VOLA CON LA BICI, A POZZOLO FORMIGARO SI PUÒ

INIZIATIVE | 29/06/2017 | 07:43
Una serata di sogni di racconti di biciclette sotto le stelle con la due volte campionessa olimpica Antonella Bellutti e con il grande campione, uomo dei record, Francesco Moser, uno che ha sempre osato vincere e... volare!
Suggestiva la location: la Piazza del Castello Mediovale di Pozzolo Formigaro, con il suo cortile che ospita lo spettacolo teatrale “Può una bicicletta volare?” scritto da Allegra de Mandato. Interpretato da Emanuele Arrigazzi e Fabio Martinello. Musiche di Andrea Negruzzo.

Con la partecipazione di appassionati, di giornalisti, di ciclostorici e con le testimonianze dirette di quei potenti anni '50, dei Veri Portacolori della SIOF: Elio Di Maria, detto Maia, Luigi Sergio Lugano, detto Luganen, Giovanni Meazzo, detto Meassen e Luciano Parodi, detto Paroden.

Accendiamo i riflettori su canzoni, fotografie, ricordi, incontri, letture e teatro. Parlando di ciclismo, delle imprese degli uomini squadra di Biagio Cavanna, degli angeli di Fausto Coppi, della musica degli anni ’50…
Ciclismo fra immagini, libri, storie, canzoni e teatro, conduce un talk il giornalista Luca Rolandi con la voce radiofonica di Palma Agati con la presentazione del libro di Antonella Belllutti "la vita è come andare in bicicletta" Sonda edizioni e “I portacolori della Siof” Museo del Ghisallo Edizioni di Luciana Rota.

Nelle cantine del Castello Medioevale di Pozzolo anche l'inaugurazione di una mostra fotografica “I portacolori della Siof” e monografica su Fausto Coppi di Vito Liverani con il contributo di Museo del Ciclismo Ghisallo, Camera di Commercio di Alessandria e LaMoserissima2017 La Leggendaria Charly Gaul - UCI Granfondo World Series

COLONNA SONORA DELLA SERATA a cura del Trio dell'Isola con Stefano Marelli – chitarre/voce Andrea Garavelli /basso el. – Gianninesto Nesto / batteria, Giancarlo Remotti, Marcello Montobbio, Col Duo di Pikke di Barbara Bonasera e Guido Rota
Previsto un servizio di street food con La Casa Del Raviolo (Gavi), Farinata Di Antonio di Carbonara Scrivia, Bike Bar Alessandria
L'evento gode del Patrocinio di: Comune di Pozzolo Formigaro,  Comune di Novi Ligure, Comune di Castellania, Museo dei Campionissimi, Distretto del Novese, Dolci Terre, Provincia di Alessandria, Camera di Commercio di Alessandria, Alessandria Città della bicicletta, Regione Piemonte e del Museo del Ciclismo Ghisallo con la collaborazione della ASD Fornasari Auto.
 
INGRESSO GRATUITO!
 
Note sui libri
ANTONELLA BELLUTTI - La vita è come andare in bicicletta…

Autobiografia alimentare di una vegatleta. Chi fa agonismo sa quanto l’alimentazione sia fondamentale per ottenere la massima efficienza. Il percorso alimentare di una campionessa olimpionica, le luci e ombre dello sport agonistico, fino alla scelta di una alimentazione etica e consapevole. Una testimonianza che va dritta al cuore.

Nel mondo sportivo, non solo a livello agonistico, l’alimentazione può diventare una vera ossessione, fatta di controlli quotidiani di parametri, di cibi o di rinunce obbligate. Lo sa bene Antonella Bellutti, due volte campionessa olimpionica, che fin da giovanissima si è trovata catapultata in un ambiente dove ogni decisione era finalizzata alla performance sul campo. Finché non ha deciso di dire basta, trasformandosi, da giovane agonista forzatamente onnivora e concentrata unicamente sulle calorie, in una matura donna vegana, rispettosa del proprio corpo e di tutte le forme di vita. Questa è la sua autobiografia alimentare: pensieri, ricordi e riflessioni come tappe di un lungo percorso, tante tessere del mosaico della storia di un’atleta eccezionale, che ha trovato il coraggio di sfidare lo status quo di un ambiente fin troppo rigido per seguire la propria vera natura.

ANTONELLA BELLUTTI (1968),
in sintonia con la sua scelta vegan, ama definirsi un’atleta «riciclata». Eptathleta e ostacolista di grande talento, a causa di un infortunio, abbandona l’atletica leggera all’età di 21 anni. Per riabilitazione inizia a pedalare, ma con la bici si lancia ben oltre il recupero, arrivando fino alla medaglia d’oro nel ciclismo su pista in due edizioni successive dei Giochi Olimpici (Atlanta ’96 e Sydney 2000). È l’atleta più polivalente della storia sportiva italiana, l’unica che abbia fatto parte della squadra nazionale assoluta di tre federazioni diverse (FIDAL, FCI, FISI). Lasciato l’agonismo, ora si dedica alla grande passione per l’avventura e la natura, praticando sci alpinismo, yoga, arrampicata, corsa e mountain bike. Vive in un paesino del Trentino, nel parco naturale Adamello-Brenta, dove ha ristrutturato e portato a rivivere la vecchia locanda dei bisnonni con la compagna di vita, Viviana Maffei.
 
LUCIANA ROTA – I Portacolori della Siof, Ricordi di valorosi ciclisti dimenticati –
Museo Ghisallo Editore (Collana Storie di Ciclismo). Con questo libro prende vita la prima collana della nuova casa editrice del Museo del Ghisallo di Magreglio (CO). Dice l’arch. Carola Gentilini, direttrice del Museo: Una collana che nasce con l’obiettivo di raccogliere storie e testimonianze note ed inedite di uomini e biciclette che rendono il ciclismo indimenticabile. Imprese, sogni, fotografie che spesso, nella loro semplicità, hanno definito un fitto, complesso ed indimenticabile racconto, hanno segnato la storia di molte nazioni e di uno sport, che ancora oggi, sa regalare emozioni infinite.   

I portacolori della Siof - La storia di una Squadra sponsorizzata da una fabbrica di colori minerali nel basso Piemonte dell’Alessandrino. Quella di Biagio Cavanna, la prima scuola di ciclismo in Italia, un collegio costruito fra Pozzolo Formigaro e Novi Ligure, per allenare corridori purosangue: potenti coraggiosi infaticabili, ognuno a modo suo uno contro l’altro, ma tutti uniti per un unico obiettivo: vincere tutti i premi, conquistare quella Coppa Italia, cronometro a squadre quasi un diploma rilasciato dal geniale massaggiatore orbo, per aspirare al ruolo definitivo di Gregario di Fausto Coppi. E fare parte tutti insieme del mito.
Giovanni Meazzo detto Meassen, Luciano Parodi detto Paruden (u rugnen), Elio Di Maria detto Maia e Sergio Lugano detto Luganen ... ma anche molti altri. Angeli finiti nella nebbia di quei colori pastello del ciclismo eroico e dell’Italia degli anni 50. Alcuni dimenticati solo perché troppo piccoli di statura…
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