Gatti & Misfatti
Col cuore in gola
di Cristiano Gatti

Marzo è già stagione inoltrata, almeno per questo ciclismo ad alta intensità agonistica: non a caso, è possibile delineare fin d’ora l’entità e la consistenza dei diversi schieramenti. Personalmente, trovo che questa stagione sia partita nel segno di un nuovo gruppo sportivo, un gruppo molto forte e articolato, sicuramente la più grande squadra che il ciclismo abbia mai schierato al via, più completa di una nazionale e più assortita di un Dream Team: il favoloso, straordinario, fantasmagorico G.S. Sottoinchiesta.

La campagna acquisti di questo squadrone è durata mesi, praticamente tutto un inverno. I registi dell’operazione, magistratura ordinaria e magistratura sportiva, hanno messo a segno un colpo dopo l’altro, acquisendo i più bei nomi sul mercato e assemblandoli in rigoroso ordine alfabetico. Aiutati da osservatori sparsi su tutto il territorio, da Bologna a Torino, da Firenze a Trento, i diesse togati non hanno badato a spese, sempre in nome del sano principio «che per un mister è comunque meglio avere problemi di abbondanza». Pantani, Gotti e Tonkov per i grandi giri, Cipollini per le volate, Savoldelli per le discese, Olano per le cronometro, più tutti gli altri per le corse di un giorno o per i traguardi intermedi. Potenzialmente, il G.S. Sottoinchiesta è in grado di vincere tutto. Il problema è: fino a quando potrà correre?
A questo siamo arrivati: mezzo gruppo sotto tutela giudiziaria. Mezzo gruppo con lo spadone di Damocle sulla testa (servisse almeno a convincerli a mettersi il casco). Mezzo gruppo in libertà vigilata, sempre in attesa di un processo, di un deferimento, di una squalifica. Il perverso intreccio delle inchieste giudiziarie, lunghe e inconcludenti, con le più veloci e sbrigative procedure sportive, fa sì che il ciclismo sia ormai uno sport col cuore in gola. I corridori partono - per un viaggio, per una corsa - ma si portano dietro un tarlo fastidioso: avvertono costantemente e angosciosamente che quella partenza potrebbe essere l’ultima della stagione (per qualcuno, della carriera).

E’ giusto tutto questo? No che non è giusto. Gli atleti devono essere sgombri nella testa e nell’anima. Gli atleti, come tutti i cittadini, hanno diritto ad avere indagini, processi e sentenze veloci. Questo come base. In più, avrebbero diritto ad un minimo di certezza: invece qui siamo tutti in bilico sull’opinione personale e sull’interpretazione del singolo, come l’acrobatica equazione della procura antidoping del Coni secondo la quale tassi alti di ematocrito dimostrerebbero l’Epo sintetica nel sangue (ma quanto sono bravi, non c’era mai arrivato nessuno: peccato che bisognerebbe dimostrarlo con qualche prova scientifica). In una parola, gli atleti meriterebbero più rispetto e più civiltà, nei tempi e nei modi. E per carità di patria sorvoliamo sull’indecente propaganda di certi inquirenti pavoni, di certi professionisti dell’antidoping (se muore il doping, vanno a scaricare cavolfiori all’ortofrutta), di certi melliflui dirigenti sportivi che all’improvviso riscoprono il gusto della verginità. L’umanità è questa, non è nemmeno il caso di sorprendersi.

Detto questo, anche gli atleti del G.S. Sottoinchiesta devono però dirsi quattro parole. Non al pubblico, non ai giornali, non alle televisioni: lo sappiamo meglio noi di loro, in queste sedi escono solo ipocrisia e bugie. No, devono parlarsi nei segreti delle camere, in ritiro, nelle valli sperdute dove vanno ad allenarsi. Devono soprattutto porsi reciprocamente una banale domanda: ne è valsa la pena? È questo che volevamo? Certo il grande festival dell’Epo di questo decennio ha arricchito molti di loro: ma lasciando a parte il discorso salute, cui ognuno attribuisce il valore che vuole, è davvero così ininfluente andare in giro sputtanati e lebbrosi, additati e sospettati, derisi e sbertucciati nei discorsi dei bar e nei salotti televisivi, dove ormai anche il più cretino del creato arriva alla geniale conclusione che «i ciclisti sono tutti drogati»? È davvero così piacevole vivere in libertà vigilata, col sottile terrore ogni volta che passa un carabiniere sotto casa?

Se dopo averne parlato nel segreto delle loro camere, a quattr’occhi, senza reticenze, a muso duro, concludono che così non si può continuare, allora facciano pure qualcosa. Facciano valere la legge del branco, o della caserma, insomma le regole non scritte - ma ferree e spietate - che dominano il gruppo. E il doping avrà vita durissima. Se invece arriveranno alla conclusione solita, e cioè che la desolazione di questi tempi non è un problema, che comunque ne vale sempre la pena, facciano almeno il piacere di avvertirci. Ci eviteremo tutti la fatica di chiedere rispetto per gente che non ne ha neppure di se stessa.

Cristiano Gatti, bergamasco,
inviato de “Il Giornale”
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Finale da fiato sospeso nella seconda tappa dell’Etoile de Bessèges, disputata sulla distanza di 162, 8 km da Saint Gilles a Domessargues. Lo svizzero Tendon è stato infatti ripreso a 50 metri dalla conclusione di una frazione tiratissima. E per...


Alla fine degli incontri di curling, che aprono le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, alle 21.45 torna su Raisport la rubrica Radiocorsa.  Protagonisti Edoardo Affini per parlare delle condizioni di forma del suo compagno di squadra in Visma, Jonas Vingegaard, Stefano...


Anche l’ultima giornata di gare all’Europeo Pista di Konya regala gioia all’Italia. Elisa Balsamo e Federica Venturelli hanno conquistato infatti la medaglia di bronzo nella madison.  Corsa dominata dalle belghe Kopecky e Bossuyt, unica coppia capace di guadagnare un giro...


Lorena Wiebes si impone nella tappa inaugurale della UAE Women Tour, porta a sette le vittorie in carriera nella corsa emiratina e conquista la maglia di leader. Alla conclusione dei 111 chilometri in programma oggi da Al Mirfa a Madinat Zayed,...


Sono stati numerosi i personaggi del mondo ciclistico a vestire i panni dei tedofori in queste lunghe settimane di viaggio della fiaccola olimpica. Il primo è stato Filippo Ganna addirittura ad Atene e ieri sera a chiudere idealmente la serie...


A sedici anni dalla prematura scomparsa di Franco Ballerini al Rally Ronde di Larciano, l’A.S.D. Franco Ballerini, guidata dai figli Gianmarco e Matteo, continua a  onorare la figura dell’indimenticato campione e commissario tecnico della Nazionale italiana di ciclismo. L’incidente lasciò una...


Per qualcuno la notizia era nell’aria, per altri sarà una sorpresa, per altri ancora un’amarezza. Il Comitato Amici di Franco Ballerini cessa di esistere dopo le gioie per le vittorie sul pavé e quelle iridate come “cittì” del Ballero. Sono...


Saranno complessivamente 19 le formazioni che prenderanno parte alla 63ᵃ edizione della Eschborn-Frankfurt, classica tedesca che, come avviene ininterrottamente dal 1968 (con l’unica eccezione del 2021), aprirà il calendario agonistico del mese di maggio. A contendersi la vittoria nella...


Ci sono luoghi dove il ciclismo incontra il cielo, le montagne e la fatica. Dove le strade si arrampicano tra pascoli e meleti con i ghiacciai sullo sfondo, e ogni tornante racconta un’impresa ciclistica di un passato più o meno...


Nei giorni scorsi siamo stati a Barcellona e abbiamo avuto la possibilità di testare il casco portato in trionfo al Tour de France da Pauline Ferrand Prevot e Wout van Aert, che dal 15 febbraio sarà disponibile sul mercato per...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024