passeggiata» ha aggiunto Bugno.


«Al giorno d'oggi non è accettabile morire in strada. A Filottrano, a Firenze, a Gallarate, dovunque. Qui non c'entra il destino, non è giusto parlare di incidenti, si tratta di omicidi. C'è una colpa: alcool, droga, velocità troppo elevata, distrazione... La bicicletta è il mezzo che, nonostante tutto, resisterà mentre le macchine spariranno. Ci ammaliamo perchè non ci muoviamo. La bicicletta oltre che salute, è comunità, ci aiuta a relazionarci, mentre con l'auto perdiamo i nostri spazi di condivisione. La soluzione per il futuro è la bicicletta, ma in questo momento lo spazio della bici è uno spazio pericoloso. Bisogna a tutti i costi risolvere questo problema: parlarne è il primo fondamentale passo» ha detto dal canto suo Marco Scarponi.


«Sono convinto che la sicurezza stradale debba farsi parlando con la gente e mettendoci la faccia come sta facendo qui Ivan, come ha fatto Gianni venendo a Roma il 16 marzo a presentare il ddl "salvaciclisti" e come sta facendo in concreto il comune di Gallarate. I dati degli incidenti stradali sono allarmanti, non degni di uno stato civile come il nostro. L'anno scorso i ministri Lotti e Nencini hanno proposto un decreto legge al riguardo, ma è stato bloccato da Delrio in Senato. Confidiamo la norma sia portata avanti dalla prossima legislatura e nel frattempo ci auguriamo i comuni adottino il cartello del metro e mezzo come raccomandazione» ha concluso l'avvocato Patrich Rabaini, estensore del disegno di legge salvaciclisti.


L’incontro ha rappresentato l'ultima tappa della campagna per la sicurezza dei ciclisti #usalabiciclettainsicurezza lanciata dal Comune di Gallarate in collaborazione con Ivan Basso: nei mesi scorsi era già stato promosso il "decalogo", vale a dire dieci consigli per il corretto uso e rispetto della bici in strada, comparso sulle strade cittadine in forma di pannelli, e l'evento del BiciDay, a cui tra l'altro aveva partecipato Rino Gattuso, ospite della mattina in bici.

 

da Gallarate, Giulia De Maio

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