Per il 2015 abbiamo tutti un compito importante: dobbiamo fidarci di Vinokourov. Fidarci di Vinokourov? Così dice l’Uci, governo mondiale del ciclismo, dopo lunga e attenta (??) valutazione. Cinque casi di doping (due nella squadra A, tre nella Primavera) non sono elementi sufficienti per negare il nullaosta alla squadra kazaka, casualmente - solo casualmente - la più ricca dell’intero panorama mondiale. Puntando il suo feroce dito contro Vinokourov, l’Uci ha usato parole durissime: Vino, monello che non sei altro, devi stare più attento a quanto avviene nel tuo team, ammetterai che cinque casi non sono pochi, via, bisognerà fare qualcosa, che so, metti in piedi un nuovo sistema di controlli interni, butta fuori i discoletti, e soprattutto prometti, prometti solennemente che non succederà mai più, forza, incrocia le dita sulle labbra e fai il giuramento del boy-scout. Fai attenzione, ragazzaccio: noi ti teniamo osservato. Se ci ricaschi, capace pure che ti diamo 430 euro di multa…
Più o meno è finito così il clamoroso e imbarazzante caso Astana. L’Uci ha menato pesanti fendenti col cotton-fioc, il Movimento per un ciclismo credibile (ostrega, non ricordo se si chiami proprio così, mannaggia a loro e alle loro sintetiche denominazioni), insomma il Movimento delle anime belle per definizione non si è mosso. Parliamoci chiaro: da un punto di vista puramente pragmatico la decisione lascia noi italiani soddisfatti, perché quanto meno permetterà all’enclave tricolore nella squadra kazaka di correre le grandi corse. In linea di principio, non è giusto che i Nibali e gli Aru, con loro i gregari e il personale del made in Italy, escano dal grande ciclismo per colpa di cinque imbecilli. Però dobbiamo fare attenzione a cavarcela con questo sottile egoismo: la vita è piena di casi in cui anche gli innocenti pagano per i colpevoli che si ritrovano a fianco, vedi l’esempio dei tifosi per bene che devono restare fuori dallo stadio causa violenze di due o trecento mentecatti.
Personalmente, resto ancorato al supremo principio di civiltà che regola le vicende penali, è cioè che la reponsabilità è sempre individuale. Diventa “collettiva” quando il reato è provatamente associativo, quando c’è la matematica prova che più persone hanno contribuito attivamente al disegno criminoso. Nel ciclismo: mi sta bene buttare fuori una squadra intera, ma solo quando è provato il doping di squadra. In caso contrario, nel caso Astana, pretenderei che a pagare siano i farabutti e che gli onesti vengano salvati, altrimenti qualcuno mi dica perché mai uno deve restare onesto.
E comunque. Teniamoci la Astana, uscita indenne dalla draconiana (??) procedura Uci, e avviamoci a seguire un 2015 già precocemente avvelenato. Spiace per i nostri, ma l’Astana nel WorldTour comporterà un inevitabile effetto collaterale, antipaticissimo e cupo, tutto a carico dei Nibali e degli Aru. Da ora in poi, questi atleti correranno con un particolare compagno di viaggio, pesante e ingombrante, perennemente seduto lì davanti, sul manubrio. Sarà il passeggero scomodo dei se e dei ma, dei sospetti e dei dispetti, delle voci e delle dicerie, vale a dire di tutta quella nube tossica che ad ogni sconfitta e ad ogni vittoria spargerà puntualmente veleni. Se Nibali e Aru perderanno, partiranno da qualche parte i sorrisetti come a dire vedi, adesso che l’Astana è nel mirino casualmente non vanno più. Se vinceranno, partiranno i sorrisetti come a dire vedi, se restano in quella squadra c’è un motivo…
Niente mi toglie dalla testa che se nella stessa posizione dell’Astana si fosse trovata la “Salumi Gatti” o la “Piastrelle Costa”, certo l’Uci avrebbe mostrato i muscoli e avrebbe inflitto la punizione esemplare. È solo un’impressione mia, carogna e malevola, non lo nego, ma nessuno me la leva dalla zucca. In ogni caso, preso atto del salvataggio di Vinokourov (via, con la carriera che ha alle spalle merita come minimo un po’ di comprensione e indulgenza), resta comunque l’effetto perverso e incontrollabile a carico dei Nibali e degli Aru. Un vero e proprio castigo, tra l’altro senza termini e senza scadenze. A effetto illimitato. Non vedo vie d’uscita. Proprio non trovo il modo di uscirne. Vinokourov è salvo, Nibali e Aru pagano la pena più pesante. Stando così le cose, resta aperta un’unica soluzione: i nostri devono andarsene il più presto possibile da quella squadra. Anche a costo di guadagnare meno. Prima cambiano aria, prima cambia la vita.
“Sono commosso”. Collezionista “seriale” di maglie, Johnatan Milan veste il tricolore con l’orgoglio di chi sa che quando persegui un risultato e lo centri in questa maniera il segnale che arriva nell’ambiente del pedale è potente, esattamente ciò che serve...
Un tricolore voluto, cercato sin dai primi chilometri. Cuneo incorona Jonathan Milan, nuovo campione d'Italia: decisivo il lavoro da parte della Lidl-Trek che ha controllato tutta la corsa sin dalla partenza da Asti. Secondo posto per Tommaso Dati del Team...
Un atto concreto e di buona volontà, parole concilianti e propositive per tornare ad avere un clima disteso per il bene del movimento ciclistico, dagli organizzatori ai corridori, passando per chi il ciclismo l’ama, come noi tutti: i tifosi. Il...
Prima uscita in maglia tricolore e primo successo per Maria Acuti. La campionessa italiana della Biesse Carrera Zambelli si è infatti aggiudicata la quinta edizione della Cronometro Idroland Baitoni svoltasi in Trentino seconda manche della Tre Giorni Guidicarie Dolomiti. Acuti...
Giorni di campionati nazionali, ma anche giorni di vigilia di Tour de France: molte le formazioni che devono ancora ufficializzare i loro schieramenti e quindi sono tante le anticipazioni che si susseguono. In casa XdS Astana è ormai certa la...
Poco dopo l’annuncio che non avrebbe partecipato ai campionati nazionali, Remco Evenepoel ha incontrato la stampa e ha raccontato come affronterà il Tour de France. A una settimana dalla Grande Boucle, il campione belga ha fatto il punto della situazione,...
La formazione della Neri Sottoli Lucchini Energy fa il bis al Giro della Valdera. Dopo il successo di Colella nella prima giornata la vittoria con uno splendido finale di Stefano Cavalli che sulla salita che portava al traguardo di Chianni...
La sensazione non è delle migliori, anzi, è una di quelle che ti fa sentire voglia di mollare tutto. Avete presente quando lo sforzo entra nel vivo e le gambe cominciano a bruciare fino a perdere forza e coordinazione? Ecco,...
Tutto pronto in Piemonte per i Campionati Italiani by Lega Ciclismo Professionisti. Dopo l’assegnazione del titolo italiano a cronometro, che è andata a Filippo Ganna, ora si gareggia su strada. Si tratta della 125^ maglia tricolore in una gara che...
A Roma, dove il Giro d’Italia ha chiuso il suo romanzo in rosa, il nome che più resta sospeso tra applausi e rimpianti è quello di Felix Gall. L’austriaco della Decathlon-CMA CGM, 28 anni, oggi è un corridore maturo e completo....