Scripta manent
Metti una sera
con il grande Eddy...
di Gian Paolo Porreca


Metti, una sera a cena con Eddy Merckx. Metti, in una stazione di posta raccolta che diventa ‘La Caveja’, a Pietravairano, sui lembi del Matese, una sera di quelle che non ti aspetti nella vita di poter trovare più, a Sanremo dimenticate, a Fiandre remote, a batticuori in surplace, con un Giro d’Italia che arriva in realtà poco più lontano di qui, a Caserta, ma diffonde solo la perplessità di una poesia dadaista in chi rammenta l’incanto dei classici greci.

Metti Eddy Merckx, improvviso come un temporale estivo, epicentro di un tavolo di commensali grato, con Cristian Auriemma, l’ex professionista del Matese, prima Amore&Vita, poi Alexia Alluminio, tanto spesso disarcionato dalla mala sorte, a fare il padroncino di casa, e con l’amico del cuore, il pugliese Michele Laddomada, già professionista in Italia e in Portogallo, a sostenere le avventure, la memoria, l’incredibile patrimonio di una vicenda agonistica e sportiva che non ha uguale. La televisione registra l’evento grigio di Garzelli, mentre gli tendo la mano e presento le credenziali, «sa, Merckx, io ero molto amico di un suo grande amico, Bruno Raschi...». «E chissà che avrebbe detto Raschi di questa storia, ma come si fa a farsi fregare per il Probenecid, un farmaco vecchio, un farmaco ricercato regolarmente dall’89, non capisco...». Ed io spontaneamente cercavo, negli occhi di Eddy Merckx, la prima volta che lo incontravo dopo una occasione fugace al Giro del ’73, epperò in debito inestinguibile di una esistenza intera di emozioni ciclistiche e personali, lo sguardo ferito, il dolore, il pianto dirotto di quel ragazzo in rosa espulso dal Giro del ’69, a Savona, per una storia di doping sempre negata... Le lacrime, quel lavacro così raro nel mondo, fosse pure quello dello sport così stravolto di oggi, nel ricordo. E come se mi avesse colto nel pensiero, allora, «quella volta, a Savona, credimi, fu una schifezza!». E trent’anni dopo, ci sembrava di intuire lo stesso orgogliosissimo sussulto, lo stesso desiderio di frantumare una storia dichiaratamente, ingiustamente ostile, nei suoi giuramenti.

Da quanti anni, Eddy, manca da queste parti?’. «Beh, non so bene quanti Giro d’Italia saranno passati di qui, in bici da professionista dal ’65 al ’78 ho girato non so quante volte il mondo, ma mi ricordo sempre, in Campania, al Sud, un attacco di Fuente, te lo ricordi tu?, che un giorno, al secondo giorno di Giro, scatenò una fuga che mandò fuori tempo massimo un bel po’ di corridori, dov’eravamo, a Roccaraso?». No, non era Roccaraso, e neanche il Block Haus, nella geografia lecitamente approssimativa di Merckx, un po’ come per noi confondere Zandvoort e Zolder, l’avremmo controllato, ma era Sorrento, terza tappa del Giro del ’74, con Fuente che sbriciolava temerario la corsa.

La vittoria più bella, Eddy?. Non c’è incertezza, di getto, «il Tour del ’69, il Tour vinto dopo la squalifica al Giro. Quella fu la vittoria della volontà, della fede, della rabbia, lì dimostrai al mondo la mia innocenza, o me la riguadagnai, se vuoi...».
Tornare in bici, dopo una siffatta delusione...
«Esatto, ed è quello che io rimprovererò appunto sempre a Pantani, perché dopo la sospensione di Madonna di Campiglio, al Giro del ’99, doveva farlo assolutamente il Tour de France, o dovevano imporgli di farlo i suoi direttori sportivi!».
Certo, lì si sarebbe vista la sua nobiltà, sembra suggerirci Merckx: o, al contrario, prefigurato in tempi reali il suo inevitabile declino...
Va ancora in bici, Eddy?. «Sì, ci vado, ma non per correre, non per vincere come amatore, io che ho vinto 525 corse. No, per passeggiare e non ingrassare innanzitutto, sai, io da atleta correvo sempre il rischio di metter su chili di inverno, perciò facevo sempre le Sei Giorni, per tenermi in forma, ed è una cosa che raccomando sempre ai ragazzi di oggi che vogliono fare ciclismo sul serio, la preparazione invernale, il sacrificio, l’alimentazione, altro che doping, quello c’è stato e ci sarà sempre, ma serve alle mezze figure».
Ed i suoi gregari, che fanno? «Van Schil, quello, lo stakanovista, continua a fare il cicloamatore, quello in bici ci morirà. Huysmans, Janssens e De Schoenmacker lavorano invece con me, nella fabbrica di bici. Sai, sono un uomo fortunato, ad avere potuto fare della mia passione un lavoro».

Già. E pensavo a quell’immagine vivida, e non è soltanto la memoria che ci inganna con il suo tepore, di quei gregari per noi mai ragazzi, ma sempre adulti, della Faema, o della Molteni, che scandivano il passo, legionari e non mercenari fiamminghi, ad un condottiero belga che sapeva di Annibale alla conquista dell’Italia. E mi convincevo ancor più, in una serata che non si rassegnava alla nostalgia, - lo ha visto più Karstens?, «sì, quell’amico tuo è sempre pazzo» -, in un ristorante pacato dove la platea sembrava sospesa sul filo della favola e della narrazione epica, alla fortuna incredibile del poter dire di esserci stato in fondo anche io, fra quelle maglie. Alle Sanremo, ai Fiandre, alle Roubaix, ai Lombardia, ai Tour e ai Giri infiniti, non a quelli finiti di oggi. Dal primo Giro d’Italia, ma come fa a non ricordarselo, Eddy?, che Merckx vinse proprio qui, in Campania. Arrivo finale a Napoli, nel ’68. All’Arenaccia, primo Reybroeck. Sotto la pioggia di un giugno improvvido, l’ultima tappa, la Chieti-Roma. La Casilina era allagata, quel giorno, fra Cassino e Vairano Patenora...
«Ho l’aereo per Milano domattina alle cinque, e stasera devo fermarmi a Bergamo», vedrà Gimondi?, «no, la moglie di sera non lo fa mica uscire, a Felice», sorridendo, come stringesse al fianco, in un ex-aequo, lui che non tollerava i secondi posti, l’alter-ego italiano della sua storia. Buona notte, Eddy, e buon ricordo a noi. Chissà che ne è di Tosello e di Scandelli, quegli italiani della corte del sovrano belga. E di Van Vlieberghe, Albert o il fratello...E di Guillaume Driessens... A Pietravairano, con le bici di Merckx schierate come vascelli approdati a ridestare il porto dei sogni, anche la nostra memoria, come quella Casilina di trenta anni fa, come la strada del ritorno a casa, era diventata lucida.

Gian Paolo Porreca,
napoletano, docente universitario
di chirurgia cardio-vascolare,
editorialista de “Il Mattino”
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Julius Johansen vince la crono di apertura della 5a edizione di O Gran Camiño - The Historical Route. Sui 15 km con partenza e arrivo a Torre de Hércules il danese della UAE Emirates XRG ha pedalato in in 17’43” alla...


Un gravissimo lutto ha colpito la famiglia di Gianluca Valoti, ex professionista e attuale direttore sportivo della MBH Bank CSB Telecom Fort. Si è spenta infatti, dopo una lunga malattia, sua sorella Cristina. Amatissima maestra elementare, Cristina aveva 57...


Il fine settimana internazionale degli juniores parla ancora una volta anche italiano, grazie a due successi ottenuti da formazioni del nostro movimento in Germania e in Polonia. La vittoria più prestigiosa porta la firma del polacco Filip Pasterski (foto), in...


Ne parliamo spesso oramai, salgono le velocità nel WorldTour, ma sta accadendo una cosa molti simile nelle gare gravel. Per andare incontro a chi corre per essere sempre più veloci nelle più severe e combattute gare gravel mondiali,  Panaracer presenta...


De Rosa annuncia oggi la collaborazione che la lega a RCS Sport & Events e presenta “Ogni Maggio”, un  progetto ambizioso con cui la storica azienda di Cusano Milanino con diventa Bici Ufficiale del Giro d’Italia 2026. Qui è doveroso fare una precisazione,  non...


Tra le corse che nel 2026 arricchiranno il calendario professionistico in Italia e concorreranno alla crescente capillarità del grande ciclismo sui territori del nostro Paese, di pari passo con l'allargarsi della Coppa Italia delle Regioni, il progetto coordinato dalla Lega...


Manca ormai meno di una settimana al via del Tour of the Alps 2026, che prenderà il via lunedì 20 aprile da Innsbruck, la capitale del Tirolo. Cinque giorni di sfide senza confini attendono i protagonisti delle gare a tappe...


La Caja Rural RGA Seguros ha emesso un comunicato per aggiornare sulle condizioni cliniche di Jaume Guardeño, il ventitreenne talento spagnolo coinvolto in un grave incidente in allenamento. «Jaume continua la sua lotta nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Tauli di...


Maglia a manica corta, lunga, un bib e un body da urlo, così si presenta la rinomata gamma Corretto, una novità assoluta per la collezione Primavera-Estate di Castelli. I contenuti? Prestazioni professionali e tanta personalità come ci si aspetta da un...


Nel cuore di Mechelen, poco distante da Anversa, in una giornata che sembrava come tante altre, lo stadio del Yellow Red Koninklijke Voetbalclub Mechelen si è trasformato in qualcosa di completamente diverso. Non solo calcio, non solo cori e bandiere...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024