Come sempre fino all’ultimo minuto, non sappiamo se ci saremo, all’Eroica di Gaiole in Chianti. Come sempre, sarà il Giro della Lombardia in perfida concomitanza, sarà stato un’altra volta il Mondiale alto nel calendario, sarà stata in una altra occasione, nessun pudore alla memoria, la Sagra della Castagna, cui non potevamo assolutamente mancare, a casa nostra, Roccamonfina, do you know?...
Come sempre, fino all’ultimo minuto, per quel ritmo dei giorni e degli umori e del lavoro scandito in quiete, nella nostra Città di mare, quella Napoli che del ciclismo ha consuetudine vaga. In quiete, a Napoli, o in passività, come sempre, eppure quanta tenera ammirazione rivolgendo lo sguardo - da lontano, nel tempo e nei luoghi - a Spaltenna, a Vertine, al Castello di Brolio, a Vistarenni, a Volpaia, agli sterrati e ai tratturi che ti portavano ben più delle strade asfaltate che ti perdevano, a ritrovarti.
Come sempre, fedeli della bicicletta ma un po’ gelosi della nostra fede ciclistica, conservata al caldo dell’agosto di Ischia, un sentimento modesto in fondo, in fondo timido delle verifiche autunnali, fino all’ultimo minuto, da Giancarlo Brocci e dalla sua perfetta creatura, sin quando una prima volta - nel 2000 - ce lo propose l’amico Renzo Bardelli, “perché non vieni all’Eroica?”, come sempre, fino all’ultimo minuto, non sappiamo se ci saremo.
Ora poi che così grande, così mondiale, sia pure così ciclisticamente intima sempre, è diventata la Giornata maggiore, una due tre giorni di bicicletta nell’accezione più eclettica, coniugata al passato, o a un presente più degno di futuro, se memore del passato e dei suoi valori. Come sempre, la pigrizia del viaggio, o il non essere più padrone di un’emozione - il grave dell’età che non perdona -, poniamo sia anche ascoltare una nuova Messa a San Giusto, mentre di basso sulla provinciale per Greve - o per Radda? - hai smarrito il fruscio delle ruote e il profumo delle maglie di lana, come sempre... «Come sarà il tempo?». Del domani, pure prossimo, non siamo più autori.
Ma stavolta, no, stavolta ci saremo. A costo di coricarci tardi, come gli ultimi avventori, al buio di quelle stazioni di posta, quando, a cavalli stanchi, era già stata rimossa la luce. Anche se alla Cena degli Eroici, basta che ci sia Bitossi, ma che voglia ancora di Terruzzi, arriveremo fuori tempo massimo. Stavolta all’Eroica del 2015, ci saremo per una ragione di più. Ci saremo, senza bisogno di altre questioni, anche se non abbiamo molto più spazio per le parole, e le nostre Memorabilia - hai mica una figurina di De Roo in più? - hanno perso il diritto di cittadinanza, scadute perché non più rinverdite.
Ci saremo, lì, nella nostra Casablanca, a Gaiole in Chianti, nel nostro porto franco, ora che ci hanno dato notizia che in luogo hanno aperto anche quello che (forse) mancava. Un bar dedicato, anzi, no, un bar davvero destinato.
Hanno inaugurato, infatti, pochi giorni fa, alla vigilia quasi della sua edizione 2015, l’Eroica Cafè, in tinta e in tono, nelle ex Cantine Ricasoli del paese. Ci saremo, per dovere e per diritto, noi nomadi del sentimento ma devoti del ciclismo e di quanto altro al suo credo sia prossimo, noi che ci mancava un «Rick’s Bar» per le due ruote, dovunque esso fosse insediato. Un «Rick’s Bar Americaine», americano o no, anzi toscano, ma che dico?, specialissimamente ciclistico, o per traslato di quanta provincia - incluse le bocce care a Brocci e a chi in paese è nato - è viva ed abita nel ciclismo.
Un «Rick’s Bar», all’Eroica, e come puoi mancarci, tu che semmai le bici anche quelle vintage le guardi come le Belle Donne, senza poterle più indossare, tu che avrai finalmente un luogo - un riparo dalla sorte, un’idea - dove pretendere una canzone tutta per te. “Suonala ancora, Sam, mentre il tempo va via”, con o senza Ingrid Bergman.
Un As time goes by, all’Eroica Cafè, da ascoltare, o delibare meglio, come se ci fosse a Gaiole ancora Renzo Soldani, con il suo aplomb alla Humphrey Bogart, a narrarti la giusta contraria, in bici o nella vita, della nostra storia.
Gian Paolo Porreca, napoletano,
docente universitario di chirurgia cardio-vascolare,
editorialista de “Il Mattino”
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